Alberto dixit, Giorgio Manetti respondit

Di Isa - 18 marzo 2016 13:03:03

Trono over

Giorgio Manetti si rivolge ad Alberto e fa riferimento all’rvw in cui quest’ultimo lo ha accusato di essere un nullafacente: “Volevo dire, Alberto, mi riferisco a quello che hai detto nell’rvm. Al di là del fatto che mi sento lusingatissimo della tua attenzione nei miei confronti, perché che si chiami gelosia o che si chiami invidia va sempre bene, basta che tu parli di me…”

Alberto: “Se pensi questo ti fa bene, Giorgio…”

(…)

Giorgio Manetti: “Te cosa ne sai della mia vita? Niente! Perché io non ti conosco, Alberto, io ti ho sempre salutato in questo studio con educazione e gentilezza, quindi questi commenti li rimando al mittente. A parte che mi fa anche piacere, Alberto, perché la tua invidia e la tua gelosia, perché di questo si tratta (…) tu puoi dire “non sono d’accordo con Giorgio, come vive e come frequenta le signore“, ma te non ti puoi permettere di dire che io lavoro o non lavoro… che ne sai te delle mie finanze o delle mie attività? Ma che cavolo ne sai?”

Alberto: “Io non ho mai parlato delle tue finanze, assolutamente. Ho detto che siccome ti vedo, in giro affisso ai…”

Giorgio Manetti: “Io è una vita che giro, è da quando ho 19 anni che sono in giro per il mondo ma sta tranquillo, non c’è nessuno che mi rincorre, va bene? Io sono stato bene in tanti posti perché probabilmente sono una persona corretta, ho portato avanti tante attività probabilmente perché non ho mai rubato a nessuno e non nascondo le malefatte di nessuno quindi, voglio dire, te continua a fare il commercialista in Abruzzo, io continuo a fare la mia vita, che la reputo molto bella la mia. Ma sono contento della sua invidia e gelosia perché non fa altro che accrescere la mia convinzione…”

Alberto: “Sono d’accordo, se tu sei convinto di questa cosa qua ti puoi anche crogiolare di questa cosa qua, a me fa bene perché a te piace molto questo… siccome io poi sono uno che si alza la mattina prestissimo e va in ufficio tutti i giorni..”

Giorgio Manetti: “E allora? Ti rende una persona meglio di me?”