Temptation Island
Temptation Island, aggredito il figlio di un’ex protagonista del reality: “Colpito al viso con una bottiglia, due operazioni d’urgenza”
“Un’esperienza che non dimenticherò mai”, il racconto sui social
Valeria 18/08/2026

Il figlio di un’ex protagonista di Temptation Island è stato vittima di un’aggressione in pieno viso.
Stiamo parlando di Stefano Rochira, il figlio di Sabrina Martinengo.

Ricordiamo che la donna aveva partecipato insieme all’ormai ex fidanzato Nicola Tedde nel 2019 al famoso viaggio nei sentimenti di Canale 5. I due avevano deciso di mettere alla prova i loro sentimenti a Temptation Island, per capire quanto fosse pesante la loro differenza di età di 12 anni.
Nonostante gli alti e bassi però alla fine dello show i due avevano deciso di uscire insieme e dare una possibilità al loro amore. Purtroppo però le loro strade di lì a poco si sono del tutto divise.
Oggi Sabrina continua a dare priorità alla sua famiglia e sta continuando a dedicarsi all’amore dei suoi 3 figli. Uno di questi, Stefano, purtroppo ha avuto una brutta disavventura e a raccontarlo è stato il diretto interessato sui social:
Sabato 7 agosto, intorno alle 4.00 del mattino, vengo colpito a tradimento da una bottiglia sul viso. La mia colpa? Aver offerto conforto a una ragazzina che ho visto crescere in casa mia e che, ormai donna, piangeva sola su una scalinata.
Le forze dell’ordine e il personale sanitario intervengono immediatamente e vengo trasportato in ospedale. Chiamare mia madre, raccontarle frettolosamente ciò che era successo per poi sentire la sua voce spezzarsi, penso sia stata la sensazione più brutta della mia vita.
Il figlio dell’ex protagonista di Temptation Island ha prontamente subìto ben due operazioni d’urgenza:
Subisco due operazioni d’urgenza in contemporanea: la ricostruzione del naso e la sutura della cornea. Dovevano cercare di salvarmi l’occhio. Dal momento del risveglio mi sono ritrovato in una bolla che, ancora oggi, fatico a metabolizzare.
Auguro a qualsiasi persona sulla Terra di ricevere, almeno una volta nella vita, l’amore che ho provato sulla mia pelle in questi giorni.
Quell’amore che ti cura più delle medicine. Le lacrime di una madre e gli abbracci di un padre, capaci di sanare ferite che nessun farmaco potrebbe curare. Le mie sorelle meravigliose che, nonostante ogni attrito, hanno dato tutto.
Immancabile il ringraziamento agli affetti cari che in quel momento delicato gli sono stati vicino:
E avere una donna accanto che ti guarda ferito, inerme, e senza battere ciglio, per 96 ore non si schioda da quella scomoda e scricchiolante brandina piazzata accanto al letto d’ospedale, arrivando persino a cambiarti le mutande.
Gli amici. I fratelli di una vita. Quelli che si presentano nonostante i divieti. E il mio team, il mio coach, al mio angolo, nel match più duro della mia vita, fino ad oggi.
Non penso esistano parole per descrivere l’energia di questi giorni. Non penso di poter contare il numero di messaggi, chiamate e notifiche ricevuti. E non penso che potrò mai ricambiare abbastanza tutta la solidarietà che ho ricevuto da una Cuneo che, troppo spesso, è ben poco solidale.
Ho imparato che puoi essere un fighter allenato, una persona sveglia, abituata a tenere gli occhi aperti in ogni situazione, ma certe cose non sono prevedibili.
Infine il figlio di Sabrina Martinengo, ex protagonista di Temptation Island, ha tenuto a mandare un messaggio di sensibilizzazione a coloro che hanno letto il suo post:
Spero che la gente possa capire che un gesto scellerato del genere poteva succedere ovunque. E spero soprattutto che non venga colpevolizzato uno dei pochi locali che ancora riescono a dare una parvenza di movida a Cuneo, gestito da un padre e un figlio che mi sono stati accanto, mettendomi sempre al primo posto, come pochi titolari avrebbero fatto.
Spero anche che non venga colpevolizzata un’intera etnia per le barbarie commesse da un singolo elemento. Perché sono stati numerosi gli albanesi intorno al mio letto d’ospedale. E ancora di più quelli che mi hanno scritto e mostrato vicinanza in una situazione così delicata.
Ma ciò che più mi auguro è che la gente capisca che non esiste amore in mezzo a tanta violenza. Io non sono guarito. Il viaggio è ancora lungo. Ma una cosa è certa: questa è stata, e sarà, un’esperienza che non dimenticherò mai.Una menzione d’onore al dottor Bellanca, dritto al punto, senza fronzoli, e con una preparazione encomiabile, non avrei potuto ricevere cure migliori, grazie doc.
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La mamma infine ha condiviso il post del figlio ma anche aggiunto una foto di vicinanza:









