Gerry Scotti: “Fidatevi, i soldi non danno la felicità!”

Cronaca rosa

Dopo l’ultima edizione di Chi vuol essere  milionario, i suoi nuovi show, The money drop e The winner is, non hanno replicato il successo che lo caratterizzavano in passato. Ma con Tu sì que vales, Gerry Scotti si è rifatto con un successone, e non ha fatto solo da spalla: “Ho condotto La corrida per sette anni, e prima ancora avevo condotto la gara dei dilettanti alla saga del mio paese. E sa che c’è? In tutti questi anni la sostanza di questo genere di programmi non è cambiata molto. Sono cambiati il linguaggio, la prospettiva. C’è un montaggio velocissimo, un po’ alla Mtv. Chi l’avrebbe mai detto solo cinque anni fa che Canale 5 avrebbe adottato questo linguaggio per un programma del sabato sera? Sarebbe stato impensabile uno show senza “Signore e signori, accogliete con un bell’applauso…“. Quando gli si chiede di un possibile ritorno del suo quiz Passaparola, o di qualcosa di simile, risponde: “Penso a qualcosa di classico ma con una maxisfida finale, senza bisogno di vincite multimilionarie, che in questo periodo sono fuori luogo e quasi offensive. In fondo potrebbero bastare 3000 euro, per pagare le vacanze per tutta la famiglia. Finché mi vedrete in onda, vuol dire che mi diverto. Io vengo da una middle class non disagiata ma nemmeno ricca. Con i primi soldi mi sono comprato la mia prima casa, poi l’ho comprata ai miei, poi ho comprato l’auto sportiva. Se avessi avuto un fratello, l’avrei data anche a lui. Dai 30 ai 40 anni mi sono goduto l’aspetto materialistico della vita. Poi mi sono accorto che i soldi non erano serviti a salvare mio padre, e nemmeno mia madre, che mi ha lasciato una mattina senza avvisarmi. Ormai so che i soldi non fanno la felicità: passata l’epoca della Ferrari e della Maserati, mi sono distaccato dal denaro e dalle cose, dagli oggetti“. Infine, rivela che il suo primo amore rimane la recitazione: “Ho scritto 70 puntate di Finalmente soli, la sit-com con Maria Amelia Monti. Potrei produrlo io, perché no? Ho uno studio, ottimi autori, una “moglie” come Amelia. Certo, dovrei pagare un po’ meno il protagonista!”

Fonte: Cronaca rosa