Fattore M: spazio dedicato a Marco Mengoni. Marco protagonista di Supereroi con Pani&Mollica. #SoloDueSatelliti è disco d’oro

Di Isa - 27 agosto 2016 19:08:44

Marco Mengoni

(rubrica a cura di Valentina P.)

Salve a tutti! Sono tornata dalle ferie tanto agognate (e meritate… me lo dico da sola!) giusto in tempo per piazzarmi davanti alla TV alle ore 23.30 di giovedì scorso e seguire il primo vero appuntamento televisivo con Marco di questa lunga estate 2016. Sto parlando di “Supereroi”, la trasmissione della premiata ditta Pani&Mollica (e il nostro Marco ha simpaticamente giocato sulla cosa, sottolineando che se lui stesso si fosse chiamato “Rosetta”, sarebbe stata una serata epica) partita a metà luglio scorso e improntata su un viaggio immaginario attraverso l’Italia a bordo di un’automobile alla ricerca di Supereroi made in Italy. Nell’auto accanto ai presentatori si sono avvicendati personaggi del mondo della musica, della televisione, del cinema e del teatro, a ciascuno dei quali è stata dedicata una puntata speciale, cercando di scavare nelle loro carriere e nelle loro variegate umanità. Bella puntata quella dedicata al Mengoni che ama – riamato! – il buon Vincenzone Mollica. Il quale ha sottolineato a piu’ riprese che il valore di Marco non risiede tanto nelle sue – seppur notevoli – potenzialità canore, quanto nelle sue doti di cantautore moderno. E come dargli torto?

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Nei circa 50 minuti di chiacchierata, Pani&Mollica hanno spaziato tantissimo con le domande, partendo dal Marco bambino e dai suoi primi approcci musicali (gli “ascolti” di mamma Nadia e papà Maurizio, i primi dischi comprati, gli approcci al jazz e alle lezioni di canto e chitarra). Il Mengoni si è “concesso” in maniera molto generosa ai due presentatori, raccontando con dovizia di particolari una serie di aneddoti anche inediti della sua vita professionale (ad esempio, la totale assenza della sua casa discografica nei primi giorni del Festival di Sanremo 2013, quando la sua carriera era letteralmente appesa a un filo dopo la non esaltante performance in termini di vendite di Solo 2.0), sorridendo e commuovendosi piu’ volte, condividendo riflessioni e pensieri. Per chi conosce Marco, noterà che nell’intervista è a tratti intimidito (bocca storta docet) ma desideroso di “performare” al meglio. Io mi sono emozionata da matti quando Pani gli ha domandato quale pezzo non suo avrebbe voluto scrivere, e il nostro ha scelto “C’è tempo” di Fossati, perla di rara bellezza – reinterpretata nello scenario da sogno dell’Accademia di Brera lo scorso anno – raccontando dell’abisso di emozione provocatogli da questo brano e delle lacrime calde e copiose versate durante gli ascolti. Altra cosa bellissima della trasmissione: generose riproposizioni di clip del passato: “Psycko Killer” ad XFactor3, “”L’essenziale” a Sanremo 2013; “C’è tempo” di Fossati. Nonchè Video che amplificano a dismisura il pathos delle parole. E “Last but not the least”, Mollica ha chiuso la trasmissione chiedendo a Marco – al di là della musica, della sua amata pittura, e di tutto ciò che gira nella sua vita – il nome di un supereroe di questi tempi, un punto di riferimento importante per lui. Marco ci ha riflettuto un po’, e alla fine – a sorpresa – ha indicato sé stesso.

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“Mi voglio ritenere il supereroe della mia vita, da oggi in poi. Mi voglio ritenere il primo a fare delle scelte, perché ho sempre seguito tutto e tutti e non ho mai ascoltato me stesso. E quindi da oggi in poi spero di essere io il mio supereroe e la forza che mi porterà avanti. E spero di trovare tante altre spalle importanti nella mia vita, in un futuro. Quindi egoisticamente dirò me stesso”.
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Prima di darvi appuntamento alla prossima settimana, un updating sul fronte vendite: è arrivata la certificazione del disco d’oro per “Solo due satelliti”, prezioso terzo singolo estratto da “Le cose che non ho”, donata a Marco da Giuliano Sangiorgi. In attesa del prossimo (singolo&videoclip… ma quando???).

Chiudo questa rubrica con il profetico aforisma di Mollica, pronunciato a fine trasmissione:

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C’è una frase che assomiglia molto a Marco Mengoni per la sua passione per la storia dell’arte e l’ha detta Pablo Picasso: “Il pittore di professione è cieco: non dipinge quello che vede, ma quello che sente. Questo vale per i grandi artisti, e Mengoni lo è.
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Alla prossima, Valentina