Giorgio Manetti dixit, Alba Palamenghi respondit

Trono over

Giorgio Manetti replica alle affermazioni di Alba Palamenghi che nella puntata precedente l’aveva definito un attore: “Volevo specificare il ruolo di attore in una relazione sentimentale o nei rapporti tra esseri umani. L’attore è una persona che si alza la mattina e praticamente o sul lavoro o quando torna a casa o la sera, colui o colei è lo stesso, racconta delle cose che non sono vere, e questo succede in tanti rapporti. L’attore è quella persona che non è mai se stesso oppure lo è soltanto in parte, come diceva Alba, no? ‘Sei un attore non ci credo‘… ti garantisco, Alba, che io sono … l’attore è la persona che non è se stesso, è l’uomo che torna a casa con la camicia un po’ sgualcita che dice ‘Sono stato a giocare a carte con gli amici‘ e magari non è vero. Oppure la moglie che il marito è fuori al lavoro e la trovi al centro commerciale, sai che è sposata, e certi sguardi potrebbero condurre a qualcos’altro, quella è una vera attrice. Ci sono attori molto più bravi di me, io non sono un attore perché io sono me stesso, Alba.”

Alba Palamenghi: “Hai capito che messaggio mandi? Mandi un messaggio che questa è la normalità quando è l’anormalità quello che fai tu! Perché in genere, nella vita c’è anche l’onestà e ci sono i rapporti che durano, c’è gente che è sposata e si ama, gente che per anni e per sempre sta con la stessa persona. Quindi non mandare un messaggio che questo tuo comportamento, o il comportamento di Gemma, è la normalità… non sarai un attore ma non sei neanche normale!”

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10 commenti

  1. Non ci credo nemmeno io, ma sono d’accordo con Alba!!!!

  2. gli rode molto sul tema corna, al gabbiano, mi sa che deve averne ricevute in dono molte.Praticamente ha paura di impegnarsi perchè tanto poi sarà( giustamente) cornificato, ecco la verità.Sarebbe più simpatico se l’ammettesse, che ha bisogno di una donna in lacrime attaccata ai pantaloni, disposta ad annularsi per lui.Dopo la mamma, non se ne trovano molte, farebbe bene a tenersi stretta Gem.

  3. L’amore che lega due persone non ha la stessa intensità dall’inizio alla fine, può incontrare prove e dubbi, può vivere non solo di luce ma anche di ombre, e rivelarsi abbastanza forte o naufragare con dolore.

    Giorgio parla con la leggerezza di un palloncino d’elio (altro che gabbiano!), semplifica l’esistenza con la linearità dei binari, e – pur essendo fondamentalmente una persona pacifica – risulta di fatto abbastanza spietato nel maneggiare i rapporti. Perché per lui tutto è precario, tutto è in divenire, le sue decisioni dipendono dalla luna con cui si sveglia al mattino e dalla direzione del vento nel corso della giornata. E in effetti così funziona quando sono le sensazioni ad essere ricercate e non i sentimenti… e certamente a tutti capitano periodi un po’ così…ma farne addirittura una filosofia! Significa avere la profondità d’animo di una pasta sfoglia tirata molto sottile.

  4. parlo di quel che dice.colui,mai, mi piacque.cosa disse di sbagliato?dov’è la malafede in chi si affigge ,in fronte,il manifesto del suo credo,per non esser equivoco,per non esser frainteso,per non dare dolore?.dov’è la malafede,se non in chi finge di starci pur di starci per,poi,urlare di sdegno?chi usò chi?

  5. Il gabbiano ha trovato la ricetta della felicità, ovvero ascoltare i segnali del proprio corpo, le sensazioni, i desideri. Purtroppo sono stata educata diversamente e nemmeno i segnali del corpo asvolto, al punto che per andare alla toilette, dovró prendere ferie, figuriamoci le sensazioni.Lo invidioe lo compatisco.

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