‘The Voice of Italy 4′: l’opinione di Isa sulla terza puntata

The Voice of Italy 4

Su Canale 5, all’Isola dei famosi, ci sono Marco Carta e Jonàs Berami, su RaiDue, a The Voice of Italy, è tutto un festival di scarti di Amici di Maria De Filippi… insomma, anche quando non è in tv in prima persona Queen Mary domina comunque i palinsesti di tutte le reti, senza di lei e senza i personaggi da lei sfornati i vari addetti ai casting di questa o quella trasmissione i casting sarebbero costretti a farli per davvero! Queen Mary vi domina, plebei!

Bene, io ieri ero tra i pochissimi esseri viventi che hanno guardato The Voice. Mentre il resto d’Italia si divideva tra la Sciarelli su RaiTre e i naufraghi su Canale 5 io, i genitori di Emis Killa, la compagna di Max Pezzali, i parenti della Carrà ancora in vita e i funghetti allucinogeni di Dolcenera, ci siamo guardati la terza serata di Blind. Posso dire ‘che noia‘? Ecco, lo dico. A parte che io proprio cambierei la formula (du palle dover vedere spalmate in un mese audizioni che sono state fatte tutte nello stesso giorno con i coach che, per quanto ne sappiamo, indossano quegli stessi identici abiti da 30 giorni) ma poi, oh, anche ieri sera, come per la prima serata, le esibizioni degne di nota si contano sulle dita di una mano. Una mano piccola piccola, peraltro.

Come dicevo nell’introduzione più che The Voice of Italy sembra proprio The Scarti of Italy. Solo tra la scorsa puntata e quella di ieri ci siamo pippati quattro ex amiciani, Manuel Aspidi e Elya Zambolin degli Attika settimana scorsa, e Alice Paba e Corinne Marchini nella puntata di ieri. No, dico, assolutamente nulla contro di loro, tra l’altro nel complesso sono pure stati tra i migliori nelle loro audizioni però, ecco, insomma, hai fatto Amici. Cioè, Amici. Male che ti sia andata, se non hai avuto accesso al serale, comunque anche solo in un pomeridiano ti hanno visto almeno tre milioni di persone (quelle che The Voice forse non farebbe nemmeno nella serata finale se ci fosse Lady Gaga ospite), insomma la tua occasione l’hai avuta. Magari meritavi pure e sei stato sfortunato però, capperi, esistono altre strade per tentare di fare musica, possibile che persino nei talent show con centinaia di migliaia di ragazzi che provano ad avere la loro prima occasione alla fine debbano ricicciare fuori sempre gli stessi?

E come se non bastasse oltre alle briciole dei talent defilippiani The Voice continua anche nell’opera di accattonaggio di ex meteore della musica italiana che hanno vissuto quel decennio di splendore e che poi sono sprofondate nell’oblio insieme alle musicassette, a Marco Columbro e ai Tamagotchi. Lo scorso anno era toccato a Chiara Iezzi del duo Paola e Chiara, quest’anno è stata riesumata la salma di Agnese Cacciola, in arte Neja, interprete di diverse famosissime hit dance degli anni ’90. Capiamoci bene, io a Neja sono affezionata, mentre lei cantava la musica truzzo dance degli anni ’90 io avevo i miei primi flirt adolescenziali, passavo le mie prime notti in spiaggia per ferragosto, guidavo il mio primo motorino. Insomma, la sua musica per me va dritta nella scatola dei ricordi quindi fondamentalmente ci voglio bene assai, Però, dai, daVero daVero te ne vai a The Voice? Ma a fare cosa? Pensi che possa servirti a riscattarti da anni di truzzo-dance e possa permetterti di presentarti a Sanremo il prossimo anno venendo accolta come Patty Pravo? E, soprattutto, ma davvero su biliardi di ragazzi che fanno i casting voi avete selezionato Neja? Io ve lo dico, se volete riesumare anche Valeria Rossi sappiate che non sono pronta e farò sciopero che io di tre parole, sole cuore e amore, ne avevo già le ovaie piene nell’estate del 2001.

Dei coach ho già ampiamente parlato settimana scorsa, confermo che la mia stima artistica verso Dolcenera è direttamente proporzionale al fastidio che mi dà in veste di coach, sono felice che la Carrà sia in ripresa dopo almeno una puntata e mezzo di apparente coma etilico, confermo che “menomale che Max Pezzali c’è” e aggiungo che grazie ad Emis Killa questa edizione potrebbe regalarci colpi di scena inattesi, il giovanotto è farfallone e manco poco e a passare da The Voice a Uomini e Donne è un attimo. Mentre il rapper cercava di convincere quella stangona di Giorgia Papasidero ad entrare nel suo team flirtava in un modo così spudorato (al quale la ragazza rispondeva eccome, tanto che poi si è fiondata dritta nel suo team) che da un momento all’altro pensavo partisse un’esterna estemporanea.

Migliori esibizioni della serata? Sinceramente non c’è stato alcun picco che mi abbia fatto smuovere dalla sedia. Molta ordinaria amministrazione, direi. Diciamo che dopo una nottata di sonno le uniche esibizioni che ricordo sono quelle di Tanya Borgese, la ragazza che lavora nel centro di riabilitazione per bambini e che sul palco ha l’energia di un uragano, e quella di Cristina Ambu che mi ha già comprata scegliendo di cantare Will you still love me tomorrow? . Io ascolto quelle note, penso a Patrick Swayze, penso che ‘nessuno può mettere Baby in un angolo‘  e mi emoziono così, sulla fiducia.

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5 commenti

  1. ragazze è prevista una vostra opinione sulla puntata dell’isola? ho letto cose allucinanti.. ma non ho avuto modo di vederla..

  2. Io ho visto The Voice ma fino le 11.15 poi ero troppo stanca e ho spento. La Carrâ ha ripreso. Emis mi fa rivivere Uomini e Donne.

  3. the voice: il talent dei cantanti che passano, cantano e vanno via (cit. elio)

    ovvero: la noia

    tra l’altro prolungare in modo così sadico lo stillicidio di gente a caso che arriva, racconta drammi e tragedie a caso e poi canticchia (tra l’altro quel che dovrebbe assomigliare ad un cavallo di battaglia, considerato che se lo scelgono loro) mentre parenti e amici vari regalano quadretti da dimenticare prima di subito è una vera genialata

    già sono troppi, in troppe poche puntate e con troppa carne al fuoco…non ce li ricorderemo mai (e loro resteranno ingarbugliati in inutili pre-contratti)
    io per esempio ricordo solo neja, perché mi ha ricordato le medie, gli anni novanta, quando la musica da discoteca era davvero truzza e tamarra ma molto più divertente, l’inizio dell’adolescenza, il tennis, valentino rossi che lotta ancora con noi e uno scudetto mancato e mai sfiorato più da vicino
    e la pischellaggine in genere, son cose che si ricordano sempre con tenerezza

    onestamente, poi, non mi frega molto che chi va lì abbia già una carriera piccola o grande
    anzi, tizi come neja a dire il vero credo che abbiano potenzialmente più chances di riuscire a sfruttare positivamente il mezzo che questa valanga di gente brava, per carità, ma che si perde nel mucchio
    certo, basterebbe un po’ d’attenzione e di costruzione intelligente dietro (che in effetti manca, come abbiamo notato con chiara l’anno scorso)

    dovrebbero avere il coraggio di rivoluzionare tutto: eliminare i cosiddetti live e, visto che ciò che più sembra fregare alla gente è il giochino del bottone e il batti e ribatti dei coaches sulla performance con scelta finale, fare un programma di sole blind, con chiunque sia disposto ad andarci per una sola esibizione che tanto, se colpirà davvero qualcuno, un modo lo troverà
    ovviamente spalmato su diverse giornate, che non se ne può più non tanto degli stessi vestiti ma delle stesse storylines dei coaches ripetute a non finire
    altrimenti si sarà assicurato qualche serata dal vivo in più nei locali di casetta sua

    che se ne fa la universal (o chi per lei) di tutta quella gente opzionata? sforbiciare!

  4. ps. e comunque io sostengo ancora la campagna “adotta una musicassetta anche tu” 😀
    quelle sono dure a morire, andrà a finire che ci sarà il revival come nel caso dei vinili

    o almeno così spero, perché non ritengo accettabile pensare a futuri viaggi in macchina senza certe musicassette
    e, già che ci sono, non ho nemmeno alcuna intenzione di buttare mai certe audiocassette
    è una questione affettiva, prima di tutto

    #stoinvecchiando

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