Filippo Bisciglia a TvBlog: “‘Temptation Island’ non è trash, è la vita reale trasmessa in televisione!”

Filippo Bisciglia

Mancano solo 4 giorni alla prima puntata della terza edizione di Temptation Island (QUI le coppie in gara, QUI, QUI e QUI alcuni volti dei tentatori che vi abbiamo svelato in esclusiva) che prenderà il via in prima serata da martedì, per sei puntate, su Canale 5. A poche ore dall’esordio del programma (che, ricordiamo, è registrato, con le coppie che sono partite per la Sardegna ad inizio giugno e sono di rientro già in queste ore) è il conduttore Filippo Bisciglia a parlare nell’ambito di una lunga intervista rilasciata a TvBlog.it.

Ecco le sue parole su questa terza edizione:

Il format è sempre lo stesso. E’ scritto così e quindi sarà sempre così. A differenza dello scorso anno ci sono coppie che stanno insieme da più tempo, coppie più consolidate (stanno insieme chi da sei anni, chi da cinque, chi da quattro). Non ci sono coppie che stanno insieme da poco come lo scorso anno, ad eccezione di Fabio e Ludovica che sono usciti dall’esperienza di ‘Uomini e Donne’. 

E a proposito dell’importanza di avere nel cast qualche coppia nata nel programma di Maria De Filippi per “trainare” gli ascolti, Bisciglia afferma:

E’ importante, perché comunque sia il pubblico che segue ‘Uomini e Donne’ è curioso di vedere come le coppie proseguono nella vita reale di tutti i giorni, anche se questa tecnicamente non è vita reale, ma è un reality. A differenza dello scorso anno abbiamo solamente una coppia di ‘Uomini e Donne’, mentre lo scorso anno ce n’erano tre.

Il conduttore romano ha poi parlato di come le coppie si sono approcciate al programma considerando che, essendoci già state due edizioni, erano magari più “preparate” a cosa li aspettava…

E’ un po’ come per tutti gli altri reality: il primo anno è un’incognita, perché non si sanno le dinamiche o come andrà in onda, poi capiscono i meccanismi e non cambia nulla: puoi fingere per i primi due tre giorni davanti alla telecamera, poi esce la persona che veramente sei e ti scordi delle telecamere. E’ un po’ quello che successe a me quando feci il ‘Grande Fratello’, che inizialmente eravamo tutti attenti alle telecamere, poi non te ne rendi conto. Ti racconto una cosa paradossale: noi andavamo tutti in bagno con l’accappatoio fino a sopra la testa. Dopo due settimane nessuno usava più l’accappatoio e facevamo le docce tranquillamente. All’inizio stai attento, poi dopo un po’ non resisti. Anche a ‘Temptation Island’ all’inizio sono tutti amici, poi escono fuori i caratteri delle persone.

E Filippo difende anche il “suo” programma dalle principali critiche che gli vengono rivolte, la prima è quella che sia “tutto finto e studiato”…

Secondo me sarebbe più difficile farlo finto che vero, perché adesso dovresti trovare attori fantastici per fare una cosa del genere. Quando me lo chiedono per strada, perché anche a me è capitato tantissime volte che mi chiedessero questa cosa, io rispondo: “Senta: ma se suo figlio andasse in vacanza con i suoi amici in un villaggio e in quel villaggio trovasse dodici ragazze single – e suo figlio ovviamente è fidanzato – come si comporterebbe? Quanto resisterebbe?”

L’altra critica è quella che si tratti di un programma estremamente “trash”…

Io non penso che ‘Temptation Island’ sia trash, è la vita reale trasmessa in televisione, perché quello che accade a ‘Temptation Island’ all’interno del villaggio è ciò che accadrebbe tranquillamente se io e te stessimo in vacanza in un villaggio, ripresi, che poi lo mandano in onda. Per me rispecchia la vita di tutti i giorni, ma non è trash. Ognuno fuori vive la sua vita, ma la sua vita non è trash. Questa te la dico e forse ti piacerà: forse la verità è che siamo un po’ stufi di accendere la televisione e trovare dalla mattina alle 8 fino alla sera gente che parla, purtroppo, solo di disgrazie. Quindi: quando Bonolis fa ‘Ciao Darwin’ e chiude con il 30% di share, vuol dire che le persone hanno voglia anche di divertirsi, di svagarsi, di farsi due risate, perché dalle 8.30 alle 17.30 possono solo vedere cose tristi…

Nel corso dell’intervista Bisciglia ha avuto modo di parlare anche della sua evoluzione come conduttore e si è detto sorpreso e felice di non aver più sentito e letto, nella seconda edizione, le critiche alla sua conduzione che, invece, erano state impietose al suo primo anno al timone di Temptation IslandFilippo è affezionato al programma, vorrebbe continuare a condurlo finché ci sarà ed è felice che il pubblico identifichi la trasmissione con il suo volto. Laddove ci fosse la possibilità di avere altre occasioni lavorative non gli dispiacerebbe condurre un game show.

Alla domanda finale del giornalista, che gli chiedeva se ci fosse stata qualche occasione, nel corso di queste prime tre edizioni, in cui avrebbe voluto essere un semplice spettatore e non il conduttore, Bisciglia ha risposto raccontando il modo in cui lui ha vissuto, nella seconda edizione, l’evoluzione della storia tra Emanuele D’Avanzo e Alessandra De Angelis :

Avrei voluto essere un telespettatore quando Emanuele, nella scorsa edizione, cercava di spiegare ad Alessandra una cosa che era capitata e che solamente chi ha vissuto in un reality può capire, come me. Perché? Perché io dieci anni fa, quando partecipai al ‘Grande Fratello’, quando ero nella casa stavo bene, a differenza di altri ragazzi che stavano male. Io ad un certo punto mi sono chiesto: “Perché io sto bene?”. Vedevo tutti che chiamavano lo psicologo perché stavano male (lo psicologo – Carlo Alberto Cavallo – era l’unico momento che non poteva essere ripreso nel confessionale). Un giorno mi sono detto: “Va be: chiamiamo sto Alberto Cavallo. Facciamoci due chiacchiere.” Stavano tutti male, mentre io l’ho chiamato tipo all’ottantesimo giorno, perché non ne avevo mai avuto la necessità. A un certo punto, quando me lo sono trovato davanti mi ha fatto capire tecnicamente che il mio mondo, in quel momento, era quello, cioè che io avevo annullato tutto ciò che era esterno e stavo bene in quel mondo che mi ero creato. Mi ero creato il mio migliore amico, mi ero creato la mia stanza, mi ero creato la mia donna dell’epoca: non pensavo al fuori. Lo scorso anno Emanuele fino al diciottesimo giorno pensava solo alla sua fidanzata Alessandra. Ad un certo punto anche noi vediamo che comincia a parlare di Fabiola e ci chiedevamo: “Ma che cosa è successo?”. Nessuno riusciva a capirlo. Io l’ho capito: in quel momento anche lui aveva annullato il mondo esterno. Infatti, quando è uscito al primo falò, separato dalla fidanzata, è tornato in camera, ha dormito due/tre ore, si è svegliato la mattina, con la luce del giorno, e ha detto: “Ma io dove sono? Ma che è successo? Porca miseria! E Alessandra? Oh mio Dio che ho fatto?”. Sono sicuro che le parole usate sono state queste. Poi ho avuto modo di parlare con lui che mi ha detto: “Filippo, solo tu mi hai capito!”. Perché? Perché io ho partecipato a un reality e so che cosa gli è scattato in testa. Quindi avrei voluto essere un telespettatore per provare a capirlo, perché magari tanti gli sarebbero andati sotto casa e avrebbero detto cose del tipo: “Ammazza Emanuele, non si è regolato! Ha trattato male la fidanzata, è andato con quell’altra ragazza. Aspetta un attimo: sicuramente ci sarà un colpo di scena.”. Io sapevo, ma non volevo svelare le cose alle persone, infatti lui, dopo essere andato di stomaco, ci ha chiesto subito di avere un secondo incontro con la sua fidanzata. La sua fidanzata è stata bravissima a capirlo: aveva ventidue anni e sembrava una donna di cinquanta per come ragionava. E oggi, a distanza di un anno, si sono sposati!