Flavio Insinna: “Dico di no a Sanremo e a un figlio: per il primo non sono pronto, per il secondo sono vecchio!”

Di Edicola - 21 dicembre 2015 09:12:08

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Quest’anno toccherà a Flavio Insinna condurre la tradizionale serata di Raiuno dedicata all’estrazione dei biglietti vincenti della lotteria. In occasione della presentazione del film di Leonardo Pieraccioni Il Professor Cenerentolo, in cui il conduttore romano veste i panni del direttore del penitenziario dove è rinchiuso il protagonista, ha fatto un bilancio della sua avventura sul grande schermo: “Faccio cinema ogni quattro anni, come le Olimpiadi. La prossima volta, probabilmente, mi cercheranno per fare il ruolo di un nonno. Quando mi ha chiamato Pieraccioni, credevo che fosse qualche amico imitatore che voleva farmi qualche scherzo. E invece era proprio lui! Leonardo con questo film mi ha fatto un meraviglioso e preziosissimo regalo di Natale! Quando sono stato a casa sua, mi ha aperto la porta non l’attore geniale, il regista campione d’incassi, ma una persona semplice che mi ha parlato di sé, della sua passione per la musica e la chitarra e di sua figlia. Abbiamo chiacchierato di tante cose e solo alla fine della nostra conversazione, abbiamo parlato del film. Anche sul set era uno spasso. Già di prima mattina lo trovavi allegro e pimpante che cantava Ivano Fossati, Lucio Dalla o Rino Gaetano e la giornata cambiava verso per tutti noi“. In particolare, quando si osserva che il film si incentra sul rapporto padre-figlio, mentre Flavio è uno scapolone e gli si chiede se non gli è mai venuta voglia di paternità, lui risponde: “C’è un aneddoto curioso legato a Charlie Chaplin, che fece un figlio ad 80 anni. Tutto il mondo applaudì, Woody Allen, invece, con il suo sarcasmo chiosò: ‘Peccato che non abbia nemmeno la forza di prenderlo in braccio!’. Se facessi un figlio oggi, quando lui avrà 10 anni, io ne avrò già 60. E se sentirebbe chiedere dai suoi amichetti se al parco ad accompagnarlo è il suo nonno. Oppure se mi chiedesse di fare una partitella a pallone, magari stramazzerei sul campo per un infarto!“. Sul lavoro, invece, grandi progetti per lui, come la nuova sfida della conduzione di Boss in incognito al posto di Costantino della Gherardesca: “La Endemol produce sia Affari tuoi sia Boss in incognito. La mia, quindi, è stata anche una scelta ‘familiare’. Quando mi propongono qualcosa, chiedo sempre: ‘Ma siete sicuri?’. Per me è un bell’impegno, ma quando si tratta di lavoro sono un mulo da soma e non mi risparmio. Al di là della conduzione, sono una con la passione per il racconto, mi piace narrare una storia ai telespettatori e lo faccio con grande cura delle parole. Questo, poi, è un programma dove il racconto è fondamentale. Arrivato a 50 anni, posso permettermi il lusso di gettarmi anima e corpo solo in progetti che mi piacciono e che sento nelle mie corde. Non sono uno che ha la smania di essere in tv, tanto per starci. Qualche anno fa volevano affidarmi una serie di progetti televisivi da condurre, il cui traguardo ultimo sarebbe stato il Festival di Sanremo. Dissi di no, perché non mi sentivo e non mi sento in grado di affrontare Sanremo. Una scelta di cui non mi sono pentito“. Tornando alla serata dedicata alla Lotteria Italia, quando gli si chiede quando nella vita ha pensato di aver vinto alla lotteria, Flavio conclude: “Lo penso ogni volta che rifletto sulla mia famiglia. Per me è sempre stata una tana, un porto sicuro. Io la mia lotteria l’ho vinta lì. Grazie all’esempio straordinario che mi ha offerto coi fatti, e non solo a parole, mio padre. Mia mamma, quando ho un appuntamento di lavoro, si affaccia ancora puntualmente alla finestra di casa e mi saluta come se partissi chissà per dove. Ho avuto una famiglia meravigliosa, faccio il mestiere che amo. Io la lotteria la vinco ogni giorno!

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