Sabrina Ferilli: “Al cinema amo Margherita Buy e dimostro che i sentimenti sono uguali per tutti!”

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Oltre ai 10 anni di relazione con il manager Flavio Cattaneo, sposato in gran segreto a Parigi nel 2011, quest’anno Sabrina Ferilli festeggia anche trent’anni di carriera. E lo fa tornando al cinema dal 1° ottobre,  stavolta in coppia con la collega Margherita Buy nel film Io e lei, una pellicola firmata da Maria Sole Tognazzi, commedia ironica e delicata che racconta la storia d’amore tra due donne normali: “La storia narra del grande amore che nasce tra queste due donne molto diverse. Io sono Marina, una piccola imprenditrice, proprietaria di un negozio che organizza pranzi e colazioni take-away. Lei è una donna forte, che viene da una famiglia proletaria. Marina è omosessuale da sempre e vive più facilmente le sue tendenze. Margherita Buy è Francesca, architetto di estrazione borghese che sente l’imbarazzo di aver fatto questo tipo di scelta a un certo punto della propria esistenza: ha un figlio e un marito, interpretato da Ennio Fantastichini. Penso che la paura dell’omosessualità sia un fallo culturale. E’ attraverso la cultura che si aprono le porte alla tolleranza, quindi è indispensabile la conoscenza. Noi attori abbiamo la responsabilità di raccontare ogni giorno a chi ci segue che il mondo è pieno di etnie e tendenze diverse. Mi piacerebbe che non si usasse più la parola ‘omosessuale’ per una coppia composta solo da uomini o solo da donne, preferirei che ci si limitasse a pensare che una coppia è formata da persone che si amano“. Poi, ripercorrendo la sua carriera, ricorda: “Ero una ragazzina con un fisico esuberante, spaventavo un po’ i compagni di scuola. Attiravo gli sguardi degli alunni e ciò mi faceva soffrire leggermente. Mio padre, da persona intelligente, a 19 anni mi ha ‘buttata fuori’, perché io sarei rimasta per tutta la vita a casa con la mia famiglia. Ricordo che sono venuta a vivere in un piccolo appartamento a Roma. La mattina lavoravo come centralinista in una ditta di pulizie, proprio come nel film di Paolo Virzì che poi ho interpretato, Tutta la vita davanti, e l’ho fatto per quattro o cinque anni. Ho cominciato con la recitazione già mentre lavoravo come centralinista. Nel resto del tempo seguivo le lezioni di recitazione come auditrice, prima al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove non mi hanno mai ammessa come interna perché dicevano che avevo un fisico troppo italiano, poi all’Accademia d’Arte Drammatica. E intanto mi cimentavo nei miei primi ruoli. Ho recitato anche per una produzione tedesca ed è stata un’esperienza buffa. Ho girato quattro film in Germania nel ruolo di una donna-poliziotto che guida a 200 chilometri all’ora e si cala dagli elicotteri. Se penso che nella vita non vado neanche in bicicletta! Poi è arrivato Sanremo, a cui devo molto, perché mi ha fatto conoscere da tante persone. Nel 1996 Pippo Baudo mi chiamò insieme a una modella argentina, Valeria Mazza. Io ero ancora un’attrice emergente e poi mi intervistò anche Enzo Biagi. Ho posato per un calendario sexy e l’ho fatto per vanità! Il calendario si fa solo per vanità e non si tratta certo di nudi artistici: allora avevo 37 anni“. Poi, recentemente, un grande traguardo: il regista Paolo Sorrentino l’ha voluta nel film La grande bellezza, poi vincitore del premio Oscar, e tanti altri registi impegnati l’hanno scelta. Eppure, Sabrina non rifiuta neanche i cinepanettoni: “Sì, perché è come girare le comiche. E’ un grandissimo divertimento e si tratta di film che ti permettono di agganciare un pubblico come quello dei bambini, che in genere si accosta di meno al cinema”. Inoltre, per lei un ruolo importante in tv che l’ha avvicinata anche al pubblico dei giovani: da tre anni è in giuria ad Amici. Quando le si chiede che cosa pensa di Maria De Filippi, Sabrina risponde: “E’ una delle persone più intelligenti e perbene che abbia mai conosciuto. Può piacere o non piacere quello che fa, ma è una donna straordinaria“. Nella fiction Rimbocchiamoci le maniche, invece, fa il sindaco. Quando le si chiede se nella vita scenderebbe in politica, risponde: “No, perché credo che sia una cosa serissima, e quindi non mi ci avvicinerei mai“. Infine, quando le si chiede un ruolo che avrebbe voluto interpretare e un obiettivo nella vita, risponde: “Volevo essere Anita Garibaldi, per un fatto sentimentale, ma non me l’hanno fatta mai interpretare. Il mio obiettivo è fare tutti i giorni al meglio quello che devo. Questo, per me, significa aver vinto la mia giornata“.

Fonte: Nuovo

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