Grande Fratello

Grande Fratello, storico ex concorrente espulso per bestemmia: “Abbandonai la Casa in un silenzio irreale, c’era solo il rumore degli scatti dei fotografi”

“Venni oscurato da ogni clip, oggi invece vieni espulso, stai in studio e diventi parte integrante del programma”, ha commentato l’ex gieffino

Alessia S. 28/02/2026

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La quarta edizione del Grande Fratello, condotta allora da Barbara D’Urso fu memorabile.

Quell’anno vinse Serena Garitta e fu la stessa edizione di Patrick Pugliese, Ascanio Pacelli e Katia Pedrotti, per intenderci.

L’edizione andata in onda subito dopo, un’edizione particolare perché partì lo stesso anno, quella con Jonathan Kashania, ha avuto invece un primato singolare: fu la prima in cui un concorrente venne espulso a causa di una bestemmia.

Parliamo di Guido Genovesi, toscano che allora aveva 39 anni e dopo 44 giorni venne espulso senza possibilità di appello.

Intervistato da Fanpage ha confessato:

Non sapevo cosa fosse il GF e questa mia condizione fu contemporaneamente croce e delizia. Mi mostrai spontaneo e il mio comportamento rimase impresso a tutti. Però pagai quella stessa spontaneità. Fossi stato meno naturale, forse non mi sarebbe sfuggita quell’imprecazione. Il programma giocò sulla mia impulsività, che per settimane fece impennare gli ascolti.

Era sicuramente un personaggio particolare, divenne in breve l’idolo della Gialappa’s ma la sua carriera televisiva finì presto:

In televisione si cercano sempre i personaggi ed io ero un soggetto fuori dalle righe. Con la mia espulsione tutto mutò. La squalifica costò cara a Mediaset, che fu multata e si ritrovò tutti i comitati contro. Io diventai il capro espiatorio del Grande Fratello e il Grande Fratello il capro espiatorio di tutta la tv. Ma sai meglio di me che i capri espiatori servono per perpetuare il sistema.

Eppure era stato avvisato:

Prima di entrare ci avvisarono: “Potete fare tutto, ma siamo in Italia e la bestemmia è l’unico atto che può costarvi l’espulsione diretta”

E poi è stato espulso:

Da dentro faticavo a rendermi conto dell’effettiva gravità della situazione. Abbandonai la casa il mattino dopo in un silenzio irreale. Percorsi la strada di Cinecittà in mezzo ai fotografi che erano appostati. Sentivo solo i rumori degli scatti, c’era un clima da funerale.

Non c’erano precedenti a riguardo quindi la cosa fu presa molto seriamente:

Mi cancellarono da tutto. Il prezzo da pagare per continuare ad andare in onda fu la mia oscurazione. Una volta un tecnico si sfogò: ‘Guido, non sai che lavoro ci hai fatto fare. Abbiamo dovuto ombreggiarti e toglierti da tutte le clip’. Ero diventato un fantasma, c’era una croce su di me, ero morto. Continuarono a fare il programma a patto che non comparissi più. Era un’altra epoca. Adesso la bestemmia è quasi un trabocchetto: espelli il concorrente, lo chiami in studio e diventa parte integrante del reality.

Infine una riflessione su ciò che è stato “prima” e ciò che è stato “dopo”:

Non mi ha cambiato come persona, ma è una tappa che mi ha segnato la vita, soprattutto in un’ottica cronologica. È come se la bestemmia fosse stata un anno zero. A volte mi domando: ‘Quella cosa è accaduta prima o dopo?’. Per il resto, mi è rimasta la popolarità alla quale ho voluto aggiungere del mio. Ho provato a dimostrare che possedevo dei contenuti. Non poteva rimanere solo quel ricordo, sarei stato un cogli***. Ho lavorato sulla notorietà, metabolizzandola in senso contenutistico. Ho voluto togliermi quell’etichetta, anche se mi sono accorto che non me ne libererò mai del tutto. La bestemmia rimarrà il mio biglietto da visita.

 

 

 

 

 

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