Francesco Sole torna su Facebook: “Sono stato 10 giorni lontano dai social e ora…”

Francesco Sole

Aveva stupito tutti la scelta di Francesco Sole presa qualche giorno fa di staccare la spina per un po’ e provare a sperimentare come si vive senza stare continuamente attaccati ai social (QUI il post in cui ve ne avevamo parlato). Proprio lui, che nel 2013 grazie al suo canale YouTube era riuscito a farsi seguire e apprezzare da un numero inquantificabile di utenti, aveva deciso che era arrivato il momento di fermarsi per un po’ e provare ad assaporare i veri valori della vita, che è possibile gustare veramente solo quando non si è succubi della tecnologia e tutto ciò che comporta.

Non si era dato dei tempi, Gabriele Dotti, aveva staccato tutto senza programmare un ritorno e ieri, a distanza di 10 giorni, l’ex conduttore di Tu Sì Que Vales è riapparso su Facebook, dove ha raccontato quanto sia stato bello depurarsi dal mondo virtuale e godersi la vita reale:

Facebook

In un video più dettagliato, poi, Francesco ha spiegato i motivi che lo hanno indotto a tornare online:

Francesco Sole

Clicca sull’immagine per vedere il video

Che ne pensate della sua scelta? Voi sareste disposti a staccare tutto per qualche giorno o siete diventati anche voi un po’ succubi del mondo virtuale?

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29 commenti

  1. tanto rumore per soli 10 giorni? già che c’era poteva fare almeno 1 mese

  2. Ha trovato un modo per far parlare di se.

  3. Tutto quel casino per 10 giorni? Ahahaha pensavo se ne stesse buonino per mesi.
    Ad ogni modo non dovrebbe fare di tutta l’erba un fascio, se lui é ossessionato dal cellulare non é detto che lo siano anche gli altri.
    Quando esco io il cellulare proprio lo seppellisco in borsa, a volte mi ritrovo fior di chiamate ed sms non sentiti perché troppo presa dalle persone e dalle chiacchiere 🙂 poi se lui pensa di eleggersi a paradigma…

  4. Ha scoperto l’acqua calda, peró è vero, ha ragione. Ora spieghi perchè ha riacceso il modem e il cellulare.

  5. Bentornato tra noi. Ma quando te ne sei andato?
    Alla dittatura degli schermi non si sfugge e chi si sottrae sarà cooptato o scartato. Facebook è solo una delle forme che può assumere la trasparenza, la soluzione finale è la profilazione globale a scopi commerciali e scientifici. Gli schermi sono solo una fase intermedia, che riguarda i più senza tuttavia raggiungere il 98%, Internet si insinuerà nei nostri occhi, polpastrelli, nei mattomi

    • I mattomi sono al contempo mattoni e un invito a non prendermi sul serio, immagino. La rivendicazione della propria inattualità ha una funzione identitaria e la sommatoria di queste prese di distanza esplicita il potere persuasivo dei New media che, plasmando le nostre connessione neurali, possono essere considerati atti osceni in luogo pubblico e pionieri della futura endocolonizzazione alla quale inutilmente resistere, resistere, resistere.

      • sakurakoji1973

        Resistere debolmente sapendo bene di essere sconfitti. L’altro giorno mio figlio di dieci anni ha cercato su google immagini ‘donne nude’. Per me non si meritava quello che ha visto,ma con chi posso prendermela? Con me che ho lasciato il pc incustodito,ma tanto ci sono gli amichetti. Lui non sembrava affatto turbato ma l’accesso facile a tutte questi video e queste immagini io non lo vedo come progresso.

        • Internet permette di trovare tutto, giustamente tuo figlio voleva cercare qualcosa, le donne nude. Mi sento di biasimarlo? Per niente. Mi sento di biasimarlo? Manco mi passa per l’anticamera del cervello. È colpa di Internet? Certo, ma c’è sempre un rovescio della medaglia.

          • Volevo dire: mi sento di biasimarti?
            Ma sono ubriaco. Infatti adesso andrò a fare le peggio cose nel mondo reale, grazie ad Internet. Internet mi ha spiegato la teoria del caos e mi tiene in contatto con le mie sorelle. Ci guardo anche le donne nude, se serve. Fargo, grazie ad Internet. L’umanità più che progredire cambia. Io sono molto cambiato.

          • sakurakoji1973

            Ubriaco all’ora di pranzo,è colpa di internet!
            La verità è che a me interessano veramente solo i bambini,e non solo i miei

          • sakurakoji1973

            E quando mi capita di scrivere qualcosa su facebook,non appena la vedo sulla pagina mi sembra una stupidaggine. Se la scrivo qui non sempre,sarà l’impostazione?

    • (vd. La finestra rotta di Jeffery Deaver: buon thriller, istruttivo al proposito)

  6. Ma si facciamoci una live tutti quanti…… fosse andato in vacanza nel Burkina Faso avrebbe ottenuto lo stesso risultato….

  7. Ho aperto il video, ma dopo la quarta volta che ripeteva lo stesso concetto (inframezzato da qualche saluto a caso), ho capito che non ce la posso fare…. Se qualcuno però ha visto tutto e mi consiglia di perseverare perché alla lunga qualche rivelazione viene fuori, proverò più tardi a sottopormi allo strazio con rinnovata buona volontà….

  8. Sta 10 giorni senza internet, lontano dai social, e dove racconta la sua esuberante esperienza? Su Facebook. Ah beh.

    Io comunque tutto questo voler crocifiggere gli smartphone, i social network e Internet non lo sopporto. Ben venga Internet, ben venga Skype e ben venga Whatsapp. Senza di essi non potrei sentire i miei cari che vivono all’estero come se li avessi vicino a me. Non potrei organizzare i miei viaggi in modo ottimale, andando a cercare orari dei treni e fermate dei pullman. E molto probabilmente non potrei neanche studiare come vorrei, in quanto molti testi e molte ricerche purtroppo non sono presenti in tutte le biblioteche.

    Se poi Sole si è purificato in questi dieci giorni sono contenta per lui, ora che ci provi per cinque o sei mesi.

  9. Embe’…manco fosse stato in Tibet…lui è nato dai social e si vede che in questi 10 giorni si è reso conto che non mancava a nessuno e che rischiava di doversi trovare un vero e autentico lavoro

  10. Capisco che dopo ben 10 giorni di un’esperienza così forte e totalizzante avesse l’assoluta necessità di tornare sui social per condividerla.

  11. ammazza oh, 10 giorni!

    bisogna dar ragione a sak, l’avrà fatto per pubblicizzare il racconto di questa incredibile (?!) esperienza

    comunque l’altro giorno ero in un locale e al tavolo accanto c’era un gruppo sostanzioso di tizi di poco più giovani di me e tutti, dico tutti, col viso fisso sul telefono a farsi i cassi loro con musi lunghi e annoiati: sembrava una gag comica, ma non lo era
    ogni tanto alzavano il capo, bevevano e si scambiavano due parole per poi tornare allo smartphone
    mi è venuta la claustrofobia per loro!

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