Tommaso Pini a IsaeChia.it: “Dopo il terzo posto a ‘The Voice of Italy 2’ non vedo l’ora di scatenarmi sul palco dell’Ariston!”

Di Chia - 6 febbraio 2017 13:02:58

Prenderà via domani sera su RaiUno la sessantasettesima edizione del Festival di Sanremo, e c’è moltissima attesa per l’esordio al timone della più importante kermesse canora nazionale dell’inedita coppia composta da Carlo Conti e Maria De Filippi.

Tra gli artisti che si avvicenderanno sul palco dell’Ariston sono molti i ragazzi provenienti dai talent show, e Tommaso Pini è uno di loro. Toscano classe ’89, il terzo classificato di The Voice of Italy 2 gareggerà tra le Nuove Proposte con il brano Cose Che Danno Ansia, ed oggi in esclusiva per IsaeChia.it ci racconta le emozioni alla vigilia del debutto…

Tommaso Pini

Ciao Tommaso! Ci ricordiamo ancora il tuo esordio alle Blind Audition della seconda edizione di The Voice of Italy, con quella performance sulle note di Summertime Sadness che aveva colpito tantissimo i coach. Com’è nata la tua partecipazione al talent di RaiDue? La mia partecipazione a Tvoi è nata un po’ per caso: stavo attraversando un momento particolarmente fermo della mia vita e sentivo il bisogno di riscattarmi. Una mattina mi ritrovai sulla bacheca di Facebook la notizia che si aprivano i provini per la nuova edizione di The Voice of Italy e, anche se scettico, decisi di mandare via email la mia candidatura. Pochi giorni dopo mi richiamarono, iniziai a fare tutte le varie selezioni a Roma per poi arrivare con tanta sorpresa alle fatidiche Blind Audition entrando nel programma con ben quattro sì. Ci tengo a precisare la parola “sorpresa”, sì! Questo perché fino a quel momento ero uno dei tanti convinto che nei talent andasse avanti solo chi aveva spinte o “alte raccomandazioni”, ed io non avevo nessuno alle mie spalle, solo la mia voce ed una grande voglia di mettermi in gioco. Le Blind Audition sono la forza di quel programma, e devo ammettere che quel momento è stato senza ombra di dubbio uno dei più emozionanti della mia vita. Girate quattro poltrone su quattro, avevo la possibilità di scegliere con quale Coach iniziare questa nuova avventura, ed ho scelto Raffaella Carrà. The Voice è stata un’esperienza unica e magica che mi ha permesso di crescere sia umanamente che artisticamente. Raffaella è stata un mentore formidabile, ritrovarmi a lavorare insieme a lei è stato fantastico ma allo stesso tempo anche surreale. Essendo la mia prima esperienza televisiva, ed essendo io un tipo molto ansioso, avere avuto la fortuna di avere dei mentori che credessero in me e che mi stimolassero a superare i miei limiti è stato fondamentale: uno di questi è stato senza ombra di dubbio Sergio Dall’Ora, che in quel percorso ricopriva il ruolo di vocal coach ed arrangiatore dei brani del Team Raffa Nazionale. Con Sergio si è instaurata fin da subito una chimica artistica incredibile, tanto che, finito il programma e dopo essermi conquistato il terzo posto, abbiamo iniziato subito a lavorare ad un percorso artistico e discografico che dura tutt’ora, visto che Sergio Dall’Ora è il mio attuale produttore.

Dalla tua partecipazione a The Voice of Italy sono passati già tre anni: cos’hai combinato in tutto questo tempo? Terminato il capitolo talent io e Sergio ci siamo messi subito a lavoro sul nostro primo progetto di inediti, a studiare il sound ed il tipo di scrittura che potesse valorizzare al meglio la mia voce ed il mio lato interpretativo. Ci sono voluti ben due anni e mezzo, tra viaggi all’estero, sacrifici, ascolti, confronti, scazzi. ecc, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. In questi quasi 3 anni sono successe molte cose: mi sono trasferito a Londra, una città che mi ha ispirato e riempito la testa di tante nuove idee, abbiamo girato un video in Svezia per la cover di Summertime Sadness di Lana Del Rey, abbiamo creato e accumulato idee e brani, ho fatto il barista, il lavapiatti, mi sono stroncato la schiena nelle cantine di birra di Londra, ho suonato e conosciuto un sacco di nuove storie che hanno arricchito la mia vita. Ad oggi posso affermare che quando si crede fermamente in qualcosa, si è determinati e si hanno le persone giuste al fianco per poterlo portare avanti, non importa quante porte in faccia prenderai, alla fine le soddisfazioni arrivano. Quest’anno eravamo pronti, con un album in produzione ed un singolo forte che ci ha permesso di partecipare al prossimo Festival di Sanremo con il brano “Cose Che Danno Ansia“.

Parlaci un po’ di questo brano… “Cose Che Danno Ansia“, che ho scritto insieme a Sergio Dall’Ora ed Andrea Amati, nasce come inno per tutte quelle persone ansiose che sono stanche di essere ansiose. Questo brano racconta, in chiave ironica ed allo stesso tempo anche critica, il rapporto che ho con l’ansia nella vita quotidiana, citando tanti temi attuali che bene o male mettono ansia, come ad esempio la dipendenza da social network, il mito del dover essere sempre impeccabili ed infallibili, l’anoressia, l’importanza dell’apparire al giorno d’oggi, ecc. Credo molto in questa canzone apparentemente semplice e spensierata, ma che in realtà lancia un messaggio molto importante tra le righe: smettiamola di prenderci troppo sul serio, siamo umani e l’essere imperfetti è proprio quel dettaglio fondamentale che ci rende unici, quindi basta con le paranoie, accettiamoci e godiamoci la vita! Per quanto riguarda la mia partecipazione al prossimo Festival di Sanremo, beh che dire… Ci speravo e c’ho creduto tanto, ma dire che me l’aspettavo non è proprio corretto. Eravamo 12 e solo 6 sarebbero passati, mi sarei scontrato con ragazzi che venivano freschi freschi dall’ultima edizione di Amici di Maria De Filippi, quindi molto più forti di me da un punto di vista mediatico, altri invece con molta più esperienza di me alle spalle, vincitori di premi prestigiosi e con tour alle spalle. Questo è un po’ il ragionamento che mi suggeriva la mia parte razionale, ma se devo dirla tutta il Peter Pan che è in me gridava a gran voce che il brano era fortissimo e che dopo tre tentativi quest’anno ci avrebbero premiato. Quando Carlo Conti ha pronunciato il mio nome ho iniziato a saltare da una parte all’altra del palco come un grillo, ero una mina di emozione, finalmente ce l’avevo fatta!

Sei pronto per scatenarti sul palco dell’Ariston? Il Festival di Sanremo non è semplicemente un evento prestigioso, l’Ariston è la storia della musica italiana e solo l’idea di avere la possibilità di esibirmi là sopra mi riempie di gioia. Per una persona ansiosa come me non sarà semplice affrontare tutto questo, ma non ho dubbi che tutto il percorso fatto fino ad oggi e la forza della musica che ha sempre avuto su di me mi daranno sicuramente quella giusta carica che mi permetterà di affrontare questa bellissima esperienza con serenità e grande voglia di riscatto. Affronterò quest’avventura rimanendo me stesso, cercando di trasmettere tutto quello che ho dentro attraverso la musica e con la consapevolezza che proprio durante il Festival uscirà il mio primo disco, #COSECHEDANNOANSIA, dal 10 Febbraio in tutte le piattaforme digitali ed in fisico in tutti i negozi.

Ci puoi anticipare qualcosa su questo tuo primo lavoro discografico? #COSECHEDANNOANSIA è un album dalle mille sfaccettature accompagnato da un sound elettronico che però lascia spazio all’interpretazione e alle varie sfumature della mia voce. Contiene 10 tracce, 8 inediti e 2 cover completamente rivisitate. Questa la tracklist:

1- Cose che danno ansia
2- Francesca e Dicembre
3- La mia testa
4- La disco mi rilassa
5- Summertime Sadness
6- Veleno ed Antidoto
7- Passatempo
8- Non ho bisogno di te
9- Mancanza di alternativa
10- Sweet Dreams

Per chi tiferai tra i Campioni in gara? Tra i Big sono felicissimo di rivedere Francesco Gabbani ed Ermal Meta che l’anno scorso hanno partecipato tra le Nuove Proposte proprio come me in questa edizione, ed è la prova concreta che il Festival di Sanremo crede ed investe nei giovani. Per quanto riguarda gli altri Big in gara sono entusiasta della partecipazione della magnifica Giusy Ferreri, di Nesli e Samuel, grandissimi artisti che seguo sin dagli esordi.

Un’ultima curiosità: quali sono gli artisti che più hanno influenzato la tua carriera artistica? Grazie alla grande passione per gli anni ’80 dei miei genitori ho avuto la fortuna di essere cresciuto con le colonne sonore di grandissimi come Prince, David Bowie, Michael Jackson, Depeche Mode, The Cure, Battiato, Le Orme, Alberto Camerini, Eurythmics, ecc. (potrei continuare fino all’inizio del prossimo Festival di Sanremo 2018!). Per quanto riguarda la musica contemporanea seguo molti artisti di generi diversi come The Weeknd, Bjork, Cosmo, Salmo, Lana del Rey, Nesli, The Chainmokers, Diplo e molti altri!

Un saluto a tutti i lettori di Isa e Chia, ci vediamo a Sanremo! Tom

Tommaso Pini - Cose Che Danno Ansia