Sabrina Ferilli: “Per fiction scendo in politica. Nella vita, invece, do lavoro agli altri!”

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Dalla poltrona di giudice ad Amici alla sedia di sindaco il passo è davvero breve: Sabrina Ferilli si prepara a tornare sul piccolo schermo nel ruolo del primo cittadino di un paese della provincia di Ascoli Piceno nella fiction Mediaset Rimbocchiamoci le maniche. Un ruolo, questo, che avrebbe fatto piacere al papà di Sabrina, che desiderava che la figlia entrasse in politica. “Non ci penso proprio!” specifica però lei. Nel frattempo, torna al Teatro Sistina di Roma con lo spettacolo Signori…Le paté de la maison di cui è sia interprete che produttrice: “Forse molti non se lo ricordano, ma io ho debuttato nei panni della prostituta in Alleluja brava gente proprio qui, nel 1994. Ho prodotto lo spettacolo perché mi sembra giusto che chi ne ha la possibilità investa nella cultura, visto che il nostro Paese si regge su queste cose. E, visto che posso, cerco di mettere sempre in movimento le energie”. In più, veste i nuovi panni di sindaco… “Sì, è una donna di 50 anni che si ritrova a ricostruirsi una vita e soprattutto una professione, visto che la fabbrica dove lavorava chiude. Viene eletta primo cittadino e così con forza e coraggio, cerca di trovare le soluzioni ai problemi del suo paesino insieme a tutti gli assessori. E’ molto legato alla società di oggi: ci sono tante donne che si ritrovano all’improvviso senza lavoro; non a caso il titolo è ‘Rimbocchiamoci le maniche’. Nel cast ci sono Sergio Assisi, Michela Andreozzi, Marco Falaguasta, David Coco e Ugo Pagliai”. Quando le si chiede un bilancio dell’avventura di Amici, invece, risponde: “Il mio è davvero un giudizio di parte, visto che ne sono innamorata. E’ un programma che mi piace molto e trovo che la qualità artistica dei ragazzi di quest’anno fosse molto alta”. Ma non dimentichiamo che la Ferilli era anche tra le protagoniste de La grande bellezza, il film italiano premio Oscar di Paolo Sorrentino. Quando le si chiede cosa pensa del nuovo film del regista, Youth, che non ha ottenuto nessun riconoscimento al Festival di Cannes, l’attrice romana risponde: “E’ un capolavoro realizzato da un genio del cinema italiano, come gli altri due film, Il racconto dei racconti di Matteo Garrone e Mia madre di Nanni Moretti. Youth è diverso da La grande bellezza, è più strutturato, mentre La grande bellezza colpiva lo spettatore per i particolari e le sensazioni che trasmette. I pareri dei giurati sono sempre relativi e non credo che un film sia bello solo se vince qualcosa. Il risultato a cui deve ambire è capire se la gente va al cinema. E’ solo questo che conta!

Fonte: Nuovo

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