Raoul Bova difende i figli: “Quando i genitori si separano, i ragazzi vanno protetti!”

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Quando si tratta di aiutare chi è in difficoltà, Raoul Bova non si tira mai indietro. Lo dimostra il suo impegno verso l’associazione Doppia difesa, fondata da Michelle Hunziker e dall’avvocato Giulia Bongiorno. Dopo aver realizzato il cortometraggio Amore nero nel 2011, che aveva per protagonista proprio la showgirl svizzera, l’attore ha dato di nuovo il suo contributo e senza alcun compenso. Raoul è papà di due ragazzi adolescenti, avuti dall’ex moglie Chiara Giordano. In più aspetta dalla compagna Rocio Munoz Morales una bimba che nascerà il prossimo dicembre ed è quindi particolarmente sensibile ai temi dell’alienazione parentale che subiscono i bambini con genitori separati. “Io sono contro ogni forma di violenza. Quando Michelle mi ha chiamato per far parte del progetto, sono stato molto felice di poter dare il mio contributo. Chi fa un mestiere come il mio deve essere sempre pronto a dare una mano e nel 2011 mi si è presentata la prima occasione. E’ per questo che ho deciso di accettare di partecipare di nuovo a uno dei cortometraggi di Doppia difesa. L’episodio in cui recito si intitola Una bella giornata e mi vede coinvolto nel ruolo di protagonista insieme all’attrice e modella ungherese Andrea Osvàrt. Lo vedrete presto sulle principali emittenti nazionali. L’intento è quello di far conoscere un fenomeno sempre più diffuso: l’alienazione parentale, ossia il rapporto conflittuale che un ragazzo minorenne instaura con uno dei suoi genitori dopo la separazione. Nel mio corto si parla di una madre che riesce a mettere il figlio contro il marito. E’ un tipo di violenza che può causare disturbi relazionali nei figli, che spezza qualcosa nella loro anima. Il rischio è quello di allevare future donne o futuri uomini che non sanno cos’è l’amore e che un giorno non saranno in grado di creare una società fondata su valori sani. Ci deve essere una garanzia per i bambini, anche dal punto di vista sociale. Ben venga una legge che li tuteli quando i genitori, in seguito a una separazione, non sono in grado di farlo. Essendo un personaggio pubblico, io sono convinto che i figli vadano protetti da quei giornali che si divertono a pubblicare cose orrende sui loro genitori“. Così, quando gli si chiede se gli è capitato di doversi giustificare con i suoi figli per qualcosa che hanno letto, Raoul risponde: “No, ma comunque non fa bene leggere certe cose. E non è stata una bella esperienza per i miei figli, che vanno a scuola, leggere o sentire riferire dai compagni di classe gossip che parlano del padre o della madre in modo non proprio elegante. Non sempre le violenze sono visibili: a volte vengono fatte proprio da chi dovrebbe fare informazione“. Infine, quando gli si chiede se è vero che è un papà rigido e se i suoi figli lo aiutano nella gestione della sua casa famiglia per la fondazione Capitano Ultimo, Raoul racconta: “Me ne occupo ancora, anche se diventa sempre più difficile trovare i fondi per poter realizzare altre strutture in un momento di crisi come questo. Ma i miei ragazzi per ora devono andare a scuola, poi vedremo! Credo che per un genitore sia importante educare i figli ai sentimenti. Dovrebbero farlo anche a scuola, come se si trattasse di una materia. E dovremmo farlo spontaneamente anche noi adulti, proprio come insegniamo loro a stare seduti correttamente a tavola. Non mi ritengo un padre rigido, come lo era il mio. Anzi, forse a volte sono troppo buono con Alessandro Leon e con Francesco. Di sicuro mi sta a cuore una cosa: non far mancare mai l’amore ai ragazzi. Cerco di essere presente e di dialogare il più possibile con loro due“.

Fonte: Nuovo

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