‘Amici di Maria De Filippi 15’: l’opinione di Chia sulla quarta puntata del serale

Di Chia - 24 aprile 2016 13:04:48

Amici di Maria De Filippi

Però che carino che è Michele Lanzeroti. Mai una parola fuori posto, mai un commento negativo sui suoi compagni d’avventura ad Amici di Maria De Filippi, mai presuntuoso o sopra le righe, e soprattutto un bravo ballerino. Tutto sommato la sua eliminazione alla quarta puntata del serale ci stava, visto che se non fosse stato per l’infortunio di Andreas Muller difficilmente avrebbe fatto parte della Squadra Blu e nella Squadra Bianca l’avrebbero sacrificato alla prima puntata così come è stato per Emanuele Caruso, però sono contenta che abbia potuto godersi quest’esperienza fino a qui, così come ringrazio Elisa Toffoli per avergli offerto di lavorare al suo prossimo videoclip e auguro a questo pischelletto tutta la fortuna di questo mondo, perché un ragazzo così se la merita proprio.

Tra l’altro è sua la performance di ballo che ieri sera mi ha colpita di più: quel quadro di Giuliano Peparini contro la pedofilia è stato… da brividi. Sarà stato per la musica scelta (prima Grace Kelly di Mika e poi Sweet Dreams nella versione di Marilyn Manson) che non poteva risultare più adatta, sarà stato per la bravura dei ballerini sul palco, i cui volti -compreso quello di Michele– trasmettevano esattamente le sensazioni che una situazione del genere trasmette, ma io non ho potuto scollare gli occhi dal teleschermo nemmeno per un secondo, provando un inevitabile disgusto e avvertendo un brivido freddo lungo la schiena. Segno che questi artisti hanno fatto centro, tutti, dal coreografo all’ultimo dei danzatori. Bravissimi, davvero.

Ma tra un argomento serio e l’altro sono contenta che ci sia qualcuno come Gabriele Esposito che, ammiccando e ancheggiando, smorza un po’ la tensione. Difficile che uno con quel faccino così pulito mi smuova gli ormoni, questo no, però se dovessi scegliere se guardarmi una sua coreografia secsi o una più seria di Alessio La Padula (di cui riconosco la tecnica ma trovo fastidiosissima l’espressione facciale, e più gli dedicano interi daytime all’insegna dell’operazione simpatia tra dizionari e battute sulla Ferilli meno me lo fan piacere) opterei decisamente per la prima. Il mio preferito per la categoria ballo continua però ad essere Ale Gaudino, l’unico lì dentro capace di coniugare al meglio impegno e leggerezza, senza strafare.

Per quanto riguarda invece il canto, nella puntata di ieri ho trovato che i maschietti siano stati STREPITOSI.

Finalmente ho riconosciuto il Lele Esposito che tanto mi era piaciuto lo scorso anno a The Voice of Italy quando l’ho sentito eseguire quella meravigliosa versione voce e chitarra di Cade la Pioggia dei Negramaro. Stesso discorso per Sergio Sylvestre, che -dopo i casting di Amici 15 durante i quali mi aveva stra convinta- avevo visto un po’ appannato, ma ieri sera grazie a Can’t help falling in love e soprattutto nel duetto con Alessandra Amoroso sulle note di Let it Be è finalmente tornato quello dei tempi d’oro. E Daniele Incicco dei La Rua… caspita, che voce che ha sfoderato nel pezzo dei The Who! Ahilui non ha spopolato tra le stesse bimbeminkia che l’anno scorso stravedevano per Stash Fiordispino dei The Kolors, e quindi capita di leggere sui social pischellette stupite che i La Rua non siano ancora stati eliminati, ma, mode che lasciano il tempo che trovano a parte, trovo che lui e il suo gruppo siano fenomenali, i migliori tra tutti i cantanti rimasti in gara. E l’entusiasmo di Morgan di fronte alle loro performance mi suggerisce che forse non sono proprio sulla strada sbagliata, ecco.

Quello che a me stupisce non è certo la permanenza in gara dei La Rua, infatti, ma piuttosto quella di Elodie Di Patrizi. Passi ancora ancora Chiara Grispo, che a me personalmente alla lunga risulta un pochino noiosa ma le qualità è evidente che le abbia, ma con Elodie non ce la posso fare. Pompatissima da tutti, e mi continuo a chiedere il perché. Visto che se una riesce a sfoderarti l’espressione tragica anche quando intona Vogue non ci siamo proprio.