Katia Ricciarelli compie 70 anni: “Questo numero non mi va giù, ma ho avuto una carriera ricca e in amore posso dire di aver vissuto!”

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Il 18 gennaio Katia Ricciarelli ha compiuto 70 anni, ma nonostante questo sia un bellissimo traguardo, non è apparsa così contenta: “Non è che questa ricorrenza mi faccia impazzire” ha infatti commentato lei, con la solita ironia che la contraddistingue. “Ho sempre festeggiato il mio compleanno, ma stavolta non l’ho fatto. Non sono gli anni che pesano, tutt’altro. Mi sento carica, piena di energia, di voglia di fare, di idee e progetti. Ma quando pronuncio questo numero, ‘settanta’, lo sento stonato, mi fa arrabbiare. Quando ero giovane, dicevano all’attore Tino Scotti ‘Buon compleanno, cavaliere’ e lui rispondeva: ‘Ma che buon compleanno, di anni non ne ho più’. Lo dico con ironia, ma è un periodo così. Sento forte il desiderio di chiudermi un po’ in me stessa e riflettere. Non ho festeggiato neppure il Natale e il Capodanno, avevo solo voglia di chiudermi in casa con la mia cagnolina Dorothy e pensare a me stessa”. A farle compagnia, l’amico Renato Castioni, che abita vicino a lei: “Una ferrea amicizia, che dura da trent’anni. Un pilastro, una salda certezza in qualsiasi frangente della mia vita”.

Quando si nota che di lei si è letto e scritto praticamente di tutto, l’ex moglie di Pippo Baudo risponde: “E’ così, nel bene o nel male. Mi piace quando si parla del mio carattere, della caparbietà con cui ho lottato per diventare una cantante. A volte hanno detto che sono una donna austera, e questo mi dispiace. Non corrisponde al vero. Vorrebbe dire che non riesco ad aprirmi agli altri. In realtà tendo ad essere un po’ timida e allora metto in atto una forma di difesa che viene scambiata per altezzosità. Qualcuno mi ha anche definito superba, ma questo aggettivo mi fa ridere. Dopo 45 anni di carriera, posso affermare di non esser mai stata superba. Però ho la coscienza di quello che valgo, questo sì, è diverso. Se vengono contestate alcune mie doti evidenti, come la professionalità e la tenacia, allora mi arrabbio. In questo sono severa. Per il resto possono dire quello che vogliono. Non ho la pretesa di piacere a tutti: ci sono i gusti e le simpatie e ognuno ha le proprie“. Quando le si chiede cosa avrebbe fatto se non avesse fatto la cantante lirica, lei, a sorpresa, dice: “Avrei fatto la cantante! L’unica risposta è questa. Ho cominciato da bambina a desiderare di cantare e non ho mai voluto fare altro. A 13 anni, quando sono andata dalla mia maestra, sapevo che sarei arrivata fino in fondo. Non c’è stato altro che mi abbia fatto sognare se non la musica e il canto. Per anni tutto ha ruotato intorno a questi due perni. Ogni cosa che pensavo, ogni lettura, ogni interesse, era finalizzato alla realizzazione del mio obiettivo. Ero curiosissima, volevo sapere tutto, fare più di quello che mi dicevano al Conservatorio. Se un’opera era tratta da un classico, andavo a leggermi l’originale, frequentavo persone che sapevano più di me. Quando sono arrivata in cima, in un primo momento mi sono sentita benissimo. Poi mi ha preso il panico perché mi sono resa conto che, in realtà, non avevo raggiunto nulla, ma che da lì sarebbe cominciato lo studio vero e proprio, l’impegno, quello serio. Mia madre mi diceva: ‘Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala’. Tutto quello che mi avevano perdonato quando ero in formazione, ora non lo perdonava più nessuno. Mi hanno trattata subito da professionista e da tale dovevo agire. Quando sei all’apice della carriera, devi restare in cima. E quando poi cominci a scendere, devi star attenta a farlo in modo corretto, senza che si dica ‘Ma perché non ha smesso prima?’. Io ho avuto la fortuna di incontrare Pupi Avati e Maurizio Costanzo, che mi hanno dato la possibilità di fare cinema e televisione, così ho potuto cambiare, perché a fare sempre la stessa cosa, si arriva a un punto in cui si è patetici. Ora faccio anche l’insegnante, e mi piace. Sono un’insegnante itinerante, nel senso che sono disposta a farlo in qualsiasi posto, se ne vale la pena, se ci sono allievi con talento. La scorsa estate sono stata in Cina e sono rimasta sorpresa dalla qualità delle voci dei ragazzi cinesi. Quando sono arrivata, mi sono commossa: avevano allestito in mio onore un palco con una mia gigantografia e gli allievi erano tutti dotati, eleganti, decisi. Davvero straordinario. Poi, durante l’estate, una delegazione di allievi cinesi è venuta a Verona a studiare. I ragazzi cinesi sono molto appassionati di lirica e hanno una caparbietà che lascia a bocca aperta“.

Quando le si chiede cosa le è mancato nella sua carriera artistica e nella vita privata, la Ricciarelli risponde: “Nulla, ho avuto una grande carriera. Ho fatto il musical, la prosa in teatro, la televisione, il cinema, insegno…Praticamente tutto. Sono stata per 13 anni con José Carreras ed è stato un amore molto importante. Poi mi sono sposata con Pippo Baudo e lo sono stata per 18 anni. Sono già dieci anni che il matrimonio è finito. Direi che, tutto sommato, è un bilancio positivo. Posso dire di aver vissuto. Sono serena, che forse è meglio di essere felice: la felicità può arrivare e andarsene subito. La serenità, invece, ti permette di avere calma, ponderare, di rinunciare a correre. I miei progetti? Sto leggendo copioni per tv e cinema e preparando un libro: l’idea è quella di raccontare le opere liriche ai bambini come se fossero fiabe. La musica è la più affascinante delle fiabe e sono sicura che i bambini hanno la sensibilità e la fantasia per viverla nel modo più entusiasmante“.

Fonte: Chi