‘The Voice of Italy 4′: l’opinione di Chia sulla prima puntata

Di Chia - 25 febbraio 2016 13:02:33

The Voice of Italy 4

Ottimo esordio ieri sera per la quarta edizione di The Voice of Italy, stando almeno a quello che ci raccontano stamattina i dati auditel che vedono i nostri eroi secondi soltanto a Chi l’ha visto?: 14,74% di share per RaiDue contro il 16,54% di RaiTre (il resto del palinsesto un mezzo disastro, compreso il tanto pubblicizzato Magic Mike che si è fermato ad un 8% tristissimo per Canale 5).

A occhio, però, il bel risultato non è dovuto tanto alle voci in gara, questa volta, quanto alla curiosità di vedere in azione i nuovi quattro coach del talent… E’ inutile negarlo, l’assenza di personalità come Piero Pelù o J Ax ha fatto storcere il naso a molti affezionati telespettatori che si sono trovati un po’ spaesati nell’apprendere che a sedere sulle poltrone rosse sarebbero stati, oltre a Raffaella Carrà protagonista di un gradito ritorno, anche Max Pezzali, Dolcenera ed Emis Killa. Un quartetto decisamente atipico, ecco.

Io a priori mi ero già tesserata nel #TeamMax: è stato il suo il mio primo cd (o degli 883, per essere precise), sue le prime canzoni che ho imparato a memoria e che hanno fatto da colonna sonora a praticamente tutta la mia vita.. Max per me è proprio un pezzo di cuore, uno che compensa un’estensione vocale non esagerata con l’anima e con la semplicità di parole che ti rimangono dentro: ‘Non ho un talento in cui primeggio, ne ho tanti piccolini messi insieme‘, ha detto ieri, e sono proprio quei talenti piccolini che mi hanno conquistata ormai più di vent’anni fa. Poi vederlo fare il cazzone che prova ad arruffianarsi i concorrenti inventandosi parentele in mezzo mondo o enumerando i suoi viaggi qua e là è stato uno spasso. Mo voglio vedere cosa si inventa da qui alle Battles.

Su Emis Killa, invece, partivo decisamente più prevenuta. Fino a ieri sera mi stava abbastanza sui maroni, devo essere sincera. Ho un altra idea di rap, e quando il metro di paragone è CapaRezza è un po’ difficile che qualcun altro che si spaccia per rapper ti possa andare a genio. Lo conoscevo per qualche canzone che capitava alla radio, quindi, o per qualche articolo che mi trovavo davanti, e non mi era mai piaciuto. Ma con altrettanta sincerità devo ammettere che come coach non mi è sembrato malaccio, e qualche risata me l’ha pure strappata. Staremo a vedere.

Riguardo Dolcenera, beh… Dopo averla vista in azione ieri sera abbiamo capito che il pusher che riforniva Arisa durante il Sanremo del 2015 è diventato il suo Bff. Ho letto parecchie critiche nei suoi confronti, in realtà, ma una coach così fuori di testa quanto meno ci salva dall’abbiocco, che dite? Non so se ero più shockata mentre ci provava con Cristiano Carta o quando quasi si limonava Giorgia Alò, ma quello che è sicuro è che ci regalerà dei gran momenti, me lo sento.

La Raffa è sempre la Raffa, è al momento – nonostante abbia faticato parecchio per accaparrarsi i talenti che spesso le han preferito gli altri coach – il mio prediletto della serata se l’è aggiudicato lei… Parlo di Samuel Pietrasanta, quell’artista di strada che viene ‘più o meno da Catania’. Appena è comparso sullo schermo mi è partita l’empatia immediata, e di conseguenza la prima adozione di questa annata.

Ps. Veramente divertentissimo lo scherzone di Gigi D’Alessio, che è salito sul palco fingendosi un concorrente al grido di ‘Chissà se mi riconosceranno‘. E poi ha cantato una sua canzone, che con quella di un altro mi sa che la rischiava troppo, il cuor di leone.