‘The Voice of Italy 3′: l’opinione di Chia sulla sesta puntata

The Voice of Italy 3

E dopo le Blind Auditions sono arrivate le Battles, e io amo le Battles.

Le amo perché per la prima volta possiamo davvero farci un’idea sulle strategie dei coach per questa terza edizione di The Voice of Italy, dopo la scelta al buio iniziale. Gli accoppiamenti tra i talenti del loro team e la scelta dei brani su cui si sfideranno, infatti, sono tutto fuorché casuali, e a volte bastano quelli per capire a scatola chiusa chi Noemi, J-Ax, Piero Pelù e i Facchinetti vogliano far vincere.

In una sfida tra Edoardo Esposito, o Edo Sparks che dir si voglia, e il giovane Raffaele Esposito, non scegli Uptown Funk se non vuoi fare vincere quest’ultimo. Edo a me non dispiaceva, quell’originale versione di Hey Ya! portata alle Blind m’era piaciuta, ma su questo brano uno come lui c’entrava come i cavoli a merenda, quindi la disfatta era certa.

Stesso discorso per il confronto tra Keeniatta Baird e Claudia Miele: quest’ultima, già penalizzata da una fisicità importante che ben sappiamo che Noemi non ami particolarmente, come poteva sperare di battere l’inquietante rivale sulle note di Survivor? Una gazzella che la tigre s’è pappata senza troppo impegno..

Quindi il presupposto è questo: alle Blind ho scelto qualcuno a scatola chiusa, e mi sono pentito subito dopo? Basta accoppiarlo alle Battles con un pezzo da 90 e assegnargli un brano impossibile et voilà, il gioco è fatto! E nel remoto caso che il mio progetto impietoso venga imprevedibilmente ribaltato dall’esibizione sul ring poco male: basta appellarmi ad un percorso più solido, a delle prove più rassicuranti o ad un potenziale più esplosivo per giustificare comunque la mia scelta. Non fa una piega.

La prima cosa che ho pensato ieri sera di fronte alla maggiorparte delle esibizioni è stata ‘Ma tutta sta gente da dove cavolo è sbucata fuori?‘. Ne ricordavo uno su due, al massimo, chiaro segno dell’età mia che avanza ma soprattutto della manica troppo larga dei coach. Voci anonime e per nulla originali che inspiegabilmente sono arrivate alle Battles. La mia speranza è che non vadano oltre, che di beneficienza ne abbiamo vista fin troppa che quasi stavo per scambiare The Voice per Amici.

Sono davvero soddisfatta che due dei miei favoriti ieri abbiano passato il turno: sto parlando di Luca Boccadamo, che io ADORO, e di Dany Petrarulo. Entrambi mi avevano convinto alle Blind e hanno confermato la mia impressione positiva alle Battles. Sono contenta anche per lo steal di Chiara Beltrame, salvata da Piero, mentre sono rimasta davvero perplessa di fronte all’eliminazione del napoletano Giovanni Scardamaglio: alle Blind la sua scelta di un brano di Mengoni non mi aveva convinta, e anche se vocalmente era davvero simile al rivale Alex Ceccotti secondo me ieri sera nell’interpretazione non c’erano paragoni, e la decisione del #TeamFach mi suona incomprensibile.

A stupirmi più di tutto è stata però l’eliminazione di Chiara Iezzi ad opera di J-Ax: anche se non ero d’accordo con l’ingresso in un talent di qualcuno che la sua occasione l’aveva già avuta e ampiamente sfruttata, anche se l’ho trovata parecchio appannata nella sua performance di ieri sera (dove ho trovato Arianna Alvisi nettamente superiore) e anche se ho reputato lo steal di Francesco Facchinetti un po’ paraculo, come del resto la rassicurazione finale di Roby dopo avere schifato lei (e il figlio che l’ha salvata) per la precedente mezz’ora, sono stata d’accordo con la considerazione sull’atteggiamento illusorio di Ax che alla Blind l’ha caricata a molla e ora -per sua stessa ammissione- ha preferito invece evitare che qualcuno potesse accusarlo di favorire un’amica. Si poteva arrivare alla stessa conclusione, ma diversamente forse.

Nell’eliminazione di Clelia Granata invece credo abbia giocato un ruolo fondamentale la presenza dell’amica Agata Reale. Che mi sono stupita fosse ancora viva, pensavo la Celentano avesse posto fine all’esistenza di quell’orrido collo del piede (che ancora tormenta i sogni di tutti i ballerini degni di questo nome) subito dopo l’immeritata partecipazione ad Amici, e invece..

A The Voice le sorprese sono tante, ma ci sono anche delle inossidabili certezze: la prima, è che i Facchinetti non saranno mai d’accordo tra di loro su nessuna esibizione e sarà già un successo se alla fine delle puntate Francesco continuerà ad essere incluso nel testamento del padre; la seconda, è che Noemi non pigerà mai un pulsante per prima, si trova più a suo agio se qualcuno la precede per darle l’idea di non stare facendo una vaccata; la terza è che se un loser come Maurizio Musumeci è fidanzato ed io no, tocca che vada nell’angolino a farmi una domanda e a darmi una risposta. Arevuà.