Sabrina Ferilli a IsaeChia.it: “Vi racconto le emozioni del mio personaggio ne ‘L’amore strappato'”

Di Martina - 3 aprile 2019 14:04:59

L'amore strappato

Sabrina Ferilli è tornata in televisione con L’amore strappato, la nuova fiction di Canale 5 ispirata alla vera storia di Angela Lucanto, e già raccontata dai giornalisti Caterina Guarneri e Maurizio Tortorella nel libro Rapita dalla giustizia. La prima puntata della mini serie diretta da Simona Izzo e dal marito Ricky Tognazzi è andata in onda domenica 31 marzo tenendo incollati al teleschermo 3 milioni e 500 mila telespettatori per uno share del 15 %.

Un risultato più che soddisfacente per l’attrice romana e gli altri bravissimi interpreti di questa storia davvero difficile da raccontare e portare sul piccolo schermo. Una vicenda di mala giustizia ma anche di amore, come ha specificato la stessa Sabrina alle pagine di IsaeChia.it:

Questa è sicuramente una storia di mala giustizia, di un gravissimo errore giudiziario, ma è anche una grande storia d’amore, perché questa famiglia si amerà fino alla fine, nonostante il torto che subisce, nonostante la bimba venga data in adozione anche se il padre dal Tribunale penale venga alla fine giudicato innocente. E’ una famiglia che non si arrenderà mai, che si cercherà, e di una madre che non accetterà mai il pensiero per il quale il marito viene indagato e ingiustamente incarcerato, ovvero un’accusa falsa di molestie sulla figlia, questa donna crederà fino alla fine all’innocenza del marito, crederà fino alla fine di riprendersi la figlia come poi effettivamente succederà.

Essere fedele ad un personaggio così complesso, rispettando il suo amore, la sua sofferenza, ma anche tutta la sua determinazione non è infatti stata una cosa facile per l’attrice romana:

Probabilmente la parte più difficile di questo personaggio è stata quella di rimanere sul filo del rasoio tra combattere contro la giustizia e non perdere mai calore e vicinanza verso il resto della famiglia che andava a disgregarsi, che andava a chiudersi con quello che stava vivendo. In un certo senso pur essendo colpita al 100% da questa tragedia, questa è stata una donna che ha riempito sempre di forza e speranza il resto della famiglia.

La Ferilli ha voluto infine incontrare i reali protagonisti solo alla fine delle riprese, non ha voluto creare in loro false aspettative, mantenendo sempre quello stretto e necessario distacco tra il dolore reale da loro vissuto e quello che lei è riuscita a riportare sulla scena in qualità di attrice:

Io i due genitori della vicenda li ho voluti incontrare solo il giorno della conferenza stampa, perché non volevo che ci fossero false aspettative, non volevo che tra me – che sono un’attrice e vengo chiamata a recitare un copione e a interpretare un ruolo – e queste persone che autenticamente avevano sofferto e vissuto questa sofferenza ci fosse una sorta di transfert che a me non piace quasi mai. Mi piace l’adesione a certe storie perché sono storie che vanno oltre alla partecipazione emotiva, sono delle forme di protesta vigorosa nei confronti di quello che è stato fatto, con la speranza che venga anche trovata una soluzione a questo stallo giuridico che c’è tra il tribunale penale e quello minorile, ma il mio ruolo deve essere vicino e attento ma non deve essere mai scambiato per quelli che hanno vissuto questo dolore, proprio perché io sono chiamata a fare un film.

Nel video in apertura del post trovate tutte le dichiarazioni integrali che Sabrina ha rilasciato a noi di IsaeChia.it. Voi state seguendo questa serie tv? Vi è piaciuta la prima puntata?