Gossip

Chiara Ferragni torna sui social dopo il proscioglimento: “Oggi non festeggio una vittoria, oggi chiudo un capitolo!”

L’influencer ha così commentato la vicenda che l’ha vista protagonista negli ultimi due anni a causa del Pandoro-gate

Giada 15/01/2026

article-post

Durante la sentenza di ieri Chiara Ferragni è stata prosciolta dall’accusa di truffa aggravata per il caso del Pandoro-Gate (ve ne abbiamo parlato QUI).

La Ferragni era stata accusata, come noto, di truffa aggravata riguardo al caso della presunta beneficenza legata alle vendite del pandoro Pink Christmas Balocco e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. L’influencer era stata imputata in relazione ai presunti messaggi ingannevoli che aveva diffuso attraverso i suoi profili social che, secondo l’accusa, lasciavano intendere che parte del ricavato derivato dalla vendita sarebbe finito in beneficenza.

Questa interpretazione non è stata riconosciuta dal giudice, anche grazie al ritiro da parte del Codacons della querela a seguito di un accordo risarcitorio con la influencer, ed ha quindi disposto il proscioglimento per estinzione del reato riqualificato in truffa semplice.

Dopo la sentenza, l’influencer, è tornata sui social postando un post in cui celebra la fine di questo triste capitolo:

Il mio procedimento si è chiuso ieri con un proscioglimento. Il giudice ha stabilito che non c’erano nemmeno i presupposti per un processo penale. E’ una frase semplice, tecnica, definitiva sul piano penale. Ed è giusto partire da qui.

Questi due anni sono stati a dir poco complessi. Non perché avessi dubbi su me stessa, ma perché vivere sotto giudizio continuo, senza poter rispondere, senza poter spiegare, ti mette alla prova in modo profondo.

Mi sono sempre presa la responsabilità per ciò che riguardava la pubblicità ingannevole. Ho capito che era stato un errore, ed era giusto riconoscerlo. L’ho fatto: ho pagato, ho corretto, ho chiesto scusa.

Il mio cachet in quelle operazioni era fisso, non guadagnavo in base alle vendite. Ero all’apice della mia immagine e del mio lavoro. Non esisteva alcun motivo, nè economico nè sensato, per cui io potessi voler ingannare qualcuno.

Proprio per questo una cosa è un errore amministrativo, un’altra un reato penale. E non sono mai state la stessa cosa.

La decisione di ieri non è una “assoluzione a metà” come qualcuno ha tentato di far credere. E’, se possibile, qualcosa di ancora più chiaro: significa che questo processo, così come era stato costruito, non aveva nemmeno i presupposti per esistere fino in fondo. Non è: “Non sappiamo come è andata”. E’: “Non c’erano le basi per portare avanti un procedimento penale”.

Ed è forse questa la parte più forte di tutte. Perché vuol dire che per due anni sono rimasta ferma, esposta, giudicata, per qualcosa che non avrebbe nemmeno dovuto avere questo percorso.

Non lo dico con rabbia. Lo dico con consapevolezza. Con la lucidità di chi sa di aver affrontato tutto senza scappare, senza nascondersi, rispettando la giustizia e il silenzio anche quando era la cosa più difficile da fare.

Oggi non festeggio una vittoria. Oggi chiudo un capitolo.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Chiara Ferragni ✨ (@chiaraferragni)

Potrebbe interessarti anche