Gian Maria Sainato parla per la prima volta della morte del padre per annegamento e spiega perché non si è trattato di suicidio

Il protagonista dell'ultima edizione dell'Isola ha poi rivelato quale famosissimo personaggio noto lo ha (inaspettatamente) contattato dopo il tragico evento

Carola Gennaio 25, 2024

Gian Maria Sainato parla per la prima volta della morte del padre per annegamento e spiega perché non si è trattato di suicidio

Gian Maria Sainato è stato sicuramente uno dei protagonisti indiscussi dell’ultima edizione de L’Isola dei famosi e proprio durante la sua permanenza in Honduras ha parlato del difficile rapporto con il padre.

Lo scorso 29 agosto, poi, Gian Maria ha ricevuto la notizia della morte del padre per annegamento, che per lui è stato un vero e proprio shock, soprattutto perché non ha avuto modo di chiarirsi con lui e di salutarlo, come raccontato dall’ex naufrago nel corso di un’intervista rilasciata a Fanpage:

Da quel maledetto 29 agosto, non c’è un solo giorno in cui il dolore mi abbia abbandonato. Ho vissuto uno shock che mi ha portato delle conseguenze. Ho dovuto chiedere un supporto psicologico, perché sono stato così male da sfiorare la depressione. Mi hanno raccontato che quel giorno mio padre era felicissimo, poi la tragedia. Non ci siamo neanche salutati, non mi do pace, non doveva finire così.

Sainato ha spiegato poi di aver appreso della tragedia attraverso una chiamata della madre:

Quel tragico giorno mi ha chiamato mia madre. Avevo appena fatto la doccia, il cellulare era lontano. Di solito, se non rispondo, riprova dopo mezz’ora. Quella volta, però, prima mi ha telefonato e subito dopo ha provato a contattarmi anche su Whatsapp. Ho risposto e mi ha detto che mio padre si era sentito male in acqua ed era morto, la notizia più brutta della mia vita. Ero a Milano. Ero sotto shock. Ho prenotato subito il primo aereo che partiva tre ore dopo e sono corso a Sapri. Il viaggio è stato terribile. Ero solo, leggevo le notizie che scorrevano su tutti i giornali. La gente che mi incontrava in aeroporto, mi abbracciava, ma non trovavo conforto in nulla in quel momento. La mia testa era su quella spiaggia a Sapri. Quando sono arrivato, sono andato alla camera ardente, allestita per due giorni, poi ci sono stati i funerali.

L’ex naufrago ha poi proseguito il suo racconto, spiegando di essere stato molto male e di aver sfiorato la depressione:

In realtà ho provato uno shock che mi ha portato delle conseguenze, sono stato così male da sfiorare la depressione. Non mi do pace, non doveva finire in questo modo. Non è giusto che abbia perso la vita per una cosa così banale.

Sainato ha anche aggiunto che non si è trattato di suicidio:

È andato a fare il bagno, ha avuto un malore ed è morto in acqua. Mio padre aveva una grande passione per il mare, che conosceva bene anche come subacqueo. Inoltre, lavorava part time come pescatore con una paranza. Lo faceva più per passione che per necessità, perché aveva già un lavoro come barbiere e parrucchiere. Anche se era una giornata d’estate, calda, con la gente sulla spiaggia, il mare era agitato. Quella mattina ha fatto la spesa, poi ha detto a mia madre: “Vado a fare il bagno perché c’è il mare come piace a me, poi torno e preparo il pranzo”. Insomma, tutto tranquillo, regolare quotidianità. Conosceva il mare e pensava di poterlo gestire anche se mosso. Non ha ascoltato i consigli degli amici che gli dicevano di non entrare in acqua. Mi hanno raccontato che era felicissimo prima di fare il bagno, lui era come un bambino quando vedeva il mare agitato. Si è tuffato e ha nuotato con le pinne subacquee, ha giocato e scherzato nell’acqua, poi si è sentito male. Lo hanno visto scuotere le braccia, purtroppo questo gesto non è stato inteso come una richiesta d’aiuto. Nel giro di un minuto e mezzo, ha iniziato a comparire e scomparire tra le onde. Poi, un’onda lo ha travolto e lo ha riportato a riva. Hanno provato a rianimarlo, gli hanno fatto il massaggio cardiaco, hanno tentato di liberarlo dall’acqua. L’ambulanza è arrivata subito, ma non c’era più niente da fare.

A determinare la sua morte è stato quindi un malore:

Sicuramente sì. Anzi, ne approfitto per smentire l’ipotesi del suicidio. Aveva comprato due pacchetti di sigarette, aveva fatto la spesa per cucinare, era felice. Tutte situazioni che non fanno pensare a un gesto volontario. Purtroppo, da un po’ di tempo, le sue condizioni fisiche andavano peggiorando, a causa di un problema di dipendenza sul quale preferisco non scendere nei dettagli. Ha incamerato acqua, il suo fisico era debilitato dalla malattia e non ha avuto la possibilità di salvarsi.

Infine, l’ex naufrago ha spiegato di non essere ancora riuscito a metabolizzare il fatto di non aver chiarito con lui:

Purtroppo no e questo mi affligge ogni giorno. Non perché non gli abbia voluto parlare io, ma la sua situazione non era a favore. Anche lui, in questi anni, non ha mai fatto niente per venirmi incontro. Papà, purtroppo, non voleva farsi curare e ciò rendeva difficile avvicinarsi a lui, era imprevedibile. Questa situazione ha fatto soffrire la nostra famiglia e me più di tutti, provocandomi tanta tristezza. A un certo punto, ci siamo distaccati entrambi. Non mi ha mai cercato, forse perché sapeva che sbagliava. Con la sua morte, il fatto di non avere vissuto negli ultimi anni un rapporto da padre e figlio, mi ha inflitto ancora più sofferenza.

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