Alessandro Gassman: “E’ vero, tanti uomini fuggono dalle loro responsabilità, come il mio personaggio!”

Di Edicola - 28 novembre 2015 09:11:26

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Al cinema Alessandro Gassman ci ha spesso strappato dei sorrisi con dei personaggi bizzarri e un po’ sgangherati, ma nella nuova pellicola di Massimilano Bruno, Gli ultimi saranno gli ultimi, il figlio del grande Vittorio si cimenta in un ruolo molto diverso, lasciando il posto al drammatico: “Quella di Stefano è un’immagine maschile che da noi è fortemente diffusa: lui è un uomo che vive quasi tutto in modo quasi goliardico. Il suo comportamento è innocuo, almeno all’inizio. Poi, però, le cose cambiano in maniera radicale e lui, quasi senza rendersene conto, diventa il responsabile di quello che succede. Mi auguro che questo film, che affronta temi come la perdita del lavoro e la crisi economica, sia utile e faccia riflettere il pubblico. Per troppo tempo gli Italiani si sono comportati come fa il mio personaggio fingendo di essere qualcos’altro rispetto alla realtà e senza rendersi conto che la situazione sociale, nel frattempo, stava cambiando radicalmente“. Così, quando gli si chiede come sta educando suo figlio Leo, frutto dell’amore con sua moglie Sabrina Knaflitz, l’attore romano risponde: “Gli ho dato una serie di compiti, come quello di leggere sempre il quotidiano per essere ben informato, di staccare il cellulare la notte, di collegarsi a internet un’ora e mezza al giorno e non di più. Finché ci riesco, cerco di evitare che cresca come tanti ragazzi di oggi. Io sono uno che non ha mai sopportato né imposizioni né ingiustizie. Cerco sempre il confronto diretto e lo faccio quotidianamente, anche attraverso internet, da cittadino come tanti altri. E non permetto che mi si dica ciò che devo pensare, anzi mi assumo sempre la responsabilità di esprimere le mie idee. Anche se so che quest’atteggiamento può non essere condiviso da molte persone. Insomma, sono l’opposto di Stefano, il mio personaggio nel film, ma anche di Luciana, la donna interpretata da Paola Cortellesi: una persona che è abituata a dire sempre di sì, finché non succede qualcosa che le cambierà completamente la vita“. Infine, quando si nota che il film è tratto da un pezzo teatrale e che al contempo in questo periodo è impegnato proprio a teatro con La pazza della porta accanto, dedicato alla poetessa Alda Merini, Gassman commenta: “Questo rapporto di scambio tra cinema e teatro deve continuare, anche se in Italia si pratica meno che in altri Paesi. Non sempre, però, i risultati cinematografici sono all’altezza di quelli del teatro, perché bisogna avere coraggio e intelligenza nel costruire una storia“.

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