Tommaso Rinaldi di ‘Si può fare’: “Io, fuori di casa a 14 anni, ho messo nei guai mia mamma con le suore!”

Di Edicola - 20 maggio 2015 09:05:29

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Il tuffatore Tommaso Rinaldi, tra i protagonisti del programma Si può fare, ha descritto in passato il rapporto con il padre Domenico, che è stato il suo esigentissimo allenatore. Ma questa volta posa con sua madre Stefania e racconta: “E’ un punto fermo nella mia vita. Ho un’altissima considerazione dei miei genitori, e anche se si sono separati, non mi hanno mai fatto mancare nulla. Mamma ora è casalinga, ma ha avuto a lungo una profumeria. Le devo davvero tanto: è una donna straordinaria, che mi ha regalato moltissime opportunità. Chi come me decide di dedicare tutta la vita allo sport, infatti, deve essere pronto ad affrontare difficoltà e sacrifici. A 14 anni ho lasciato la mia città per trasferirmi a Trieste, dove ho vissuto per cinque anni. Mamma è stata così intelligente e lungimirante da lasciarmi andare senza problemi: ha pensato più al mio futuro che non al desiderio naturale di una mamma di tenere il proprio figlio vicino. Nonostante ci separassero 700 chilometri, non mi ha fatto mancare il suo sostegno e spesso veniva a trovarmi. Il primo anno è stato un vero stravolgimento nella mia vita e ho fatto fatica, anche se poi mi sono ambientato e Trieste ora ha un posto speciale nel mio cuore, perché ho trascorso lì gli anni indimenticabili della mia adolescenza. Molti genitori dei miei colleghi, quando eravamo piccoli, erano molto apprensivi. Mia madre, invece, non mi ha mai rinchiuso sotto una campana di vetro. Anzi, sempre ottimista e propositiva, mi ha aiutato psicologicamente, facendomi coraggio nei momenti più complicati“. Quando gli si chiede qual è la volta che gliel’ha combinata davvero grossa, Tommaso racconta: “Ero piccolissimo, andavo all’asilo, ma mia madre me l’ha sempre raccontato. Avevo una piccola macchia sulla maglia e quando le suore mi hanno chiesto cosa fosse, io risposti che mia madre mi aveva spento una sigaretta addosso! Ovviamente non era vero. Ancora oggi non so perché dissi quella bugia: ero piccolo, parlavo appena. Fortunatamente le insegnanti, dopo aver parlato con mia madre, capirono che non era la verità!“. Quando gli si chiede invece del rapporto col padre/allenatore, il bel 24enne risponde: “E’ stato un uomo responsabile sia come genitore che come allenatore. Mi ha trasmesso valori importanti, come il rispetto delle regole, che a sua volta aveva ricevuto da mio nonno. E’ stato attento agli aspetti della mia educazione, ma mi ha anche lasciato tanta libertà. Mi ha fatto capire che aveva delle responsabilità e che quindi tutto dipendeva da me“. Infine, racconta la sua esperienza nel programma di Carlo Conti:Devo dire che è un’esperienza meravigliosa, che ogni giorno mi regala nuove emozioni e grande divertimento. Le prove sono impegnative, ma non mi tiro mai indietro. Sembrerà curioso ma a 24 anni ho imparato, giusto per fare un esempio, a saltare la corda, proprio grazie a questo programma! Ho trovato un ambiente stimolante e ottimi compagni d’avventura. Ho legato soprattutto con Simon Grechi, con cui mi sono trovato spesso in sfida. Spero che la nostra amicizia possa continuare in futuro anche fuori dagli studi tv“.

Fonte: Top