Katia Ricciarelli: “Abbassiamo i prezzi dell’opera per i giovani! Io sono disposta a cantare gratis!”

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Katia Ricciarelli è una delle voci più amate della lirica, nonché un personaggio noto ed apprezzato per il suo carattere diretto, che ha mostrato in occasioni come la sua partecipazione al reality La fattoria. Ma soprattutto, è amata perché non ha mai dimenticato le sue origini: nel suo libro Da donna a donna. La mia vita melodrammatica, infatti, racconta che la sua famiglia faceva fatica ad arrivare a fine mese e parla anche del grande amore con Pippo Baudo. Ma partiamo dall’inizio…”Quella per il canto è una passione che ho avuto fin da bambina, quando ho scoperto per caso di avere una dote innata per il canto. Ho potuto studiare al Conservatorio grazie ai tanti sacrifici fatti da mia madre, visto che all’epoca non avevamo molti soldi e quindi bisognava fare tante rinunce“. E, proprio a tal riguardo, quando si nota che, a pochi giorni dalla prima al Teatro alla Scala di Milano, ci sono state lamentele per i prezzi dei biglietti troppo alti, lei commenta: “Sì, questa è una cosa davvero assurda. Purtroppo non hanno ancora capito che l’opera è nata per il popolo, quindi dovrebbe tornare alle origini ed essere accessibile a tutti. Se gli addetti ai lavori si rendessero conto di questo, diminuirebbero tutti i costi inutili e chiunque potrebbe assistere allo spettacolo. I giovani dimostrano tanto interesse per la lirica. Di recente si assiste a una contaminazione di generi, che a me non disturba affatto. Bisogna abbattere i costi esorbitanti delle megaproduzioni, dell’orchestra e del coro, così come i compensi dei cantanti. Io sarei disposta a cantare gratis. L’ho fatto per beneficenza e se servisse per mandare un messaggio di questo tipo, lo rifarei”. Nel suo libro, inoltre, parla di dieci eroine della lirica che hanno lasciato un segno: “Parlo di me stessa attraverso queste figure femminili che hanno fatto la storia dell’opera lirica, tutte molto diverse tra loro. Da Tosca a Carmen, passando per Violetta e Madama Butterfly, i personaggi li amo tutti, indistintamente, perché fanno parte di te. Quindi è difficile fare una scelta tra l’una e l’altra. Di solito, l’ultima eroina che interpreti è quella a cui sei più legata, ma io ormai l’opera non la faccio più“. Come Mara Venier, un capitolo del suo libro Katia l’ha dedicato a sua madre: “Con lei avevo un rapporto meraviglioso. E’ stata una mamma, ma anche un’amica, una donna straordinaria. Era tutto per me. Ed è incredibile come anche Mara abbia dedicato un libro alla madre Elsa, che è mancata pochi mesi fa. Un’altra coincidenza riguarda il modo in cui ci raccontiamo nei nostri libri: io l’ho fatto attraverso dieci eroine, lei invece attraverso le ricette. E’ evidente che io e Mara ci vogliamo tanto bene e si vede che tra noi è nata una sintonia indissolubile“. Poche righe, invece, per il conduttore Pippo Baudo, con cui è stata sposata per diciott’anni…”Sì, perché rimanendo in tema di libri, diciamo che il periodo che ho vissuto con Pippo è ormai un periodo chiuso. Gli amici dicono che mi dovrei risposare. Fosse facile! Gli uomini si intimidiscono, forse mi vedono come un personaggio inavvicinabile“.

Fonte: Nuovo

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3 commenti

  1. mamma mia, davvero! Non conosco i prezzi degli altri teatri ma al San Carlo di Napoli per vedere la Traviata sul palchetto più in alto 50 euro! Giusto i balletti hanno prezzi più bassi ma comunque di poco… 🙁
    cioè io non lavoro ancora, studio e sono a carico dei miei, e devo fare sacrifici enormi per andare a teatro perchè per i giovani o per gli studenti non c’è uno straccio di convenzione!
    Idem per i musei, a Parigi fino a 26 anni entri gratis dove cavolo ti pare, qua per avere un po’ di sconto devi avere o più di 60 anni o meno di 12. Bah

  2. Ben detto! Il teatro è qualcosa di emozionante e straordinario e dovrebbe costare un pó meno.

  3. Sarebbe ora! Alla Scala un buon posto per il balletto va dai 60 euro in su, e sono pochi. Rimane il teatro vuoto con biglietti da 150 euro invenduti! Per la lirica pegio mi sento. Ci fossero prezzi più accesibili i teatri sarebbero pieni e i reality vuoti.

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