Fabio Curto: “Sì, continuerò a cantare per strada!”

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Ha vinto la terza edizione di The Voice of Italy, eppure Fabio Curto mantiene i piedi per terra. Il 27enne di origini cosentine, trapiantato a Bologna, non vuole abbandonare l’arte di strada: “Vorrei innanzitutto continuare a collaborare con le persone con le quali ho scritto il mio singolo L’ultimo esame e poi continuare il mio progetto di strada, forse non con la stessa regolarità, ma sicuramente non lo abbandonerò: lì sono nato! Dedico la mia vittoria a mio fratello Francesco, un grande guerriero, uno dei più grandi esempi di tenacia della mia vita. Mi ha insegnato che bisogna combattere tutti i giorni per ciò che ci fa stare bene. Sul palco di The Voice ho portato una cosa semplicissima: la comunicazione, il contatto. Quando ho deciso di suonare per strada, l’ho fatto per portare un dono alla gente. Suonare per le persone comuni mi ha abituato a percepire gli stati d’animo, che è una cosa che manca sul palcoscenico televisivo. Ma la comunicazione, spero di averla manifestata, con tutto il cuore. Molte persone non hanno fatto ciò che volevano nella loro vita perché non hanno rischiato: rischiando si soffre e ti viene da mollare. Ma solo perseverando possono succedere i miracoli, come è avvenuto a me con questa vittoria! Questa vittoria mi ha lasciato la consapevolezza di avere la fortuna di aver incontrato delle persone meravigliose dal punto di vista umano come Roby e Francesco Facchinetti. Conserverò l’emozione dei miei coach quando ho cantato Emozioni di Lucio Battisti: è stato il momento in cui si sono abbattute le barriere tra di noi. Il fatto è che venga valutata la singola esibizione e non sempre sul percorso dell’artista, mentre dietro ogni artista c’è un mondo straordinario”. 

Fonte: Top

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19 commenti

  1. qualcuno soffiò su una faccia di pietra.e quella si mise a cantare.
    +battisti è di tutti.come lennon.come de andrè.ci devo stare.per forza.
    +mi piace il fatto della strada.spero solo che non lo facciano assessore al traffico.sennò comincio a ridere.

  2. sakurakoji1973

    Eh lo so.. però lo vedi che io sono diligente e faccio i compiti? Tu fai solo quelli di Lucina,e Mulholland Drive non me l’hai ancora visto. E’ tutto ipnotico come la piagnona.
    Twen,l’hai vista??

    • ma tu guardi solo roba ipnotica.e ghià.mo capisco che fai ,quando stai ore vicino alla lavatrice.guardi l’oblò girare.
      +l’ipnosi non fa per me.una volta uno ci provò.col pendolino.ma non fu cosa.non si può ipnotizzare una che fa domande.mentre la si ipnotizza.il pendolino si fermò.esausto.
      +vikings lo iniziasti?quella è roba per te.altro che ipnosi.
      +che dici di terè e salvatò?

      • sakurakoji1973

        Anche con me ci provò uno bravo,un amico. Niente da fare.
        Coi Vichinghi sono già quasi alla fine della seconda stagione. E naturalmente mi sono innamorata di Rollo.
        Salvo gioia mia, un leone in gabbia. Feroce,ferito e disperato,più di lei. Ma io li ho amati anche quando si prendevano a schiaffi spintoni e parolacce. Hanno fatto bene ad andare per soldi,alla facciazza di Maria.

        • vostro onore c’ha sempre ragione.lei,li guardò storto già tre mesi prima che commettessero il reato.se lo sentiva.ecco.
          +penso che si siano persi la mesata,però.sennò sarebbe bello.
          +ma ,perché?gli altri per cosa ci vanno?per veder fralippo vivo?dal vivo.

    • mi piace un sacco quel film Sak. Lynch è uno dei miei.

  3. Oddio che faccia! Chi e’?! Mi spaventa leggere. 🙂

  4. Il viaggio della coppia ripuliva la faccia a Salvatore, Temptation la ripuliva a Teresa. Non hanno pagato nessuna penale e Maria li guardava storti quel giorno, se così si può dire, per quel discorso sugli ascolti di Salvo e le liti sui social con i suoi camerieri, ma anche su questo secondo me si è un po calcata la mano, perché prevenire è meglio che curare. Resta il fatto che sono una pratica come altre. Anche.
    Teresa è un’epopea e se si ci si perde sempre dietro ai personaggi si perde di vista il senso generale dell’opera, la caratterizzazione, che dev’essere coerente con il messaggio che si sta cercando di lanciare, che il popolo vuole sentire. Gli impliciti del programma, circa la morte e il dolore.
    Io sono la casalinga del sud del blog, non ce ne sono altre. Tutte sofisticate, complesse, scollegate.
    Mentre io, in qualche modo.
    Figuratevi se la redazione non sapeva. Quelli hanno il montato, hanno il dietro le quinte, hanno le chiamate in piena notte. Teresa è roba loro. Salvatore è roba loro. Non è gente che fa scherzi, sono quello che hanno detto di essere. È l’usato sicuro. Stare due puntate è ok. Come stare tre. O quattro. Il formato lo prevede, ed è già successo. Il formato è compatibile con la presenza di una coppia che non rispetta pienamente le regole.
    Gli ascolti e i pregressi confermano la mia tesi, anche se si tratta di una tesi strumentale e campata per aria.
    A volte mi chiedo perché non venga in mente a tutti di verificare le proprie ipotesi, o meglio ancora, di falsificarle. Dopo aver cercato di falsificarle sarà più facile sostenerle in maniera convinta. In realtà non è possibile verificarle o falsificarle, sulla base del niente, ma non è proprio niente, qualche pezza si può trovare.
    Se ormai si è deciso che sono una sola cosa in fondo perché dovrei tentare di dimostarmi altro?
    Ma Teresa e Salvatore hanno già dato, hanno dato un sacco, ma ricordatevi la faccia, la piega del labbro inferiore, la bocca umida e le bolle di saliva, lo sguardo quasi assente, le lacrime e le botte. No, no, non ricordate proprio.
    Prima si trattava di You don’t have to di John Grant ed eccoci di fronte a Young & Beautiful di Lana Del Rey.
    E questo cosa significa? Lasciamo perdere. Significa che non è alla faccia di Maria, ma è alla faccia nostra.
    Vostra. Quelle che volevano Sugarbread di Soap&Skin. Perché una donna non può farsi trattare, perché un uomo non può farsi trattare, perché non è amore è una maledizione. Ma pure l’ossigeno alla lunga ammazza.
    In generale quello che una parte del pubblico voleva vedere era solo quello che si aspettava di vedere, ma quello che doveva aspettarsi di vedere è ciò che è andato in onda.
    Allora va bene. Sono anche quello, sicuro. Sono solo quello, ok. Teresa e Salvatore. Come volete voi.
    Hanno vinto ed io vorrei durasse per sempre. Non perché tutti così, ma perché loro sì.
    In generale le persone non sembrano mai solo persone, una volta che si decide di soffermarsi. Ad esempio io. Oppure tutte e voi. Mettiamoci pure le musichette però, per chi non se la sente.
    https://www.youtube.com/watch?v=dQT3wD9gweE

    • roba che mi fa ancora ridere.è inquietante,ma è così.

      • una farfalla impazzisce.colpisce l’aria.batte contro una finestra chiusa che non c’è.poi,si ferma.si quieta.e si chiede perché il mondo la fissi.perchè un robot la osservi.da spettatore stupito.da spettatore sgomento.da spettatore disilluso.non muore la farfalla.muore il robot.quando decide che è meglio così.

        • Hai visto però che bella Parigi? È vuota Ma Parigi brulica di gente.
          Ma è un’allucinazione allora. Però va bene. Dio è un roveto ardente, noi il deserto intorno.

          • ti ho detto che voglio invecchiare a matera?tra i sassi.cheppoi,son pietre.amo le pietre.c’ho la casa piena.
            +il roveto ardente è l’allucinazione.tutti a fissar qualcosa che tutti indicano.e dio gira per il deserto.a parlar con la voce di uno che grida nel deserto.e non ci sta nisciuno.solo le pietre.
            +dormi.

          • e si.parigi è bella.è un sogno.
            +cheppoi,perchè si definiscono le robe belle ,sogni?ci son incubi.e ci son le stelle.e c’è la luna.che è una pietra.e tutto torna.

          • Io sto sognando la lapponia.

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