‘The Voice of Italy 3’: l’opinione di Isa sulla terza puntata

Di Isa - 12 marzo 2015 12:03:06

The Voice of Italy 3

Quando Denise Cannas si è presentata attraverso la sua clip parlando, con occhi sognanti, di mondo delle fiabe, di druidi e signori della medicina a me, sappiatelo, è subito venuta in mente Gemma Galgani. Me la immagino proprio così, 30 anni fa, a saltellare per i boschetti con la sua tunica, il suo medaglione al collo e la mantellina mentre canta con gli usignoli e va a raccogliere l’acqua dal pozzo. Attenzione, Denise, perché se tanto mi da tanto il pericolo è quello che a te, tra 30 anni, toccherà stare seduta a tempo indeterminato sulle seggiole di Uomini e Donne a prendere pali a ruota e a beccarti un George qualunque che ti chiamerà Den e te la farà sembrare una cosa figa.

Insomma certamente l’apparenza mi ha fregata e mi ha fatto guardare con una punta di scetticismo alla performance di Denise. I suoni celtici a me piacciono e affascinano ma tutto il contorno mi spiazza un po’, mi sembra eccessivo e un po’ caricaturale e finisce per distogliere la mia attenzione dalla voce, tanto più quando, mentre Denise cantava, inquadravano il, per me inquietantissimo, tizio con in mano il ramo di mandorlo. E tuttavia devo dire che chiudendo gli occhi e cercando di non guardare il contorno quella di Denise è stata una delle voci che più mi ha affascinata nella puntata di ieri, un suono delicato e dolce capace di trasportare in altre dimensioni. Secondo me ridimensionando un attimo l’importanza dello stravagante impatto esteriore, lasciando a casa le signore della medicina e il druido col bastone, e valorizzando di più solo l’aspetto vocale la ragazza potrebbe regalarci un cammino molto interessante.

Ma se Denise è stata certamente quella che per stravaganza più mi è rimasta impressa dovendo stilare una classifica dei miei preferiti della serata di ieri finirebbe solo al terzo posto perché al secondo metterei la deliziosa Chiara Dello Iacovo che oltre ad essersi subito distinta per la scelta della canzone, Le cose che abbiamo in comune di Daniele Silvestri (alla prossima che porta Beyoncè – o Biònse, come dice Noemi – io mi impicco col cavo della tv) ha mostrato in 90 secondi un’ottima capacità interpretativa e, essendosi presentata come cantautrice, mi ha lasciato immaginare che possa portarsi dietro tutto un suo mondo da scoprire. Chiara, peraltro, ha il viso giusto, ha l’aspetto giusto, ha un sorriso che affascina perché nasconde dolcezza ma allo stesso tempo consapevolezza dei propri mezzi. Probabilmente, anzi sicuramente, si sono sentite miliardi di voci migliori della sua però spesso sentiamo voci meravigliose senza anima, di Chiara è proprio l’anima ad avermi colpita quindi per quanto mi riguarda non ci sono acuti spacca-timpani che reggano il confronto.

Al primo posto io metto senza ombra di dubbio quel ricciolone di Luca Gagliano che sul pezzo di Bob Marley ha tirato fuori un timbro accattivante e internazionale che mi ha lasciata decisamente… wow! Altri due motivi, frivoli però, per apprezzare Luca:

– ha scelto il team di Piero Pelù perché, tra le altre cose, anche lui è un esponente di una razza in via di estinzione: quella degli uomini col petto villoso. SALVIAMOLI! Salviamo i superstiti, quei pochi uomini che conservano ancora le caratteristiche che permettano di definirli tali! Ci vuole una campagna tipo quella dell’Unicef per il salvataggio delle foche monache!  Uniamoci e difendiamoli!

– quando, commentando la puntata su Facebook, volevo scrivere ‘che timbro!” l’iPhone in automatico mi aveva dato ‘che trombo‘. E questi sono segni del destino che non si possono ignorare.

Insomma un uomo, con l’aspetto da uomo, con un timbro da uomo, con un petto da uomo…. primo posto, garantito.

Ho menzionato loro tre perché, chi per un motivo chi per un altro, sono quelli che più mi hanno colpito ma di buone esibizioni ce ne sono state diverse: da Marco De Vincentiis a Lavinia Viscuso passando per Virginia Cristaldi. Quello di cui ancora non mi capacito, dopo l’affaire Chiara Iezzi, è il motivo per il quale The Voice debba raccattare tutti i talenti inespolsi che hanno già avuto biliardi di occasioni per avere successo su larghissima scala, e non l’hanno mai avuto. Qui mi riferisco a Sarah Jane Olog che, nell’ordine, ha fatto: Amici di Maria De Filippi, la corista nel tour di Noemi, la cantante a Radio 2 (questo lo fa tutt’ora se non ho capito male) in uno degli spazi più seguiti, quello di Max Giusti. Ora, Sarah Jane ha una voce splendida, la ascoltavo ieri e pensavo che a livello prettamente vocale non ha proprio nulla da invidiare alle voci delle grandi pop star straniere. Ma evidentemente questo, almeno in Italia, non le è bastato dato che ha avuto chance per emergere che tanti altri ragazzi possono solo sognare e il boom non c’è mai stato. Siamo sempre lì: l’Italia brulica di grandi e giovani talenti che chiedono solo di avere una occasione di intercettare il grande pubblico, per me in qualche modo tanto la Iezzi quanto Sarah Jane hanno preso il posto di qualcuno, chissà forse molto più bravo, che aveva il diritto di avere la propria chance, almeno una.

Tra le performance di ieri segnalo anche quella iniziale di Fatima Diallo, non tanto per la specialità dell’esibizione (ennesimo pezzo di Biònse ben cantato, assolutamente, ma, almeno per me, poco coinvolgente) quanto per il fatto che dalla sua scelta di entrare nel team Ax è venuta fuori la miglior battuta della serata: “Fatima… sono già in odore di santità! L’anno scorso la suora, quest’anno direttamente la Madonna!“. Ti si ama, zio Ax!