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Alfonso Signorini nella lettera d’addio a Chi parla del caso che lo ha investito dopo le rivelazioni di Fabrizio Corona

“Consentitemi due parole su quello che mi è accaduto…”, ha scritto il giornalista

Alessia S. 04/03/2026

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Alfonso Signorini ex conduttore del Grande Fratello Vip è stato dal 2006 al 2023 direttore editoriale di Chi il magazine di costume del gruppo Mondadori.

Dopo 17 anni ha scelto di lasciare l’incarico per “una decisione maturata da anni”.

Nella sua lunga lettera di addio ci tiene a precisare che il caso che lo ha coinvolto, dopo le accuse dell’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona, non ha nulla a che vedere con questa scelta, ma ha voluto comunque parlare della situazione.

Fra ringraziamenti e saluti, l’ex direttore ha ribadito che non scenderà nel dettaglio, perché pensa che alcune battaglie vadano combattute nelle sedi opportune, ma ha parlato con molta chiarezza di un “sottoscala” nascosto che “si nutre di menzogne e cattiverie“.

Qui un estratto della lunghissima lettera:

Consentitemi due parole anche su quello che mi è accaduto, o per meglio dire su quello che mi ha investito negli ultimi mesi. Lo sapete, non ho mai voluto parlarne. E continuerò a farlo. Un po’ perché sono convinto che lo squallore si commenti da solo, un po’ perché sono convinto che certe battaglie non si debbano combattere pubblicamente, ma nelle sedi opportune.

Quanto è successo non ha minimamente influenzato una decisione che avevo maturato da anni. Esiste e continuerà ad esistere un mondo meraviglioso da raccontare, ma c’è anche uno squallido sottoscala, per fortuna assai più ristretto, fatto da chi vive ai margini, che si nutre di menzogne e di cattiverie. Un sottoscala fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, una ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine stesso.

Avrò modo di spiegarvi meglio tutto quello a cui sto alludendo. Non vedo l’ora di farlo, anche perché il mio rapporto con voi, care lettrici e cari lettori, si è sempre basato sulla chiarezza e l’onestà e difendere la mia professionalità e la mia persona è importante. Ma non è questo il momento. Ora voglio dividere con voi la gioia, il piacere, l’orgoglio di dire grazie. Quando si vive una esperienza importante è giusto essere grati a chi tutti questi anni li ha condivisi e in qualche modo consentiti.

Grazie per primi a voi, che mi avete seguito con amore, vicinanza, premura. In un cassetto del mio studio conserverò sempre tutte le vostre mail, le vostre lettere, i vostri telegrammi che mi sono arrivati nei giorni più tristi della mia vita, come la morte dei miei genitori, ma anche in quelli più lieti, come la condivisione di un evento per voi importante o, più semplicemente, per l’apprezzamento dei miei editoriali, che leggete in tantissimi con grande attenzione e affetto. Vi ringrazio anche per le migliaia di messaggi di solidarietà, di incoraggiamento, che mi avete inviato in queste ultime settimane e che mi hanno trasmesso una forza incredibile. Il nostro rapporto non si chiuderà qui, ne sono certo.

Ci ritroveremo in futuro e sarà ancora più bello. Desidero ringraziare qui il mio Editore, Marina Berlusconi. So che non mi mancheranno le nostre telefonate o i nostri weekend, perché continueremo a farli, ma mi mancheranno la sua lungimiranza, il suo profondo buon senso, anche il suo pragmatismo nel lavoro, che la rendono tanto simile a suo padre. Un uomo unico, Silvio Berlusconi, una sorta di extraterrestre, come lo definivo spesso, che ho avuto il privilegio di frequentare e di cui essere amico. In lui ho trovato un uomo generoso, leale, sempre vicino nell’incoraggiarmi, nel dividere i miei successi e sempre disposto a non lasciarmi solo anche nei momenti difficili: un vero leader, irraggiungibile tanto nelle imprese che ha creato quanto nel suo impegno politico e sociale. Ringrazio i vertici storici della Mondadori, con cui ho collaborato: Maurizio Costa, Ernesto Mauri, Antonio Porro, ma anche Nini Briglia e Gianni Vallardi. Ringrazio Carlo Mandelli, Amministratore delegato di Mondadori Media, caro amico, con cui divido l’amore per lo sport e per la montagna, oltre che la passione per questo lavoro. Ringrazio il mio editor della sezione Narrativa, Alberto Gelsumini, uomo colto e sensibile, che mi ha incoraggiato nel mio esordio da romanziere.

Ringrazio i tre direttori, che sono stati un faro per la mia crescita professionale: Silvana Giacobini, Carlo Rossella, Pietro Calabrese.

Ringrazio i colleghi che porterò sempre nel cuore: il compianto Alfredo Chiesa, Renzo Allegri, mio mito e punto di riferimento professionale, Massimo Borgnis, amico leale, assai paziente e di grande caratura, una persona che sono sicuro apparterrà sempre alla mia vita. Ringrazio la mia redazione, fatta di professionisti capaci, entusiasti e ineguagliabili. Una squadra unica e speciale che qualsiasi Direttore vorrebbe trovare al suo fianco. Ringrazio la mia fedelissima segretaria Claudia Cerea, vero caporale della mia vita e pezzo del mio cuore. Vorrei nominare tutti uno per uno, credetemi, ma non basterebbero dieci editoriali per dare onore a tutti quelli che hanno contribuito a rendere Chi il giornale che è e a rendere me la persona che sono.

E ora, care lettrici e cari lettori, vi saluto. Alla mia maniera, perché la vita non smetterà mai di offrirci altre occasioni, altre giornate in cui vivere, sorridere, arrabbiarci, emozionarci. Altre pagine bianche tutte da scrivere. Perciò, ora come allora… Alla prossima!

Alfonso Signorini.

 

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