‘Stranger Things’, Millie Bobby Brown si racconta a ‘Vanity Fair’ e confida: “Per ottenere una parte ho detto una bugia!”

Gaia Settembre 5, 2019

‘Stranger Things’, Millie Bobby Brown si racconta a ‘Vanity Fair’ e confida: “Per ottenere una parte ho detto una bugia!”

Millie Bobby Brown: quindici anni e un successo fenomenale. Giovanissima, determinata e dalle idee molto chiare, è lei la protagonista assoluta di Stranger Things, la serie tv del momento distribuita da Netflix.

Di genere fantascientifico, il telefilm è ambientato negli anni Ottanta nella cittadina fittizia di Hawkins, in Indiana. Tutto ha inizio con la sospetta scomparsa di un bambino e con la contemporanea apparizione di una strana ragazzina con poteri telecinetici, Eleven (Undici), fuggita da un laboratorio segreto, interpretata proprio da Millie.

Sono passati ben quattro anni dalla prima stagione di Stranger Things e l’attrice ha confidato alle pagine di Vanity Fair le sue emozioni.

Essere una teenager vuol dire sentirsi diversa ogni giorno. Il corpo cambia così rapidamente, le ciglia si allungano, il timbro della voce si fa più basso. Quando mi guardo nella prima stagione, non mi sembra di avere undici anni ma due. Parlavo con una vocina (lo dice in tono acuto imitando proprio se stessa a quell’età, ndr). È un’opportunità speciale quella di potersi rivedere a distanza di tempo.

Una vita all’insegna del cambiamento, quella di Millie: nata vicino Malaga, in Spagna, dove i genitori gestivano un ristorante, si è poi trasferita con la famiglia in Inghilterra, in seguito a Los Angeles e quindi un altro paio di avanti e indietro tra Gran Bretagna e Stati Uniti. I genitori le hanno trasmesso la passione per i viaggi e l’avventura, dunque trasferirsi non è mai stato per lei un problema.

Prima di diventare la protagonista di Stranger Things, però, ha vissuto anni abbastanza difficili.

Non è capitato tutto all’improvviso come potrebbe sembrare. Quella serie è stata davvero un colpo di fortuna, arrivato dopo due anni di lavoro senza sosta: spot pubblicitari, audizioni su audizioni… Vivevamo a una trentina di chilometri da Los Angeles: andare avanti e indietro con l’auto era costoso, per cui mio padre mi aiutava a provare la scena per il provino e, se non ricordavo tutte le battute, non mi accompagnava neppure, per evitare di buttare via i  soldi. In realtà, ero sempre preparata (ride, ndr), ma mi scartavano perché ero inglese. Per questo, a un certo punto, ho deciso che avrei fatto finta di essere americana: appena ottenuto il ruolo, ricominciavo a parlare con il mio accento britannico. Mi guardavano sbalorditi e io: “Troppo tardi, il contratto è firmato!

Giovane ma molto scaltra, nella sua vita da adolescente non ordinaria la famiglia le è sempre stata vicino anche dal punto di vista lavorativo.

Mia sorella maggiore e un amico dei miei genitori mi fanno da assistenti; ogni decisione di lavoro viene discussa con mia madre, mio padre e mio fratello: le sceneggiature, i contratti, le iniziative di beneficenza… Siamo come sei gemelli. Capiscono al volo ciò che voglio. Con mia mamma basta uno sguardo; anche con papà succedono cose strane, tipo che pensiamo la stessa cosa nello stesso esatto momento.

L’attrice (che – pur non badando troppo ai numeri – ha quasi il doppio di follower del presidente Trump e di Madonna) ha affermato di avere come obiettivo quello di diffondere gentilezza, amore e buonumore sui social network, senza dimenticarsi mai dei suoi fan.

Oltre ad essere stata la più giovane ad essere inserita nella lista delle cento persone più influenti al mondo dalla rivista Time, ha fondato anche una società di produzione, il che fa di lei la più giovane produttrice di sempre.

A Hollywood: magari ce ne sono di più piccole di me in qualche altra parte del mondo. È nata un anno fa, l’abbiamo chiamata PCMA, dalle iniziali di noi figli: mia sorella grande Paige, mio fratello Charlie, io Millie e la piccola Ava.

La Bobby Brown ha esternato infine un aspetto più intimo del suo carattere, che non siamo soliti vedere nel suo personaggio: la sua grande sensibilità.

Nel mio lavoro devi saper accettare le critiche, e io sono molto sensibile, quindi se mi dici qualcosa che non mi torna del tutto, ho bisogno subito di spiegazioni, voglio sapere se devo arrabbiarmi, sentirmi triste o cosa. Ci sono parecchi aspetti di me stessa sui quali voglio lavorare perché non mi accontento mai.

E voi siete fan di Undici?

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