Alessandro Gassman: “A 50 anni, mia moglie mi guarda ancora. Spero che continui così!”

Di Edicola - 8 giugno 2015 09:06:42

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Grazie al personaggio di Marco, interpretato nella commedia Il nome del figlio, Alessandro Gassman è candidato come miglior attore ai David di Donatello. Un riconoscimento che si contende con Riccardo Scamarcio ed Elio Germano, anch’essi ammirati non solo per le loro doti da attore, ma anche per l’affascinante presenza. Perché, a 50 anni compiuti, il figlio di Vittorio Gassman è considerato ancora un vero sex symbol: “Mia moglie mi guarda ancora, quindi non mi posso lamentare” ha commentato lui. “Sono fortunato. Ho incontrato una donna con la quale vivo da 22 anni e spero di continuare così. Ci sosteniamo e sopportiamo a vicenda. E poi riusciamo a sorprenderci ancora: ci sono aspetti suoi e miei che, secondo me, dobbiamo ancora scoprire del tutto. E non è poco” aggiunge lui. Quando gli si chiede cosa ha significato per lui il 50esimo compleanno, Alessandro risponde: “E’ stato un po’ come una ripartenza: mi sono regalato due mesi di stop dal lavoro, per avere un po’ di tempo da dedicare a me stesso e alla famiglia. Ho fatto anche un check up completo, la fisioterapia giusta per risanare una spalla che aveva sempre avuto problemi dopo un incidente di diversi anni fa…Mi sento in forma. Certo, avrei voluto migliorare le mie prestazioni a pallacanestro, ma ormai a 50 anni non credo di poterci riuscire!“. Quando gli si chiede, invece, se come padre è severo come lo è stato il suo, risponde: “Sono esigente, ho dato a mio figlio molti obblighi: quello di leggere il giornale, di staccare il cellulare la notte e di collegarsi a internet un’ora e mezzo al giorno e non di più. Cerco di evitare che diventi come tanti ragazzi di oggi. Il suo nome, Leo, lo ha scelto mio padre. Io volevo chiamarlo Leonardo, mia moglie Leone. Ma mio padre disse: ‘Leone non va bene, perché se non sarà troppo coraggioso, così si darà la zappa sui piedi. Leonardo mi sembra un nome troppo importante, quello di un genio…Meglio Leo!“. Infine, quando gli si chiede del suo rapporto con la fede, dato il ruolo di prete che interpreta nel film Se Dio vuole, Gassman risponde: “Ho un buon rapporto con la fede, ma non con la chiesa: da ragazzo andavo in una scuola di preti, dove i maschi erano divisi dalle femmine. Però mi piacerebbe che ci fossero più sacerdoti come il ‘mio’ Don Pietro: uno che si sporca le mani e aiuta chi ha bisogno. Di recente sono stato in Giordania e Libano come ambasciatore di Unhcr e lì ci sono molti preti sul campo ad aiutare i bisognosi. La regola dovrebbe essere predicare di meno e fare molto di più“.

Fonte: Nuovo