Dopo sei anni torna il ‘Maurizio Costanzo Show’, ospiti delle prima puntata Maria De Filippi, Mara Venier e Sabrina Ferilli

Maurizio Costanzo

Pubblico in piedi e teatro nuovo, così è ripartito il Maurizio Costanzo Show, storico talk targato Mediaset con alla guida il giornalista romano marito di Maria De Filippi. Sono passati sei anni, infatti, da quando il sipario era calato sul programma che per ventisei stagioni aveva tenuto compagnia a milioni di telespettatori occupandosi di svariati temi dall’intrattenimento puro, al sociale passando per la cronaca e il costume.

La prima puntata andata in onda ieri sera su Rete 4  si è occupata di famiglia, e per parlarne sono intervenuti diversi ospiti, dalla moglie di Costanzo, all’opinionista de L’Isola dei Famosi Mara Venier, da Rocco Siffredi con sua moglie Rosza Tassi all’ex gieffina Marina La Rosa, da Sabrina Ferilli con il papà a tre donne speciali: Erminia Manfredi, Morena Zapparoli e Marina Donato che sono state al fianco di uomini altrettanto speciali come Nino Manfredi, Gianfranco Funari e Corrado Mantoni.

Dopo aver ricordato le partecipazioni dell’oggi Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alle precedenti edizioni del MCS, si è continuato a parlare del passato. Tra gli ospiti, infatti c’era Enzo Iacchetti, lanciato proprio da Costanzo ed ora su quel palco per la centotrentottesima volta. Il conduttore di Striscia la Notizia in qualità di veterano del gruppo ha giocato con il resto degli ospiti. La sua attenzione e le sue battute sono state soprattutto per Rocco Siffredi e per l’incontenibile Mara, che continuava a perdere il microfono nel décolleté. La Venier è stata quasi una disturbatrice ieri sera, rubando un po’ il ruolo che spetterebbe a Mirco Lincetto, che seduto in prima fila è intervenuto varie volte cantando e facendo battute.

Divertentissima la parentesi dedicata alla Ferilli e  a suo padre Giuliano, che però aveva perso l’auricolare e aveva bisogno di assistenza per capire le domande: Sabrina, infatti, si è calate quindi nei panni di Olga Fernando per aiutarlo, dando luogo a un siparietto davvero comico. Molto tenera anche la presenza della De Filippi, che seduta accanto a Maurizio l’ha supportato per tutto il tempo. Maria si è lamentata perché non riceveva domande dal marito che, però, le ha semplicemente chiesto: “Stiamo insieme da 25 anni, sposati da 20. Lo rifaresti?“. La risposta della conduttrice di C’è Posta per te poteva essere una sola: ““.

E voi avete visto la prima puntata del Maurizio Costanzo Show?

Maurizio Costanzo Show

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29 commenti

  1. sakurakoji1973

    Ho visto Alba Ferilli ridere del fornetto in cui hanno messo un giovane ragazzo morto. Un aneddoto davvero molto divertente.

  2. ahimè,io c’ero.frequentavo il vivo. tutte le sere.facevo notte,nonostante la scuola del giorno dopo.mi piaceva,il vivo.per cui,ieri ,piansi dolorosamente sul morto.
    +sto a mezzo lutto.mezza chiusa in me.mezza muta.dissi metà.

    • Io ho rivisto alcune cose sul tubo, per scrupolo, anni fa, anche se è diverso. Le megaliti, Carmelo Bene, Taricone, alcuni maghi e persone comuni, pure, mi pare.
      La mia maestra di matematica alle elementari era un’appassionata, brava signora.

  3. sakurakoji1973

    Riesumato il post! Allora ero io che non lo trovavo. Povera Maria,non era a suo agio come voleva far apparire. Anche lei ogni tanto deve fare qualcosa controvoglia
    Io pure c’ero,soprattutto quando gli ospiti erano Sgarbi,Mughini,Zecchi,la mitica che conviveva con l’alieno,Sonia Cassiani,Alessandro Golinelli e una maga completamente pazza

  4. Ha fatto il 5,63, la media Rete quattro (20,30-22,30) oscilla in questo due settimane tra il 4 e il 5, quindi considerato che è, come tutti i programmi, iniziato e finito dopo in media, il traino era un po più basso, ma anche la concorrenza. Insomma senza infamia e senza lode, più che dignitoso.
    TC 5.90 G 4.64 O 5.74
    Però ha generato un sacco di tweet

  5. il vivo parlava con gente da circo di strada.usava parole nuove,leccandosi i baffi e standosene comodo nella camicia giusto-collo.povero vivo.il morto non gli assomiglia neanche.hai voglia a far sedute spiritiche.
    +la resurrezione al terzo giorno,mica roba da tutti,è.

    • È con lui che in Italia è esploso tutto! Non tutto tutto, ma molto. Così si dice.
      Lui, Funari, la tv della gente con la gente, il privato.
      Ancora si vede nella tv di Maria, per quanto lei non sia un pupazzo, anzi … però l’over è una sua idea.
      Io sono proprio curioso, su lui, su loro, ma no quelle cose lì che interessano ai maiali , il rapporto intellettuale, come si regolano, perché si sono scelti, chi fa cosa a casa, il figlio, eccetera.
      Perché per me non è interesse, di certo non è convenienza (lei non è una bellona, lui non è scemo).
      Per me si rispettano, anche se il lavoro, il potere, eccetera, sono importanti.
      Però mi piace che siano riservati, molto.
      Ad Amici però, forse, il vestito faceva intravedere, in certe inquadrature … neanche voglio dirlo. Comunque non si fa, ok le gambe a Got Talent, ma non esageriamo! Maurizio intervieni!
      Comunque alla fine sono quattro prime serate, mi sembra il minimo dargliele.

      • lei e lui parlan,da sempre, la stessa lingua.lei assorbì tanto da lui,suo maestro,non certo in quanto pupazza,ma in quanto somma estimatrice.sempre pensato.mai frainteso.
        +hai ragione.sul fatto dell’intervento sull’operato altrui.sbagliai.fu la pancia.è un’insensata.
        +tu,che non frequentasti il vivo,che ne dici di quello di ieri?a parte l’ultimo desiderio da concedere ,(senza metter becco)all’amato,dico.chiedo al solo cervello di twe.
        +brava,la maestra di matematica.l’avrei voluta per me.io son ciuccia.soprattutto in matematica.poca capacità di concentrazione.e pensavo che l’algebra fosse un gioco.

  6. e dalla clerici se ne andaron tutti ,pure i cameramen e bla e la jella è una voglia segreta di chi la teme.
    +non so cosa dicano i tweet.so che dei morti, di solito ,si dice bene.se non altro,per rispetto della morte.hai visto mai?
    + se fossi io,cotanto morto,non sarei fiero di me. e se l’amassi il morto,glielo direi.e delle curve non c’è certezza.

  7. Io l’ ho seguito molto negli anni precedenti. Sono molto felice che e’ tornato. Ma quindi, va in onda su Rete 4, sapete il giorno e l’ orario?

  8. Cercherò di essere freddo come può esser freddo un colpo di fulmine e caldo come può esser caldo un colpo della strega, proprio come un cervello che elabora.
    Alcuni elementi, non secondari, mi sembra non siano stati presi in considerazione ed è necessario farlo prima di ogni altra considerazione.
    La collocazione nel palinsesto, in primo luogo.
    Che cosa possiamo intuire dalla collocazione nel palinsesto?
    La prima cosa che possiamo intuire è che si tratta di un’altra cosa, non nel senso dei contenuti o della forma, ma nel senso delle intenzioni e degli obiettivi.
    Rete 4 è la rete anziana di Mediaset, la domenica è una giornata sentimentalmente molto diversa dai cinque giorni lavorativi. È per certi versi simile al venerdì e per altri al sabato, ma è certamente molto diversa dal lunedì o dal mercoledì. La prima serata è molto diversa dalla seconda serata.
    Allora dobbiamo chiederci? Perché? La risposta più plausibile è questa: Costanzo può permettersi di fare quello che vuole, ma quello che vuole fare non è qualcosa su cui Mediaset dovrebbe puntare. A differenza di quella seconda serata.
    Secondo: perché questo programma?
    Questo programma non è semplicemente un tributo, ma lo è anche.
    Non stiamo parlando dei contenuti, dico che non è solamente un tributo in relazione agli ascolti che ha realizzato. Domenica Rete 4 deve limitarsi a non fare troppa concorrenza a una Canale 5 che di suo non spinge, mantenendosi più o meno in media rete.
    Immagino che lo scontro non sia tanto con Rai3, che è una rete anziana, ma che la domenica propone contenuti molto diversi da quelli congeniali al pubblico di Rete4.
    Diciamo che ruba un po qui e un po là, mantenendo quella che è in qualche modo la sua identità di rete.
    Ma, questo programma, è anche un tributo, un tributo che sarebbe doveroso per un uomo che tanto ha dato a quella azienda, ma che forse è più che altro un tributo alla moglie, reso possibile anche dall’ulteriore invecchiamento della platea televisiva e dal declino del pubblico delle generaliste, motivo per cui è pensabile una prima serata al, poniamo 3% (ascolto di molti esperimenti in prima serata andati su Rai3)
    Detto questo passiamo a quel che si è visto:
    Quel che ho visto è il Parioli in tempo di crisi, forse l’aspetto maggiormente in sintonia con lo spirito del tempo. Quel che ho visto è, in un certo qual modo, uno spettro, ma io non ho proprio niente contro lo spettro.E aldilà di me Rete 4 è il canale delle repliche, delle telenovela in costume, dei gialli che guardava mio papà (lì o su La7), sempre gli stessi.
    Non è come Rai1, ma ci sono degli elementi in comune. Rai1 è un anestetico, Rete4 un tranquillante, entrambi tendono, in un modo o nell’altro, a rassicurare e a conciliare il sonno.
    E cosa tranquillizza più delle vecchie abitudini? Io c’ero, lui c’era e adesso siamo di nuovo assieme, è rimasto tutto come l’avevamo lasciato, meglio salutarci una volta di più che non si sa mai. Uno spettro allora, non tutti gli spettri sono inquietanti e non tutti gli spettri parlano dall’oltretomba. Semplicemente si spostano su Rete4.
    Il programma è del ’98, ma il conduttore sa di essere nel ’15, ma al conduttore non interessa.
    Quindi si accontenta di far scattare meccanismi lasciando che si trascinino fino a diventare familiari, offrire qualche guizzo solo se annoiato, godendosi una simulazione dei bei vecchi tempi andati.
    Esistono molti tipi di risate, alcune di queste vengono suscitate da qualcosa che non dovrebbe far ridere. In questo caso non parlo delle gaffes o della crisi di nervi, parlo dell’influenza della maggioranza, del condizionamento classico, dell’apprendimento per imitazione, intendo il disturbatore. Il disturbatore non faceva ridere, certe battute degli ospiti non facevano ridere, ma era diventati tormentoni senza ragion d’essere, leitmotiv.
    Io ti assicuro che sorridevo perché era giusto sorridere, la televisione me l’ha cortesemente intimato con questa operazione nostalgia ed io l’ho fatto volentieri.
    Tutti parlavano con tutti e tutti apparentemente non dicevano nulla, ma questo ha a che fare con il ritmo, un ritmo da seconda serata, il ritmo di una famiglia numerosa dove tutti s’interrompono, dove ognuno segue e non segue, come una chat di un mmorpg: una conversazione collettiva in cui ognuno assume il suo ruolo, senza sforzo.
    A me piace questo ritmo sincopato, marchio di fabbrica, nella serata di ieri simile a quello dei discorsi all’ospizio il giorno delle visite.
    La durata è apprezzabile, coerente con le motivazioni che l’hanno spinto a chiudere il Costanzo Show e fedele al minutaggio dell’originale.
    Mara era Mara, e va bene. Iacchetti era Iacchetti, e va bene.
    Sabrina è stata la figlia di suo padre, e va bene.
    Rocco è stato il padre dei figli e il marito della moglie e perlomeno ha assolto la sua funzione di pretesto. Anche Marina era un pretesto.
    Tutti quanto erano pretesti, tutti quanti siamo pretesti.
    C’è stato l’omaggio ai defunti.
    Che ti devo dire Coen? L’Italia è un paese in qualche modo fermo agli anni ’40, ma la carica eversiva degli anni ’80 e degli anni ’90 questo programma non ce l’ha più, non ce la può avere, ma già dissi, sono cambiati gli obiettivi e le intenzioni.
    Non si tratta più di un quotidiano, non è più un ambiente surriscaldato, non è più lottare giorno per giorno, è il Divo che guarda Renato Zero in tv cantare I migliori anni della nostra vita.
    E che dire di Maria? Maria è chiaramente ancora sul pezzo, vuole essere ancora sul pezzo, ha imparato bene dal maestro, ma lo rispetta.
    La domanda, la seconda domanda, fatta a Maria, la risposta. La faccia di lui e di lei, la voce di lui e di lei, è valsa il mio tempo.
    Non fosse stato per Maria e Maurizio, non fosse stato che mi sto prendendo una pausa, non avrei detto lo stesso, ma il cervello non è lo yin del cuore.
    Un’altra cosa che ho notato è il telefono di Maria, era difficile che fosse altrimenti, ma un po speravo che non avesse un’Iphone. Nulla contro, ma un Android top di gamma sarebbe stato più in sintonia con il suo ruolo di regina del popolo, magari con un buon rapporto qualità prezzo, ma tanto il popolo questo non lo sa.
    Credo di aver detto fin troppo, ma in questo caso sono stato sollecitato.

  9. io dissi: vidi un fantasma.di uno che conoscevo.di uno che frequentavo.
    io dissi:sbagliai.non si nega il supporto a chi si ama.anche se è tutto sbagliato.anche se non ci si crede.
    io dissi.quel che dissi potrebbe capirlo appieno chiunque avesse guardato,per anni, –colombo– su rete 4.
    tu fosti bravo.fosti più cervello di twe di quanto pensavo tu riuscissi ad essere,parlando di maria.io capii.

  10. alleluia,il fantasma si fece carne.
    alleluia,il vivo ritornò.
    alleluia,colui potrà esser ciò che fu.

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