Stefano Nones scrive alla mamma Moira Orfei: “Te ne sei andata serena. Il tuo circo non morirà mai!”

Chi

Qualche giorno fa ci ha lasciati la regina del circo italiano, Moira Orfei, all’età di quasi 84 anni. Alfonso Signorini, direttore del settimanale Chi, l’ha voluta ricordare con un messaggio personale e dando la possibilità di scrivere al figlio di Moira, Stefano Nones, nato dal matrimonio con Walter Nones, che è durato ben 54 anni, l’ultimo addio. “Ero in farmacia. Ero andato per comprarti una crema per il viso. Ti avevo appena lasciata nel tuo caravan, sorridente, bella. Noi del circo, ogni mattina, per usanza, appena svegli, corriamo dalla mamma a darle il buongiorno. E poi lei, di solito, ci impartisce gli ordini per la giornata. Domenica scorsa mi avevi chiesto di prenderti una crema di bellezza. Mentre ero in farmacia, ho ricevuto una telefonata: ‘Stefano, torna. La mamma se n’è andata’. L’impatto di quelle parole non lo scorderò mai. Quando sono arrivato nel tuo caravan, ho visto il tuo volto ed era sereno. Te ne sei andata senza soffrire. Ti sei semplicemente appisolata. Il dolore da gestire ora resta a noi, resta alla tua famiglia e ai tuoi amici. La scorsa settimana eravamo andati in ospedale per un controllo, ma tutto era risultato ok. Appena usciti, mi avevi detto: ‘Amore mi compri il gelato alla nocciola?’. Ti piaceva tanto. Lavoravi sempre, mamma, non ti fermavi mai. Durante i nostri spettacoli uscivi sul tuo Maggiolone per ringraziare il pubblico due volte al giorno. ‘Senza di loro noi non siamo niente’, ripetevi. Avevi ragione. In molti hanno scritto che senza di te il circo è morto. Queste parole ti regalano il posto che meriti nell’arte circense. Ripetevi sempre: ‘Continuate a fare il circo, perché mi sono fatta in quattro!’. Continueremo la tua opera. E con noi ci sarà anche il tuo caravan. L’affetto dei media e dei social ci ha riempito di gioia. Ho capito in quanti ti adoravano. Ma soprattutto ho scoperto che tu, mamma, di nascosto, aiutavi tante persone. Molti sono venuti qui a Brescia a raccontarci di come, senza mai dirci nulla, avevi aiutato e ancora sostenevi chi ti chiedeva una mano, i bisognosi e, in genere, chiunque bussasse alla tua porta. E, poi, nel tuo cuore c’era spazio sempre per il settimanale Chi e per gli editoriali del direttore, Alfonso Signorini, che seguivi ovunque. Adoravi Alfonso. Nel tuo cuore c’erano anche le lacrime che hai versato vedendo le ultime immagini non ti è stato risparmiato quell’orrore. Pregavi e ti appellavi a Padre Pio a cui eri devota, devotissima. Vivevi la religione di pancia. Chiedevi al santo di fermare queste atrocità e piangevi. Che cosa rimarrà sempre nel mio cuore? Quando a Brescia abbiamo dovuto comunicare che non saresti uscita per salutare il pubblico perché non c’eri più, ci sono stati dieci minuti di applausi. Tutti erano in piedi, con me in lacrime. Grazie, adorata Moira. Sei stata la mamma più buona del mondo“.

Fonte: Chi

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