Televisione
Sanremo 2026, svelata la scenografia sul palco dell’Ariston: l’ immagine ufficiale
Ecco qual è l’obiettivo voluto dall’architetto Riccardo Bocchini
Carola 07/02/2026

Come ogni anno, c’è grande curiosità attorno al Festival di Sanremo, la cui nuova edizione andrà in onda su Rai Uno dal 24 al 28 febbraio, con la conduzione di Carlo Conti.
Negli ultimi mesi sono stati resi noti i nomi dei 30 big in gara, dei finalisti di Sanremo Giovani e di molti dei co conduttori che affiancheranno il conduttore e direttore artistico sul palco del Teatro Ariston.
Conti infatti ha svelato che al suo fianco per tutte e cinque le serate ci sarà Laura Pausini, che si esibirà anche in alcuni dei suoi grandi successi, ma anche in performance inedite. Oltre a lei ogni sera si alterneranno diverse co conduttrici e co conduttori, tra cui Achille Lauro, Lillo Petrolo e Andrea Pucci.
Un altro grande punto di domanda di ogni festival è la scenografia: ogni anno infatti, cambia per fornire ai telespettatori e al pubblico presente in sala la migliore esperienza possibile. A curare le scenografie quest’anno è stato l’architetto Riccardo Bocchini, che ha così spiegato le scelte stilistiche fatte:
La scenografia di quest’anno è tesa a sottolineare non solo la forma della struttura, ma un’audace rottura degli schemi geometrici tradizionali, un connubio tra Asimmetria e Magia Musicale. Una scenografia dove l’asimmetria delle linee, diventa il linguaggio privilegiato per raccontare l’espansione dello spazio. Lontana dalla rigidità dei canoni classici, la scena giocherà su volumi sbilanciati e linee che fuggiranno verso direzioni inaspettate mantenendo un’armonia di linguaggio. Questa scelta non è puramente estetica, ma profondamente simbolica: l’asimmetria riflette la natura stessa della musica contemporanea, imprevedibile, fluida e mai statica.
E ancora:
La scena si insinua verso la platea e si innalza da una parte verso la galleria e dall’altra nei tre piani dell’orchestra, annullando la distanza tra chi esegue e chi ascolta. Ogni canzone verrà rappresentata grazie a delle configurazioni tecnologiche che allungandosi e/o comprimendosi, permetteranno di cambiare le prospettive visive.La manipolazione del progetto scenografico, quindi, verrà plasmata attraverso un ‘boccascena teatrale’, architettonico, asimmetrico, che si alzerà e si allungherà in tre fascioni che avvolgeranno palco e platea, percorrendo ed abbracciando tutto il teatro. Questo segno si ricomporrà nella sua centralità con “l’ingresso” della scala motorizzata. Un imponente sipario motorizzato di ledwall a scorrimento orizzontale si aprirà, scoprendo la scala, che “entrerà” in scena con uno spettacolare ingresso degno della tradizione teatrale. Al centro del fronte scena, si troverà un sipario tecnologico, scorrevole, motorizzato, con varie conformazioni, modificando ogni volta la tipologia del fronte scena. Proprio come una melodia che non è mai una linea retta, così lo spazio scenico si piegherà e si estenderà per accogliere il suono, creando un’armonia dinamica che abbraccerà l’artista secondo un concetto di espansione dello spazio dove, il limite fisico del palcoscenico dell’Ariston sembrerà dissolversi. Una Scena al servizio dell’Emozione dove l’architettura si metterà al servizio dell’immateriale.
L’architetto ha quindi concluso:
L’obiettivo è chiaro: trasformare il contenitore televisivo in un tempio della percezione, fondendo la rappresentazione visiva con una libertà creativa. Una scena in totale sinergia con il direttore della fotografia Mario Catapano: attraverso accensioni e spegnimenti, potrà trasformarsi da tutta nera a tutta bianca attraverso un gioco tra materiali scenici, sceno-luminosi e grafica; con l’esperta e preziosa regia di Maurizio Pagnussat: molte telecamere inserite nella scena si muoveranno alla ricerca di nuovi angoli di ripresa per far vivere il palco a 360 gradi.
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