Andrea Lehotska: “Sono stata sequestrata in Palestina e ho perso la mia Adele!”

Top

Dopo esser stata lanciata da Piero Chiambretti e aver preso parte all’Isola dei famosi, Andrea Lehotska è ora reduce della 39esima edizione del Circo di Monte Carlo, ma ha deciso di dare una svolta alla sua vita e diventare reporter di guerra. Ecco perché recentemente è stata in Palestina e racconta: “Ero partita da sola per documentare la realtà della guerra. Mi sono finta un’ingenua turista e, sbattendo le ciglia, ho iniziato a fotografare quello che vedevo attorno a me. Volevo realizzare un reportage da pubblicare sul blog del mio sito (www.andrealehotska.com). Ho visto soldati sparare ai bambini e lanciare contro di loro dei lacrimogeni. Ma l’immagine più devastante è stata una donna che sparava alle spalle un bambino con lo zainetto che usciva da scuola. Il proiettile, dopo averlo colpito, gli è fuoriuscito dalla coscia. Il bambino urlava e la donna rideva. Ho provato a parlare con lei, ma mi ha risposto: ‘Se fai le foto ai bambini che ti tirano le pietre, noi ti difendiamo. Ma se invece stai dalla loro parte, per noi sei palestinese come loro e allora ti conviene correre perché ti spariamo’. Io mi sono schierata dalla parte dei bambini palestinesi. Hanno iniziato a spararmi mentre correvo, ma non mi hanno colpita. Poi mi sono rifugiata in una cantina dove i soldati palestinesi mi hanno sequestrata per tre giorni, forse i più brutti della mia vita. Ogni tanto mi affacciavo da una piccola finestra e vedevo i militari con il mitra in mano che sorvegliavano la mia unica via d’uscita. Alla fine mi ha graziato un soldato, l’unico che non sparava ai bambini. Ci siamo guardati per alcuni istanti negli occhi e poi lui, guardando l’orologio, ha detto: ‘Ti do due minuti, scappa e inizia a correre. Io non guardo’. Ho iniziato a correre forte e, nel buio della notte, seguendo il mio istinto, ho percorso gli 8 chilometri che mi separavano da Israele“. Quando le si chiede cosa le è rimasto di questa avventura, la modella di origini slovacche risponde: “Una grande paura, perché ho sfiorato la morte. Per assurdo, però, in quel momento l’adrenalina forse non mi permetteva di rendermi davvero conto di quello che stavo vivendo, per cui sto più male oggi ripensando a quei giorni”. Al suo ritorno a casa, inoltre, Andrea ha avuto una brutta notizia: “Sì, la mia Adele, il topo con cui avevo vissuto negli ultimi anni, mi aveva lasciato per sempre. Prima di partire per la Palestina le avevo detto ‘Batti il cinque che la mamma sta per partire per un viaggio pericoloso e lei mi aveva appoggiato la zampina sul petto in segno di buon auspicio! Adele è sempre con me, perché l’ho sepolta in un grande vaso sul mio terrazzo, insieme a due dei suoi biscottini preferiti, nel caso un giorno dovesse avere fame. E poi qualche mese fa, durante un viaggio in Thailandia, mi sono fatta tatuare da uno sciamano l’impronta della sua zampina sul mio cuore, come segno dell’amore indelebile dell’amore che lei provava per me“.

Fonte: Top

About Edicola

6 commenti

  1. All’inizio dell’intervista ho detto:”ammazza, almeno una ex naufraga che fa qualcosa in più che vivere di feste e pseudo-inaugurazioni” poi ho letto la storia del topo e… Mi sono cadute le braccia. Passa dai morti in Palestina al lutto del ratto nella stessa intervista…bah

  2. Posso dire che mi sembra una storia inverosimile? SU Adele stendiamo un topo Veloso

  3. Ma che razza di titolo e’ questo? Si deduceva che era rimasta senza sua figlia?! Lo so che ve lo insegnano al marketing, ma veramente…?!
    Cmq, non credo assolutamente alla sua storia, tutto inventato, si capisce facilmente da alcune sue frasi….

  4. Ha vinto. Questo accostamento di (finte) notizie le batte tutte, starei ancora ridendo, se non si stesse parlando anche di una cosa molto seria.

  5. Mi rivolgo a chi si occupa di pubblicare gli articoli delle riviste. Titolo pessimo, evitabile, anche se magari era lo stesso del giornale. Pensavo avesse avuto un aborto. Gli animali sono importanti per i padroni però insomma, aggiungere “il mio topo Adele” nel titolo non sarebbe stato malvagio. Anche per chi certe cose le ha subite (io no, ma tante donne sì) e magari nell’articolo cercava il conforto di chi aveva passato lo stesso. E legge del topo…ma che davvero?

Inserisci un commento

Not using HHVM