Leopoldo Mastelloni: “Ho una pensione da fame e a volte penso al suicidio. Lo Stato abbandona gli artisti!”

Di Edicola - 18 maggio 2015 17:05:29

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In un’intervista con l’agenzia Adnkronos, l’attore, regista e cantante napoletano Leopoldo Mastelloni ha confessato di essere letteralmente sul lastrico e di riuscire a mantenere una casa in affitto grazie al sostegno di alcuni amici: “Mangio solo quello che i supermercati mettono in offerta speciale e se non avessi Barbara Mastroianni, la figlia di Marcello, che mi aiuta, non so come farei“. Così, dopo la cantante Orietta Berti, che recentemente ha dichiarato di ricevere una pensione di soli 900 euro per dei contributi che non le sono stati versati (QUI per leggere l’articolo), anche l’eclettico artista riapre la spinosa questione: “Dopo cinquant’anni di lavoro e di contributi prendo 625 euro di pensione al mese. Ci penso sempre più spesso a farla finita, potrei prendere 40 pillole di sonnifero e andarmene vita” ha dichiarato lui, che racconta l’ingiustizia subita: “Ho saputo solo quando ho finito di lavorare che la pensione sarebbe stata calcolata sugli ultimi tre anni di contributi, che nel caso mio e di chi fa il mio mestiere, sono chiaramente scarsi, perché gli impegni e le chiamate con l’età si diradano. Eppure io avevo fatto i miei primi versamenti nel 1965! E’ mai possibile che mi debba trovare in condizioni di povertà? Che me ne faccio di essere considerato un maestro del teatro? Vorrei meno onorificenze e più soldi. L’unico che mi ha aiutato è stato Gino Paoli, che mi ha fatto ottenere, tramite la SIAE, un contributo di 10 euro al giorno come ‘artista di chiara fama in situazione di indigenza’. Orietta Berti ha contribuito a darmi il coraggio di raccontare queste difficoltà: lei ha raccontato che, se non avesse una pensione integrativa, sarebbe costretta a chiedere l’elemosina, che è quello che sto facendo io“. Infine, l’ex concorrente de La fattoria conclude provocatoriamente: “Per avere una maggior assistenza dallo Stato forse dovrei mettermi su un barcone al largo di Lampedusa. Ormai spero che mi prenda un colpo il prima possibile, perché non so cosa fare in questa situazione. E devo pure augurarmi che qualcuno mi faccia il funerale: perché lo Stato paga la bara ai clandestini, ma a noi no!“.

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