Grande Fratello

Clizia Incorvaia risponde alla moglie di Francesco Sarcina: “Smentisco le sue astiose inesattezze, per fortuna che…”

L’ex Vippona del Grande Fratello é intervenuta dopo le dure dichiarazioni di Nayra Garibo, moglie del cantante

Giusy 22/01/2026

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Sulle pagine di Fanpage.it è arrivata tramite il suo legale, la secca smentita di Clizia Incorvaia alle parole di Nayra Garibo, moglie di Francesco Sarcina, l’uomo dal quale ha avuto la sua primogenita.

L’ex Vippona di una passata edizione del Grande Fratello Vip, nel corso di una puntata di Verissimo, aveva parlato della della sua relazione con il cantante, rilasciando alcune dichiarazioni che avevano generato una dura reazione nell’attuale compagna del frontman de Le Vibrazioni.

Durante un’intervista, la modella aveva voluto difendere il marito, fornendo una sua versione dei fatti.

Versione prontamente smentita da Clizia tramite l’avvocato David Leggi.

Le dichiarazioni al noto webmagazine:

Non posso non smentire le astiose inesattezze, volendo essere garbati, contenute nelle dichiarazioni della sig.ra Garibo che, fortunatamente per lei, non ha vissuto insieme a me e il signor Francesco Sarcina quando ancora eravamo sposati. È giusto concederle il beneficio del dubbio, come a tutti coloro ai quali un episodio, un fatto o la fine di un rapporto viene “raccontato” – da una sola delle parti – e se ne fanno promotori, per atto di fede, come se fosse la pura verità. Ho sempre scelto di non rendere pubblico ciò che è meglio rimanga “privato” nell’interesse di mia figlia Nina e, forse, anche di altre persone che ne subirebbero indirettamente (e incolpevolmente) le conseguenze e non intenderò venir meno, almeno oggi, a questo mio personale impegno per contraddire chi potrebbe non sapere. Le medesime ragioni di tutela che, anni fa, mi hanno trattenuta proprio dall’“andare in Questura” e che oggi, laddove ingiustamente accusata di “diffamare” qualcuno, non avrei problemi a superare. Sarò ben lieta, dunque, di documentare dinanzi all’Autorità Giudiziaria come sono andate effettivamente le cose, laddove dovessi esser chiamata a “difendermi” per l’iniziativa, però, di chi non può non sapere la verità e, ciononostante, decida di denunciare il falso, assumendosene conseguentemente la responsabilità. Mi sia consentita, infine, una piccola parentesi in ordine alla frequentazione della piccola Nina con il papà: vi è un documento sottoscritto da me e dal sig. Sarcina che regola il sacrosanto diritto di Nina di vedere il proprio padre, sia a Milano che a Roma. Osservarlo a me non sembra né un “ricatto morale” né una “pressione continua”. E per capire se sia stato osservato o meno, anche in questo caso, esistono i documenti, non le parole. Vi ringrazio per avermi concesso questo piccolo spazio, non certo per la “mia visibilità”, ma per dovere di verità.

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