‘L’Isola dei Famosi 13’: l’opinione di Chia sulla quarta puntata

Di Chia - 14 febbraio 2018 13:02:32

L'Isola dei Famosi 13

E poi niente. Passano gli anni, cambiano i protagonisti, le edizioni dei reality e dei talent si succedono una dopo l’altra. Ma c’è una cosa, una cosa sola che rimane stoicamente immutata nel tempo: la mia scarsa simpatia per il pubblico televotante.

Sulla carta tutti assetati di trash, tutti bramosi di fiumi di sangue che scorrono copiosi… e poi? E poi alla prima occasione utile eliminano come dei cecchini ogni elemento del cast che può regalarci cat fight e gioie. Ma perché?

Prima Eva Henger, poi Nadia Rinaldi, ieri Cecilia Capriotti. Poi però non lamentatevi se questa tredicesima edizione de L’Isola dei Famosi è di una noia mortale, nei daytime rotolano le balle di fieno e al lunedì sera solo pochi eroi riescono a resistere fino all’una di notte senza appisolarsi come i vecchi di terza fila del Trono over quando partono i pipponi infiniti di Gemma Galgani. Perché ve le cercate, santo cielo.

Per carità, tanto caruccio Simone Barbato, però davvero ci siamo privati di una donna che non le mandava certo a dire come Cecilia, capace di dare vita a dinamiche interessanti e rapidissima nel buttarsi a pesce nei conflitti tra naufraghi, e ci siamo tenuti lui che è il primo ad abbioccarsi in ogni dove nemmeno fosse uno di noi quando sta davanti alla tv?

Se andiamo avanti così, tempo un paio di puntate e a Cayo Cochinos rimangono Giucas Casella, due paguri e una carriola di disagio. Dopo le defezioni di Chiara Nasti, Francesco Monte e Craig Warwick non ci resta che sperare in qualche innesto succoso, in qualche new entry di spicco che possa rompere gli schemi (e le pelotas degli altri naufraghi) per scongiurare due mesi di prevedibile sonnolenza.

Un primo passo in questo senso potrebbe averlo mosso il rimescolamento dei due gruppi avvenuto ieri sera dopo la prova ricompensa. Come da qualche puntata in qua, infatti, cambiava la definizione di Mejor e Peor in base all’esito delle sfide, ma non cambiavano quasi per nulla i componenti delle due squadre che apparivano sempre più definite e compatte.

Quella gigiona di Alessia Marcuzzi, però, ha sorpreso i naufraghi facendo sì che, in base al bamboo che ciascuno di loro pescava, tre componenti di un gruppo dovessero fare ‘change‘ con altrettanti elementi dell’altro. E fu così che Alessia Mancini venne separata da Bianca Atzei, Amaurys Perez da Giucas e Gaspare, e il quartetto dei giovani virgulti vide la dipartita di Rosa Perrotta. Che lo spirito dell’Isola ce la mandi buona, e che tutto ciò basti per animare un po’ i daytime!

Quella che ha patito di più il ‘change‘, chevvelodicoaffà, è stata Francesca Cipriani che, appena scoperto che sarebbe finita tra i Peor, ha invocato l’intervento del Ministro della Salute affinché la proteggesse dai mosquitos. E niente, io la adotto ufficialmente. E’ eccessiva, è caricaturale, è dannatamente trash… però in fondo è una buona, e si vede. Il suo passato, che ha raccontato durante le strisce pomeridiane, non è stato semplice, e l’ha portata a mascherare tutte le sue insicurezze fisiche sotto quintali di silicone. Una scelta sicuramente discutibile, ma che viene difficile giudicare per chi non ha vissuto gli stessi disagi e la stessa emarginazione.

Un’altra naufraga che ho adottato è Elena Morali. Nonostante rispecchi a pieno lo stereotipo dell’ochetta bionda, sta dimostrando una dolcezza e una sensibilità che non ti aspetteresti da una bellona tutta curve come lei. Tenera nel raccontare della cottarella che Simone si sarebbe preso per lei, altruista quando si tratta di sacrificarsi pur di permettere ai compagni di mangiare qualcosina in più, ma senza strafare. Un pasticcino, insomma.

Tra i miei preferiti, insieme alle due bionde di cui sopra, anche Alessia Mancini, Amaurys Perez e Jonathan Kashanian. Si danno da fare al massimo delle loro possibilità, sempre, e senza mai rinfacciare agli altri l’aiuto che danno.

Cosa che invece fa sovente Filippo Nardi, salvo poi mascherare il tutto dietro qualche lacrima di convenienza e qualche letterina acchiappa consensi (io sto ancora aspettando che qualcuno mi racconti da dove sono sbucate magicamente carta e penna…). Si atteggia a leader da quando il buon Francesco Monte ha dato forfait, ma del leader non ha nemmeno un’unghia incarnita. Una persona di dubbio gusto (citofonare alla Capriotti che ha potuto toccare con mano – ovviamente nei momenti in cui le telecamere non c’erano, guarda tu che caso! – la sua eleganza nell’ironizzare su bidet e amenità simili…), e un concorrente subdolo che pian piano sta venendo fuori, come ieri sera quando, facendo lo gnorri, ha nominato senza motivazioni valide Jonathan con cui spartiva il tronco fino a poche ore prima.

I montaggi lo possono anche tutelare e mostrare come un povero cucciolone sensibile, ma ai telespettatori più attenti non saranno sfuggite né le battutine elegantissime riguardo Green Peace fatte alla Cipriani, né il suo ‘altruismo con il timer‘ quando, dopo aver fatto l’apparente eroe recuperando un pollo per il gruppo che lui poverino non avrebbe potuto mangiare causa regolamento, ha smattato perché il pesce che gli altri gli porgevano come ringraziamento era troppo piccolo. Oh, che anima buona!

Qua di troppo piccolo c’è solo il suo spessore umano, mi sa, che io ancora mi chiedo perché lo abbiano ripescato dal dimenticatoio nel quale era (giustamente) finito dopo le pagliacciate ai tempi del Grande Fratello, con tutte le centinaia di alternative ben più interessanti che ci fornisce il sottobosco della tv italiana.

Vista la mia scarsa empatia con il pubblico televotante ho il terrore che, nella nomination di questa settimana che vede il Nardi opposto ad Amaurys Perez e Franco Terlizzi, non sarà lui ad avere la peggio, ma la speranza è l’ultima a morire. Prima crepiamo noi, e di sonno probabilmente.