Fattore M: spazio dedicato a Marco Mengoni. #LeCoseCheNonHo esordisce al primo posto nella classifica FIMI! La mia sentimental-recensione dell’album

Marco Mengoni

(rubrica a cura di Valentina P.)

Salve a tutti! Esordio col botto per il nuovo album di Mr Mengoni! Le cose che non ho, secondo capitolo del progetto discografico “in divenire” inaugurato circa un anno fa con l’uscita del prezioso singolo “Guerriero” e dell’album #ParoleInCircolo, entra infatti dritto al primo posto della classifica FIMI riuscendo non solo a scavalcare l’album record di vendite di Adele ma riuscendo anche a battere la concorrenza diretta del nuovo e attesissimo album dei Coldplay!

FIMI

Per Marco si tratta del quinto album consecutivo a raggiungere la #1 dopo Re matto (2010), Solo 2.0 (2011), Pronto a correre (2013), Parole in circolo (2015)… quante soddisfazioni!

Ma veniamo a noi. Oggi proverò a srotolare la matassa di pensieri ed emozioni nate dall’ascolto de #LeCoseCheNonHo. E inizio affermando che, esattamente come Gesù nelle nozze di Cana, anche in questo caso il nostro Mengoni ha lasciato il vino buono per la seconda parte della festa. Questa metafora semplicemente per dire che, a parere mio, #LeCoseCheNonHo contiene 11 tracce nettamente migliori rispetto al suo predecessore #ParoleInCircolo. E quando dico migliori, intendo più “di carattere”, più “cazzute” musicalmente, ma anche più mature a livello testuale, dove onestamente Marco ha fatto un lavoro eccellente. E la sua crescita si vede, ma tanto. Parto dalla musica. Mi sento di parlarne in maniera più “discreta” perché non sono un tecnico musicale, indi per cui ho scarsi elementi per dire che un album ne supera un altro in termini assoluti. Posso dire che #LeCoseCheNonHo è una playlist musicalmente varia e variegata, di matrice pop, con tutta una serie di contaminazioni che da sempre fanno parte del DNA artistico del Mengons. Basti pensare a canzoni come “Nemmeno un grammo” (!!!!), una scommessa vinta in cui il nostro si è cimentato in una (riuscitissima) interpretazione rap hip-hop; o a brani come “Ti ho voluto bene veramente” e “Parole in circolo”, in cui il cantato talvolta quasi resta sospeso, per dare spazio al parlato. Poi ovviamente ci sono i pezzi stilisticamente più classicheggianti (tipo la ballata “Ad occhi chiusi”) ma, a onor del vero, nessuno di essi mi ha dato adito a pensare “ Ma questo non se lo poteva proprio risparmiare?” Come accaduto nel passato recente con brani tipo “Bellissimo” della Nannini, o “Un’altra Botta”, o “Se sei come sei”. E anche nei casi di canzoni (a parer mio) meno “forti”, ecco che Marco si è giocato il suo personale jolly, (ri-)tirando fuori quella benedetta-dannata voce soul che ultimamente ha imparato a centellinare, ma che riesce sempre a fare la differenza. Vedi “Ricorderai l’amore”, ma anche la struggente “Le cose che non ho”.

Per quanto riguarda il lato testi, invece, ritengo che non occorra essere dei critici super-esperti per decretare che #LeCoseCheNonHo è senza dubbio il miglior album di Marco fino a questo momento. E se è vero che io ho adorato “Solo 2.0” come null’altro nella sua produzione musicale, lo è altrettanto il fatto che quel disco fosse testualmente abbastanza carente. #LeCoseCheNonHo è invece una playlist in cui non esiste nemmeno un verso – nemmeno uno, provare per credere! – che non abbia un senso preciso, talvolta anche un doppio fondo, e una connessione tematica con l’intero progetto discografico. Si nota il grossissimo lavoro in termini di “senso&significato”, l’impronta cantautorale sempre più marcata. Basti pensare alle già citate “Parole in circolo” e “Nemmeno un grammo” che, esattamente nell’ordine in cui le ho citate, spero vengano scelte come prossimi singoli.

Una menzione speciale meritano i due brani “donati” a Marco, rispettivamente, da Giuliano Sangiorgi e Sia Furler. Due pezzi molto forti, ma la mia preferenza va assolutamente a “Rock Bottom” della vulcanica cantautrice australiana, che ha un sound meraviglioso, con delle percussioni che mi ribaltano letteralmente. Ma anche il pezzo scritto dal frontman dei Negramaro è assolutamente intenso e piacevole. In soldoni, questa playlist è assolutamente promossa, il Mengoni ha fatto un lavorONE con i fiocchi, e io sono felice come una bambina con il mio bel disco nuovo da spararmi nelle orecchie per ore e ore.

Per chi volesse, QUI il link Spotify all’album. Per i miei gusti, consiglio di iniziare ascoltando “Ricorderai l’amore”, “Ti ho voluto bene veramente”, “Parole in circolo” (che è favolosa), “Rock Bottom” (scarica di adrenalina) e “Nemmeno un grammo” (che è superlativa).

Prima di chiudere, vi posto l’esibizione live di Marco ad XFactor dello scorso giovedì 3 dicembre, sulle note di “Ti voglio bene veramente”:

Video

Clicca sull’immagine per vedere il video

E’ talmente intonato e preciso che a volte mi fa quasi innervosire da quanto è perfetto! Alla prossima, Valentina

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2 commenti

  1. Sono d’accordo con questa recensione, sul fatto che i testi sono di un livello superiore a Parole in circolo e che in questo album ci sia varietà di suoni. Io adoro Nemmeno un grammo e Ad occhi chiusi

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