Keep Calm and Love Coach: Alvin, Brittany e le storie d’amore non scontate

Di Chia - 5 giugno 2016 19:06:28

Trono classico - Oscar Branzani ed Eleonora Rocchini

Alzi la mano chi, dopo due puntate del trono di Oscar Branzani, non avrebbe puntato tutto su Karin Bonucci. Tutto sembrava già scontato (e pure un po’ palloso), invece la chiave del percorso del tronista campano è stata l’arrivo, tipo ciclone, di Eleonora Rocchini a ‘Uomini e Donne’. La bella toscana, infatti, ha reso tutto più bello, frizzante e interessante. Oggi – non me ne vogliano i lettori maschietti – parlerò soprattutto alle ragazze, a tutte quelle si riempiono la testa con frasi del tipo “Non sono alta abbastanza, non sono sensuale abbastanza, non gli piacerò mai“, perché la piccola Alvin ci ha dato una lezione a tutte!

Ora (e non me ne voglia la Rocchini), Eleonora non è proprio un fenomeno di stile (le ho visto delle scarpe con la zeppa che le avrei bruciato volentieri insieme ai pantaloni in stile pigiama di Gianmarco Valenza) eppure ha fatto breccia nel cuore di uno dei fashion blogger maschi più forti nel nostro paese. Aveva delle rivali davvero bellissime – mi riferisco non solo a Karin ma anche a Cecilia Zagarrigo, entrambe super sensuali – ma lei le ha sbaragliate con il suo sorriso disarmante e con i suoi modi fin troppo schietti.

Di armi vincenti Eleonora ne ha avuta fondamentalmente una: la sua diversità! Non è mai stata il prototipo medio della corteggiatrice, ma soprattutto non ha mai avuto gli atteggiamenti tipici della corteggiatrice. Nella stessa puntata in cui Karin regalava a Oscar una lettera strappalacrime, ho visto anche Eleonora prendere un foglio e porgerlo al tronista… solo che invece di tante belle parole c’era un disegno della fidanzata di Alvin, Brittany. Adoro!

E a dirla lunga sul percorso (fatemela usare un po’ questa parola, che era abituata a essere la più utilizzata a ‘Uomini e Donne’ e invece quest’anno ha dovuto lasciare il posto a ‘business’) di Oscar e Eleonora ci sono le parole del tronista dopo che sono scesi i petali su di loro: “Volevo farti cag*re sotto io, e invece mi hai fatto cag*re sotto tu“. Go, Rocchini, go!

Come vedete, in amore – anche a ‘Uomini e Donne’, dove dare delle certezze è fondamentale per non mostrare che non siete falzeeee e state là per le telecammmere – è sempre bene non dare troppe certezze al vostro uomo e non dovete mai partire sconfitte. Chi lo dice che non siamo abbastanza? Le nostre diversità devono diventare la nostra forza e parte integrante del nostro fascino. Ricordiamoci sempre che siamo creature uniche, diverse da tutte le altre e, come diceva mia nonna, chi non ci ama non ci merita!

L’ultimo pensiero di oggi, però, lo voglio dedicare a Karin, alla signorilità con cui ha accettato il rifiuto di Oscar, per il quale – era evidente come la mancanza di calzini nel cassetto della biancheria del buon Branzani – si era presa una bella cotta. Spesso noi donne vogliamo toglierci tutti i sassolini dalle nostre scarpe col tacco, pensiamo che vomitare addosso all’uomo che ci ha fatto soffrire tutto quello che pensiamo ci possa far sentire meglio. Sì, forse per cinque minuti, ma poi? Poi, e lo dico per esperienza personale e non solo, si torna al punto di partenza con l’unico risultato di aver creato solo un solco più profondo tra noi e l’uomo che tanto ci piaceva (solco che solo per pochissime donne orgogliose è invalicabile, fidatevi). Il mio consiglio se – ahimè, capita a tutti prima o poi… citofonare a Irina Shayk che grazie a Cristiano Ronaldo aveva più corna di un cesto di lumache – vi beccate un palo, soprattutto su Canale 5 davanti a milioni di telespettatori, è quello di fare come Karin, mantenete la calma, ringraziate, sorridete tristi, alzatevi e andatevene… tanto gli spilloni e le bamboline voodoo le potete tranquillamente tirare fuori quando siete sole a casa!

Per altri consigli di cuore, e non solo, vi aspetto come sempre su ChezMadeleine (che potete visitare cliccando QUI) e sulla mia pagina Facebook (che trovate QUI). Per le mamme, invece, l’appuntamento è su ChezMaman (QUI)! Alla prossima, Madeleine H.