Mara Venier racconta: “Quella volta che Richard Burton mi guardava le tette e perché non posso più ascoltare le canzoni napoletane…”

Di Edicola - 24 ottobre 2015 13:10:51

Chi

Immaginate una Mara Venier ragazzina, che fugge dalla casetta di Mestre e insegue il bellissimo ragazzo che divenne poi il suo primo marito, Francesco Ferracini (padre di di Elisabetta), allora aspirante attore e finisce, rocambolescamente, a cena di fronte a Richard Burton. Lei ha gli occhi bassi sul suo piatto perché lui…”Ha i suoi occhi magnetici piazzati sulle mie tette, avevo 17 anni e delle tette pazzesche” racconta la Venier nel suo libro, Amori della zia, che finalmente ha avuto il coraggio di scrivere…”Coraggio? Hanno talmente rotto per fare ‘sto volume! Ma io poi, lo sanno tutti, sono una pazza incosciente, è una cosa molto azzardata, lo so perché è un libro onesto, è un libro che rispecchia me, Mara, con tutti i difetti che ho. Ma ho appena compiuto 65 anni e io con tutti i difetti che ho, credo di essere una persona per bene e una persona libera. L’idea iniziale era quella di scrivere un altro libro. Si doveva intitolare Mamma ti ricordi di me?. Mamma aveva l’Alzheimer e in quel periodo già non mi riconosceva più. Ma era tanto doloroso raccontare che al secondo capitolo io mi sono fermata. Dopo un anno da quel primo tentativo siamo tornati sulla questione libro, l’idea era quella di parlare, di raccontare attraverso le mie ricette, perché su Instagrarn vedevo che quando pubblicavo una foto di un mio piatto avevo sempre tanti commenti, tanti ‘like’. Ho imparato a conoscere Instagram quando ho cominciato L’isola dei famosi con Alessia Marcuzzi, che subito mi ha iscritto. Ale mi ha aperto il profilo (e io non volevo assolutamente). Ci passo un po’ meno tempo ora, ma all’inizio stavo sempre là e mio marito Nicola Carraro mi faceva dei ‘pezzi’: ‘Mara, ma neanche un’adolescente’ mi diceva. C’è stato un entusiasmo iniziale da parte mia: 500 mila follower per una signora della mia età! Il libro nasceva come una raccolta di ricette ed è diventato un’autobiografia“. Nella quale, per la prima volta, racconta di un amore hollywoodiano, quello con Armand Assante: “E’ stata una grande passione, ma anche molto divertente. Armand è stato la follia della mia vita. Ci aveva presentati Pascal Vicedomini. E’ stato fondamentale per comunicare, perché io non parlo inglese. La nostra è stata una storia di un anno e mezzo, che, per carità, quando c’è la passione le parole contano poco, ma io e Armand ci incontravamo con i dizionari in mano…e Pascal, che ci seguiva a New York, a Bora Bora, a Los Angeles…“. Non è un caso che suo marito Nicola pensa che lei sia una matta che gli ha cambiato la vita…”Gliel’ho cambiata e soprattutto, gliel’ho riempita, come lui ha fatto con la mia. Ecco, la mia grande fortuna è stato incontrarlo, lo dico sempre. Non so se ha letto queste pagine di dichiarazioni d’amore, ma so che Nicola è l’amore della mia vita. Se ha letto quello che scritto, penso si sia profondamente commosso. L’ho conosciuto ad una cena a Roma. Sapevo già che era fra gli ospiti e quella giornata l’ho trascorsa con una smania, ero tutta ‘friccicarella’, sentivo qualcosa dentro, che io sono una un po’ sensitiva e istintiva. Io, che sono sempre in jeans, quella sera mi sono preparata, i tacchi, il tubino nero…Alla fine entra lui dalla porta del ristorante George, col doppiopetto Caraceni, mi fa il baciamano e io penso ‘Ma che cazzo so’ stata agitata tutto il giorno? Questo non c’entra niente con me’. E lui durante la cena mi dice: ‘Ah, Mara Venier, ho sentito parlare di lei’. E io penso, visto che lui viveva ai Caraibi, ‘Ma allora sono famosa pure all’estero’ e mi stavo arruffando le penne quando lui aggiunge: ‘Mi hanno detto che fa una pasta e fagioli meravigliosa’. Allora io penso ‘Ma allora questo qui è proprio uno stronzo! Poi da lì c’è stato un corteggiamento abbastanza lungo, culminato con… la sagra della cipolla! Ma la storia la dovete leggere!“. Gli altri due grandi amori della sua vita sono stati Jerry Calà e Renzo Arbore: “Jerry oggi è il fratello che non ho avuto. Quando l’ho incontrato uscivo da un periodo piuttosto cupo della mia vita. Lui mi ha rallegrato. E’ vero, mi ha tradito, ma è verissimo anche che mi ha dato un senso di famiglia e c’era un profondo bene tra noi. Con Renzo è stato un grande amore, punto. C’è un passaggio molto bello nel libro e mi farebbe piacere che lo scoprissero i lettori“. Eppure non è questa la parte che la signora di Tu si que vales tiene che il pubblico scopra di lei: “E’ quella che riguarda la mia infanzia e la mia famiglia: tanto amore, pochissimi denari, tanta fatica, tanti ricordi teneri, ma anche dolorosi. E’ la parte sconosciuta ai più ma forse la più bella. Dietro la Mara giocosa c’è un aspetto malinconico e comincia tutto da lì. Ho fatto molta fatica a scrivere su mia madre perché è tutto molto presto. Ma forse questo libro mi è servito proprio in questo senso. Mamma è mancata il 26 giugno e io per tre settimane mi sono chiusa in camera e sono rimasta a letto. Questo libro è stato come una terapia in un momento in cui mi sembrava che nulla avesse senso. C’era solo questo dolore con cui non puoi negoziare. Io non posso più sentire la musica napoletana. Sono cresciuta con le canzoni napoletane: mamma le ascoltava con il mangianastri dalla mattina alla sera e lo ha fatto fino alla fine. Nella sua stanza c’era sempre quella melodia e io mi arrabbiavo da morire con l’infermiera se non gliela metteva. E poi le cantavo quelle canzoni, lei era felice e le cantava con me. Era la musica con la quale lei comunicava con me. Ci facevamo compagnia e coraggio. A volte non mi riconosceva, così le mettevo Ohi vita, ohi vita mia e lei rispondeva cantando, mi parlava cantando con me“.

Fonte: Chi