Televisione
Beatrice Arnera e lo sfogo social contro il suo ex Andrea Pisani e Gianluca Gazzoli: “Perseguitata da messaggi di odio e inviti al suicidi0′
L'attrice ha pubblicato alcuni dei terribili insulti ricevuti in questi mesi: "Nessuna donna dovrebbe avere paura di lasciare il proprio partner"
Isa 02/01/2026

E’ uno sfogo durissimo quello pubblicato pochi minuti fa da Beatrice Arnera sul suo profilo ufficiale su Instagram.
L’attrice, recentemente al centro del gossip per la relazione col collega Raoul Bova, iniziata dopo la fine del legame col padre di sua figlia, il comico Andrea Pisani, ha pubblicato nelle sue Instagram Stories una carrellata di terribili insulti arrivati nei suoi messaggi privati da parte di alcuni follower.
‘Put*ana traditrice, dovresti m0rire‘, ‘M*rda umana, fai schifo traditrice‘, ‘Tua figlia aveva una settimana e ti sc0pavi un altro con la s0rca rotta‘, ‘Fai schifo, cancellati dai social sei una m*rda‘, ‘Tr*iaggine pura‘: questi sono solo alcuni degli insulti che la Arnera ha ricevuto in privato e ha reso pubblici su Instagram
Ed a seguire uno sfogo dell’attrice, che attribuisce la responsabilità di questa ingiustificabile ondata di odio social alla puntata del podcast di Gianluca Gazzoli in cui è stato ospite il suo ex Pisani, che, tra le lacrime, aveva lungamente parlato della loro separazione (QUI per leggere l’articolo in merito):
Una donna che si separa e mesi dopo sceglie di iniziare una nuova relazione è perseguitata da messaggi di odio, minacce e inviti al suicidio. Nel 2026.
Sono mesi che vivo questa condizione. Mesi. Precisamente dall’uscita della pirotecnica puntata del basement in cui Gazzoli si improvvisa psicoterapeuta e il padre di mia figlia racconta una storia piena di inesattezze.
La Arnera ha continuato:
Nessuna donna dovrebbe avere paura di lasciare il proprio partner. Nessun essere umano dovrebbe provare vergogna o timore di subire ripercussioni se decide di lasciare il proprio partner.
Insegnerò a mia figlia che se non sta più bene, è libera di andarsene da qualsiasi situazione. Senza dover nemmeno dare troppe spiegazioni, a mamma, a papà, ai social o all’Italia intera.
Perché grazie a Dio non siamo sassi, siamo esseri umani, e se non stiamo bene dove siamo, siamo liberi di andarcene.
E dovrebbe essere un diritto, che non dovrebbe subire conseguenze violente, insulti, minacce di morte o di gravi ripercussioni sul lavoro.













