‘Sanremo 2019’, i ragazzi de Il Volo rompono il silenzio e dicono la loro sugli insulti ricevuti da parte di alcuni giornalisti: “Siamo stati chiamati ‘mer*e’ solo perché stiamo facendo quello che ci piace fare nella vita”

Di Ludovica - 11 febbraio 2019 21:02:34

Il Volo

Non c’è pace per la 69esima edizione del Festival di Sanremo. La kermesse canora più famosa d’Italia ha chiuso i battenti solo due giorni fa, ma le polemiche non sembrano volersi in alcun modo arrestare.

Ad aver innescato numerose critiche è stata infatti la classifica finale che ha decretato in Mahmood il vincitore del Festival 2019. Tuttavia ad aver maggiormente convinto il pubblico votante è stato Ultimo che, nonostante il grandissimo riscontro ottenuto, si è dovuto accontentare solo del secondo posto. Il cantautore, profondamente deluso per il risultato ottenuto, ha sin da subito palesato il suo pensiero ritenendo poco corretto il regolamento che ha inevitabilmente portato alla vittoria del brano dell’artista di origini egiziane (QUI il post con il suo ultimo intervento a riguardo).

Ad aggiudicarsi il terzo posto, invece, sono stati i ragazzi de Il Volo i quali hanno alimentato proprio nelle ultime ore le forti polemiche nate attorno al Festival. Ignazio Boschetto, Gianluca Ginoble e Piero Barone hanno infatti condiviso un post di sfogo sui loro profili social per lamentarsi del comportamento che alcuni giornalisti hanno tenuto nei loro confronti:

In 10 anni abbiamo avuto molte critiche sulla nostra musica, sul genere che cantiamo, accuse di essere arroganti, spocchiosi, bimbiminchia… Non abbiamo mai proferito parola o dato importanza a tutto ciò anche perché fortunatamente abbiamo sostenitori che ci supportano quotidianamente perché amano quello che facciamo. Ma quando vediamo dei video che testimoniano la cattiveria e la poca umanità da parte di persone che potrebbero essere nostri genitori, molti anche nostri nonni, ci dà molto fastidio perché ogni artista deve avere il proprio spazio di espressione musicale.

I cantanti, riferendosi ad alcuni video girati per il web in questi giorni, hanno poi aggiunto:

Essere chiamati ‘me*de’ o vedere qualcuno che sbraita ‘in galera’ solo perché stiamo facendo quello che ci piace fare nella vita, è molto irrispettoso nei nostri confronti ma sopratutto nei confronti della libertà di espressione. La musica dovrebbe essere libertà non motivo d’insulto.

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