‘Amici di Maria De Filippi’: l’opinione dei nostri utenti

Di Isa - 6 marzo 2011 16:03:30

Amici di Maria De Filippi

Peppè-peppè-peppè, peppè-peppè-peppè, peppè-peppè-pe-pepè… A, E, I, O, U, IPSILON. A, E, I, O, U, IPSILON. Come dite? Ah, ok, mi fermo, mi fermo. Scusate, ma è una settimana che gioisco per l’uscita di Francesca Nicoli, la figlia segreta di Sgarbi, quella nata della relazione con Marina Ripa di Meana (sono sicura che un semplicissimo esame del DNA lo proverebbe senz’ombra di dubbio!) Al trenino, a cui ho dato il via domenica sera appena concretizzatasi la bella notizia, si è subito unita la mia adorata commessa73 e i festeggiamenti… ciuspa… non mi ero ancora voltata… ma quanti siete lì dietro? Com’è bello ‘sto trenino da Trieste in giù, dai accodati che manchi solo tuuu… I festeggiamenti, dicevo, non sono ancora terminati. Assurdo anche solo il fatto che qualcuno abbia voluto la sua partecipazione, ma non vado oltre perché non voglio più sprecare parole per una delle peggiori concorrenti mai transitate per “il mio programma preferitissimo” (Sara Musella cit.). Parole no, ma 5 vocali ed una consonante sì: A, E, I, O, U, IPSILON…Oh, è più forte di me…

Nell’ultimo speciale del sabato prima della proclamazione dei due vincitori di “Amici 10”, in studio, seduti uno alla volta al proprio banco, piazzato sul palco assieme a quello degli altri finalisti, si sono avvicendati Giulia Pauselli, Virginio Simonelli, Vito Conversano, Annalisa Scarrone ed, infine, Denny Lodi che, in compagnia del buon Luca Zanfo, hanno ripercorso la loro storia all’interno della scuola, dall’ingresso, passando attraverso le difficoltà incontrate per la strada, condite dalle valli di lacrime versate da tutti e cinque, fino ad arrivare ai successi pre-finale (i contratti di lavoro offerti ai tre ballerini ed i cd realizzati dai due cantanti ancora in gara).

È tempo di considerazioni finali, dunque. Di circhi ne abbiamo visti, con numeri talvolta spettacolari… Diciamocelo chiaramente: è stata una delle peggiori annate che si ricordino. Il caso vuole che proprio venerdì sera la signorina G, che, all’occorrenza, si trasforma, ad esempio, in abile giocoliera (però facendo roteare, al posto dei birilli, la nostra pazienza ed il nostro notevole self control), evidentemente attratta da un mondo che sente molto vicino, sia riuscita a trascinare l’intera famiglia al circo. Sarò sincera: non era affatto entusiasta  all’idea di andar a veder degli animali ammaestrati ad eseguire azioni innaturali (e quando, all’inizio del programma, un pappagallo mi ha rasentato la testa ho pensato: “Cominciamo bene…”), così come ero terrorizzata all’idea di veder penzolare nel vuoto i trapezisti (e, infatti, quando la bravissima artista che aveva il compito di stupirci con le sue evoluzioni aeree ha cominciato a dondolarsi a velocità folle su quella micro altalena, che prendeva sempre più quota ad ogni sua oscillata, ho avuto tanta di quella paura che, in confronto, quella provata sulle Torri Gemelle di Mirabilandia è scalata immediatamente in seconda posizione – e la tipa era anche imbragata… -), ma sapete una cosa? Sono contenta di non essermi negata quell’uscita perché, così, ho potuto toccare con mano concetti quali quello di umiltà, professionalità, sacrificio e, soprattutto, passione, perché solo quella può giustificare l’entusiasmo che ho visto mettere da quella dozzina di persone per un pubblico composto da 80 spettatori appena e con un guadagno lordo che, gonfiato dagli introiti del bar, ho stimato aggirarsi sui settanta-ottanta euro pro capite … E se togliamo il denaro necessario a mantenere gli animali, quello riservato agli inservienti e quello dovuto al comune per il noleggio dell’area, vi sarà chiaro perché, affascinati da tanta dedizione, abbiamo deciso di sostenerla ogni anno, d’ora in poi. Ma sapete chi sono i primi che dovrebbero portare i loro soldini a questa fantastica gente? I concorrenti dei reality, quelli che, rimbalzati per scherzo dalle discoteche, si vantano di quanto costino le scarpe che portano ai piedi (Carmela… ma va a laurà, barbun!), quelli che usano i soldi guadagnati nelle ambitissime “serate” in quelle stesse discoteche, quelle affollate da orde di mononeuroni che, messe assieme, non formano neanche un cervello, per cambiare, in peggio, il loro aspetto (povere mamme), quelli che piangono perché una prestigiosissima compagnia li porterà, a 20, e dico 20, anni a spasso per il mondo per dodici mesi, mentre un’altra pagherà loro vito ed alloggio per tutta la vacanza-studio, correndo il rischio, tragedia greca!, di esibirsi in seconda fila (non ho visto le immagini, ma se è andata proprio come ho letto nel post e nei relativi commenti che trattavano la faccenda, cara la mia Giulia, prima che con David Parsons, una tournée di un anno io te la farei fare con il circo di Romina Orfei, quello di cui ho parlato finora! Tiferò per te stasera, ma devi vergognarti di aver fatto la preziosa!)

Chi vincerà secondo me? Un vincitore assoluto, prima ancora che la finalissima comici già c’è, ed è la categoria del ballo, come scrissi in un commento addirittura agli inizi della trasmissione, e non penso sia un caso. La volontà di riscattarla da anni di egemonia del canto era chiaramente emersa subito dopo la fine della precedente edizione, in cui si era dato largo spazio al cantautorato, quando si parlò dei due primi premi, uno per categoria, che si sarebbero assegnati quest’anno, volontà che, di fatto, ha portato gli autori a concentrarsi sulla ricerca di talenti più nella danza che nel canto (e l’arruolamento di Cannito, che lavora per il Teatro San Carlo, e la stretta collaborazione intrecciata con la scuola della Scala, teatri da cui, guarda caso, provengono tutti e tre i ballerini finalisti, non fa che confermare la mia tesi… Della serie: “Aspetta un po’ che chiedo in giro chi mi può dar una mano a raggiungere il mio scopo.” Firmato: Maria De Filippi…) Certo è che, indipendentemente dalla disciplina, non si possono neppure inserire troppi cavalli di razza nella stessa edizione perché questo manderebbe in confusione il pubblico, con conseguente eccessiva frammentazione del televoto e, quindi, con il rischio di non veder trionfare il più bravo in assoluto, com’è finora accaduto in sette edizioni su nove. Però, dai, è quasi impossibile che non si siano trovati cantanti più bravi di quelli che abbiamo ascoltato quest’anno. Se ce la fa Gerry Scotti a scovarli, figuriamoci se non poteva riuscirci, persino con le orecchie tappate, la commissione del canto! Comunque, Maria, il tuo obiettivo l’hai centrato: ci hai dimostrato che il ballo può emozionare quanto il canto, per cui ti meriti l’ennesimo chapeau. Peccato solo che per questo si sia stati costretti a rinunciare a provare qualche sensazione in più attraverso la voce del cantante o della cantante lasciati a casa al posto di Antonio e Francesca.

Breve (beh, breve, che parolone, adesso…) analisi sulla storia televisiva dei finalisti. Giulia, non l’avevo ancora scritto, pur avendolo pensato prima di leggerlo in qualche commento, “buttandosi” sul moderno ha quantomeno dato l’impressione di volersi liberare del rigore e della precisione che richiedono la danza classica, pur restando verosimile l’ipotesi della sua crisi artistico-esistenziale. Cambiare completamente genere ed essere credibile in ogni cosa in cui ci si cimenti, però, richiede delle capacità che lei indubbiamente possiede e che sono il motivo per cui conquisterà la vittoria finale (a meno che il pubblico del televoto decida di punirla per la sua sceneggiata degli ultimi giorni).

Anche Denny ha affrontato stili che non gli appartenevano, ma, pur rendendoli dignitosamente, non è riuscito ad ammaliare tutti come ha fatto Giulia, che, forse, è meno preparata di lui, ma, mentre danza, ci ha tutti ai suoi piedi per merito della sua grandissima presenza scenica.

Vito è indiscutibilmente bravo, ma, quando balla, porta sul palco anche la sua spocchiosità e la sua maleducazione, per cui rovina tutto quello che di immensamente bello crea quando riempie lo spazio con la sua arte.

Annalisa ha patito la sindrome da prima della classe, vergognandosi inspiegabilmente della sua scandalosa bravura e sprecando energie che potevano essere proficuamente convogliate sul canto per difendere la sua personalità, che non deve assolutamente cambiare. Ad avercene di ragazze con la sua serietà ed introversione!

Virginio. Eh! Virginio… il bello e tormentato. Virgionio vincerà “Amici” perché gli italiani non negano a nessuno una seconda occasione, come ci insegnano le classifiche finali di tanti reality ed io tiferò per lui stasera perché incarna la tenerezza, quella tenerezza che appartiene agli umili, ma determinati, scottati dalla vita, anche se certe sue reazioni mi son sembrate surreali. Annalisa, però, meriterebbe il trofeo più di lui perché la trasmissione è nata per premiare chi cantava nella cameretta di casa sua e non aveva la possibilità di andare a bussare alla porta delle case discografiche o chi, parimenti, si distingueva nella sua sconosciuta scuola di ballo di provincia, ma non disponeva dei mezzi per frequentare gli istituti più prestigiosi, i famosi “talenti usciti dalla cantina” insomma, e lui non solo è arrivato ad “Amici” da professionista ma, ad un certo punto, quasi rinunciando alla guida di un insegnante (anche se Pino Perris deve evidentemente essere più di insegnante, considerati i risultati che permettere di raggiungere a chiunque gli si affidi…), da professionista ha voluto proseguire, accentuando il piccolo neo che resterà sulla sua vittoria, se questa arriverà, vittoria che comunque merita per le sue straordinarie doti interpretative. Ad ogni modo, non si scoraggi Annalisa perché sono convinta che sarà lei la regina delle vendite dopo “Amici” che, poi, è quel che conta veramente.

Considerato che televotano soprattutto le ragazzine, il successo di Virginio è praticamente annunciato, come sarebbe stato sicuro quello di Denny se avesse avuto la fortuna di essere giusto un pelino più carino, e i coreografi avessero inserito nei suoi balletti qualche movimento di bacino in più… Giulia, a differenza di Annalisa, giudicata troppo sofisticata (dal giovane pubblico di questo talent) è riuscita ad aggirare l’ostacolo “belloccio” diventando la Mimì Ayuhara, la Mila Hazuki o, se preferite, la Winx della danza, cioè l’idolo da imitare. Quanto mi piacerebbe veder vincere due donne, però, solo il mio girl pride lo sa…

Vincitori, comunque, lo sono già tutti, considerate le opportunità lavorative che son state loro offerte. C’è solo da sperare che sappiano sfruttarle al meglio. E se non fossero ancora soddisfatti, stasera avranno la possibilità di lottare per ben 4 succulenti premi in denaro (quelli riservati ai due campioni di quest’edizione, 100.000 cucuzze, il riconoscimento della critica e una borsa di studio, che io, però, avrei assegnato ad uno degli ex in gara per un contratto discografico, entrambi del valore di 50.000 euro. “Briciole…”, come le ha definite Annalisa. Che rappresentino un investimento sul futuro che auguro comunque radioso a tutti.) Vito ha ottenuto la scritturazione che sognava, quindi è a posto. C’è la possibilità di accontentare tutti gli altri quattro e son sicura che la commissione, almeno questa volta, non li e ci deluderà, dimostrando tutta la sua saggezza.

Indipendentemente da chi trionferà, sarò contenta di veder ripagati i suoi sacrifici di anni, sperando che a vincere, con lui, sia il messaggio di cui è portatore e cioè che i grandi risultati si ottengono solo con il sudore della fronte e mettendosi continuamente in discussione per confermarli.

Isa e Chia mi perdoneranno sicuramente se rubo ancora un po’ di spazio, ma, siccome è venuto per me il momento di congedarmi, vorrei poterlo fare approfittando ancora una volta di quello che generosamente mi hanno messo permesso di occupare negli ultimi 4 mesi e mezzo.

Il 15 ottobre del 2010, alle 14:16, sul vecchio, amatissimo blog, che sono appena andata a consultare (ma quant’era bellino?) apparve il post dal titolo “Cercasi collaboratore per la rubrica su «Grande fratello»”. Lo notai solo la mattina successiva e, in pochi secondi, decisi di propormi, cominciando a raccontarmi in una lunga e-mail. Nei giorni successivi, non ottenendo risposta, provai comunque, per curiosità ed orgoglio, a cimentarmi nel commento dell’esordio del GF 11, che piacque alle moderatrici al punto tale da trasformarlo in un post la domenica successiva alla puntata e da affidarmi l’opinione sul sabato di “Amici”, dopo che, un po’ scocciata, avevo chiesto notizie sulla mancata reazione ad esso (quanta pazienza deve servire, eh, sante donne…) Seguivo il blog da anni, ma informaticamente imbranata quale ero, molte delle sue funzioni mi erano ancora ignote (che cosa mai poteva voler dire “Commenti a caldo”, ebete che non sei altra?) o mi si erano svelate da poco (eh sì, la manina ha proprio la funzione di accompagnarti, pensa un po’, Barbara… In questo blog, di traghettare in una dimensione parallela, popolata da persone molto agguerrite nel dar voce alle loro visione delle cose. No, ma davero, rigorosamente con una ’r’? Con tutte quelle che avevo da dire, non mi pareva possibile di avere fra le mani un’opportunità del genere e così, con non poche difficoltà, mi sono iscritta a iobloggo e sono entrata a far parte anch’io di questa affiatatissima famiglia.) Da allora sono passate venti settimane, venti settimane in cui ho realizzato tanti sogni e ne ho visti nascere degli altri.

Ho pensato a lungo a come salutarvi e, anche se mi ero prefissa di scrivere questo pezzo un po’ alla volta durante l’ultima settimana di programmazione di “Amici”, alla fine ho raggruppato solo le idee, per cui ora (tempo tiranno) spero di non dimenticare niente di quello che volevo dire. Dovesse sfuggirmi qualcosa, recupererò nei “commenti”.

“(Alzando la coppa) Alla mia famiglia, questa è per la mia famiglia, per il mio paese, Aradeo, per il Salento, maestro Perris, maestro Perris, volevo dedicare questo premio anche al maestro Perris, veramente, grazie a tutti, grazie a tutti, grazie. Grazie Maria. Grazie, grazie, veramente Maria. Io volevo, voglio dedicare questo, questo momento alla mia famiglia, a mia mamma, a mio padre, a mio fratello, al mio paese, Aradeo, a tutto il Salento, a tutte le persone che mi hanno sempre voluto bene anche quando non ero nessuno, al maestro Perris perché è stato semprecon me, maestro (abbracciandolo), è nostra, è nostra maestro, è nostra. A te Maria, a tutta la produzione, a tutta l’orchestra che mi ha sempre accompagnato, al maestro Vessicchio, alla mia casa discografica, grazie a tutti.”

Con questo vaneggiante discorso, pronunciato fra un singhiozzo e l’altro, e che, fra parentesi, avevo trovato un po’ patetico perché il troppo, da che mondo è mondo, ha sempre stroppiato (senti chi parla…), il 30 marzo scorso, Emma dimostrava la sua gratitudine pochi attimi dopo la vittoria nella nona edizione di “Amici”. Mai avrei pensato che, un anno dopo, mi sarei ritrovata, con estrema naturalezza, a comportarmi esattamente come lei… W i patetici, che volete che vi dica…

A differenza di Emma, però, io comincerò dalle scuse, perché penso di doverne a più di qualcuno. Mi scuso con tutti quelli che ho annoiato con ogni mio romanzo. Sì, direte voi, “Romanzo criminale!”, nel senso che i labirinti nei quali ci hai condotto abusando della nostra bellissima lingua erano un vero e proprio attentato sia ai suoi danni sia ai nostri che, generosamente, di abbiamo accordato fiducia degnando d’attenzione i tuoi pezzi! Avete ragione… Quello di essere arzigogolata, e non solo nella scrittura, è  un mio difettaccio. Ma non vi devo chiedere scusa solo per i periodi troppo articolati che ho costruito, ma anche perché, ad un certo punto, vi avevo promesso che sarei stata più stringata e non ho mai tenuto fede al mio buon proposito. Mi duole ammetterlo, ma sono una chiacchierona. Perdonatemi. Vi consoli il fatto che certe volte mi sono trovata pesante anch’io… Mi scuso con Virginio per averlo accusato di plagio ai danni di Tiziano Ferro a proposito del suo brano sanremese, quando una visione giusto un po’ più accurata dei filmati del tubo, a cui mi sono dedicata solo ieri, mi avrebbe subito messo sotto gli occhi la reale verità (ma allora quello di Tiziano è proprio un vizio! Oltre a “Alla mia età”, pure “Xdono” era scopiazzata pari pari… Che delusione!) Mi scuso con Maria e i suoi autori per averli spesso criticati, ma spero abbiano capito che apprezzo davvero tanto il loro lavoro. Mi scuso con i ragazzi della trasmissione che ho stroncato con i miei giudizi, aggiungendo che mi è pesato giudicare tutti con dei voti, non avendo alcun titolo per farlo. Ho seguito il mio cuore, ma, dall’alto della mia totale ignoranza tecnica, avrò sicuramente sparato delle castronerie di portata galattica. Per me un brivido vale più di un freddo tecnicismo per cui chi sa di essere bravo non si lasci scalfire dalle valutazioni di incompetenti quali la sottoscritta. Mi scuso con Chiara, ma soprattutto con Isabella, con cui ho avuto direttamente a che fare, per le interminabili attese a cui l’ho costretta per ricevere il mio materiale e per averle mentito quando, nell’e-mail di cui sopra, ebbi la sfrontatezza di definirmi “affidabile”. Infine, le scuse più grandi le rivolgo alla mia famiglia che non ha potuto far altro che accettare questo mio ennesimo colpo di testa (ma una ne faccio e cento ne penso, ormai lo sapete) e ne approfitto per tranquillizzarla: ogni cosa tornerà al suo posto in breve tempo, anche perché, signor G, il regalo che aspetto di ricevere da due anni lo voglio ancora, e farò di tutto per meritarmelo!

Non ho idea di quanti siate stati a leggere le mie opinioni perché non vi siete affacciati in molti alla finestra dei commenti, ma vi ringrazio tutti, uno ad uno, in particolare quelli con cui i quali, a partire da esse, è nato un confronto. Ringrazio chi le ha commentate positivamente, ma soprattutto chi mi ha costretta a mettermi in discussione criticandole, anche aspramente (mille volte meglio l’onestà che l’ipocrisia, comunque!) Ringrazio il programma di correzione automatica dell’ortografia e della grammatica di ‘Word’ che mi ha risparmiato molte figuracce, anche se mi ha fatto incappare in diverse altre, con risvolti talvolta comici (tanto per citarne due, Garofalo si è trasformato in un garofano ed il televoto nel telefoto…) Ringrazio Google, preziosissimo alleato nella ricerca di tutte le informazioni necessarie a colmare le mie profonde lacune, nonostante pure lui non sia stato infallibile (Diana cantò “Hurt” e non “Heart” dell’Aguilera, ad esempio…) e ringrazio YouTube, altrettanto indispensabile strumento di recupero dati. Ringrazio il televisore della cucina, il mio videoregistratore ed il mio computer, padre, figlio e spirito santo, perfetti compagni di viaggio. Ringrazio tutti i cibi pronti all’uso e chi li confeziona, regalandomi un bene che non ha prezzo: il tempo. Ringrazio Robi C., della redazione di Maria, per avermi tenuta aggiornata su quel che succedeva durante la settimana nella scuola. Ringrazio, in ordine alfabetico per non far torto a nessuna, BlueJean, CrazyDiamond9, MadWorld, silviapepe e, non me ne vogliano le altre, la mia anima gemella mengoniana, VeRoNiCa. Grazie a tutte per avermi tornato a far credere nell’amicizia. Ringrazio commessa73 per avermi viziata passandomi sottobanco i suoi squisiti gnocchi alla romana per evitarmi di cucinare, ma soprattutto per aver commentato via mail ogni mia opinione, facendomi sentire tutto il suo calore tramite le affettuosissime parole riservatemi in ogni occasione. Anche a me mancheranno i nostri scambi di pareri. Sono contenta che quest’esperienza ci abbia unite ancor di più, ti ringrazio della stima, ma meriti più stima tu per tutto quel che fai ogni giorno per noi che io che parlo di televisione, questo è poco ma sicuro. Babysitter74 la ringrazio semplicemente di esistere: Claudia, sei insostituibile. E, dopo essermi scusata, a Maria, Isa, Chia e alla mia famiglia desidero rivolgere anche un immenso ringraziamento. Grazie a Maria di aver inventato “Amici”, consentendomi di provare tutte le straordinarie emozioni che il suo programma mi ha suscitato in 10 anni di messa in onda (che a me, non me ne volere Maria, sono arrivate, arrivano ed arriveranno sempre in misura maggiore dal settore canto). Grazie, ma grazie, grazie, grazie ad Isabella e a Chiara che mi hanno concesso di vivere un’esperienza che porterò per sempre nel cuore, di aver creduto in me e di non avermi mai censurata. Spero di non avervi deluso almeno nei contenuti. È stato un piacere far parte della vostra fantastica redazione. A proposito, un caro saluto ed un sentitissimo grazie alla squisita Giovanna live from Bari, che ha gestito qualche mio ritardo. Avevo risposto al vostro appello per sdebitarmi per il grande servizio che mi rendete permettendomi  di disporre di notizie sempre fresche sui miei argomenti di svago preferiti ed ora mi sento più in debito di prima… Come ne esco mo? Grazie ai miei bambini, che hanno sopportato il mio estraniarmi per ore, sperando che un domani capiscano qualcosa in più ancora di me attraverso le mie riflessioni messe per iscritto. Infine, the last, but not the least, grazie a te, amore mio, di concedermi, da 17 anni e mezzo l’onore del tuo amore, nonostante non sempre lo meriti. Ti amo (scusate la tatangelvecchionata…)

Vi lascio, sicura che quello con molti di voi sia un arrivederci e non un addio, invitandovi a cliccare sull’indirizzo che troverete nei “commenti”, che vi spedirà al filmato del momento in cui, lo scorso maggio, la classe dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia di mio figlio, preparata da me, con una fatica che quella necessaria per scrivere questi articoli al confronto è stata una passeggiata, ha salutato le sue insegnanti, sperando che un po’ di quella commozione, che è quella che provo ora che sono giunta al capolinea della mia avventura, attraverso loro, arrivi anche a voi tutti, che ringrazio un’ultima volta.

P.S. per Isa e Chia: se il prossimo anno doveste avere la malaugurata idea di riaffidarmi questo incarico, ampliate la capacità della vostra casella di posta elettronica…

Animatamente, Barbara, mente, ma soprattutto,come spero di avervi dimostrato, anima.