Mara Venier: “Ho avuto tre mariti, ma da piccola volevo farmi suora e da trent’anni amo…Sabrina Ferilli!”

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É di nuovo nelle case degli italiani e conquista il pubblico accanto a Maria De Filippi in Tú sí que vales, il talent di Canale 5: per lei l’ennesimo successo professionale cui fa riscontro la serenità sentimentale accanto al marito Nicola Carraro. Lei può permettersi la civetteria di definirsi ‘zia’, perché dietro la smagliante immagine pubblica nasconde una storia privata piena di dolore. La racconta in un libro di memorie legate tra loro dalle sue ricette, intitolato Amori della zia. E lo fa con la leggerezza tipica del suo carattere, ma anche con toccante sincerità. Prima di sposare Nicola, Mara ha avuto un primo matrimonio finito male con Francesco Ferracini, padre della sua primogenita, Elisabetta, una relazione con Pier Capponi da cui è nato Paolo, un matrimonio a Las Vegas con Jerry Calà e una storia tormentata con Renzo Arbore e nel libro racconta tutto, partendo dall’infanzia: “Non l’ho mai detto a nessuno, ma da bambina volevo farmi suora. Ero cattolica fervente, andavo sempre in chiesa e a sette anni vinsi un premio di catechismo. Quando mamma lo venne a sapere pensò che fosse uno scherzo, visto che mi considerava una specie di teppista a causa della mia indole fin troppo vivace, e rimase malissimo quando don Gino Trevisan, il nostro parroco, le chiese come mai non ci fossimo presentate alla premiazione. Era lo stesso prete che mi sposò con Ferracini, appena diciassettenne e incinta. Aveva una mentalità all’avanguardia e consigliò ai miei genitori di farmi partorire il bambino prima delle nozze“. Con il padre di sua figlia Elisabetta, la Venier si unì in matrimonio soltanto in un secondo momento, ma il giovane marito di Mara, allora aspirante attore, la lasciò da sola la prima notte di nozze per andarsene a Roma in cerca di fortuna. “Lui era bellissimo e fu il primo con cui feci l’amore, senza sapere niente di sesso. Mi abbracciò e dopo un po’ mi ritrovai con una pancia… così!“, racconta la conduttrice veneziana. Non deve essere stato facile per lei ritrovarsi sola con una bambina da crescere. Eppure con l’aiuto della mamma, mancata di recente, ce la fa. Progetta di aprire una profumeria, ma è troppo bella per passare inosservata. Diventa prima indossatrice, grazie all’aiuto dello stilista Roberto Capucci, poi attrice, scoperta da un regista che aveva convocato il marito per un provino, per poi preferirgli la moglie. Arriva in televisione con la candid camera di Nanny Loy e comincia la sua carriera di conduttrice che culmina con Domenica in. Dopo Ferracini, Mara si innamora ancora di un attore. Pier Paolo Capponi, e ha un secondo figlio. E una storia su cui non si dilunga, mentre parla con tenerezza di Jerry Calà, che frequenta ancora, insieme all’attuale marito. “Quanto ci siamo amati io e Jerry! Ci conoscemmo sul set del film Vado a vivere da solo e lui mi invitò nella sua stanza d’albergo dicendo che era abituato a ripassare la parte in privato. Ci andai, sicura di incontrare anche gli altri attori, e invece mi ritrovai sola con lui! Siamo rimasti insieme sei anni e dopo la separazione l’amore si è trasformato in un’amicizia fraterna. E devo dire che come fratello Jerry è migliore che come marito. Il nostro amore era litigarello perché lui era un birichino e cedeva alle tentazioni, frequenti nel mondo del cinema. Lo perdonavo per quel suo modo di essere simpatico, gentile e ancora un po’ bambino, ma me ne ha fatte passare parecchie. Ci sposammo a Las Vegas in uno slancio del cuore che non abbiamo mai rimpianto, anche se poi le nozze furono annullate. Jerry mi ha dato molto, compreso il senso della famiglia. Comprammo una casa vicino a Perugia in cui vivemmo periodi di grande armonia insieme ai rispettivi parenti. Lui è sempre stato molto affettuoso con Elisabetta e il loro legame non si è mai spezzato”. A Renzo Arbore, invece, riconosce il merito di averla aiutata a scoprire il suo stile. “Una mattina Renzo mi trovò in cucina appena alzata, senza trucco, con i capelli raccolti alla meglio e mi disse: ‘Tu devi presentarti così davanti alle telecamere: la semplicità sarà la chiave del tuo successo’. E aveva ragione“. È dolce ma sa anche essere molto tosta La Venier, soprattutto con quelli che si danno troppe arie. Per esempio: il giorno in cui deve intervistare Madonna per Domenica in e viene respinta dal suo staff spocchioso, se ne va senza tanti complimenti. E quando, attraverso una telefonata della segretaria, la star le assicura la sua disponibilità, la manda a quel paese. “Quella lì crede di essere davvero la madonna!“, osserva. Mentre, con altre donne ha creato  dei rapporti speciali, una su tutte la sua amica del cuore molto particolare: “Se fossi un uomo sposerei Sabrina Ferilli. Sono innamorata persa e coltivo con lei da trent’anni un vero legame d’amore. Ci unisce anche il piacere della buona tavola. Io le cucino spesso due crostate: una la mangiamo insieme, l’altra… Sabrina se la  porta a casa. E mi ringrazia sempre con un sms in romanesco: ‘Me la so’ magnata quasi tutta“. Insomma la vita di Mara è ricca di amori, ma il più importante è quello che la lega ancora oggi al marito: “Eravamo a Dubai per festeggiare il Capodanno quando Nicola, davanti a tutti, si inginocchiò ai miei piedi per chiedermi di sposarlo, come un signore d’altri tempi: un  gesto che ancora oggi mi commuove”. Il giorno del nostro matrimonio rimane il più bello della mia vita. Alla fine dei festeggiamenti alle tre del mattino, ero ubriaca e piangevo di gioia tra le braccia di mio marito. Ci stringevamo l’uno all’altra senza dire niente, appagati dalla gioia di stare vicini. Posso dire che con Nicola ho trascorso, finalmente, la mia prima notte di nozze. Non c’è niente di più bello che avere la persona amata vicina, quella che c’è sempre e per la quale tu ci sei sempre“.

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