‘Isola 12’, Samantha De Grenet e la scioccante rivelazione: “Ho avuto un tumore, sono stata operata”

Martina 6 Febbraio, 2020

Samantha De Grenet

“Signora, lei ha un tumore. Si deve operare urgentemente. Risalgo sul motorino e inizio a piangere. Ma non per me. Non ero io. Ero mio figlio. Mio figlio era entrato dentro di me e io piangevo come se fossi lui. È difficile da spiegare, un dolore del genere. Un pugno in piena faccia”. Inizia così l’intervista che Samantha De Grenet ha concesso al settimanale Chi a oltre un anno e mezzo di distanza da quel maledetto giorno in cui le è crollato il mondo addosso.

Tutto è iniziato nel luglio del 2008, poco prima di partire con il marito per le vacanze estive:

Ero in barca con mio marito. Sentivo un bozzo strano, grosso, duro, sul seno destro. Lo toccavo con la mano e, dato che di lì a poco sarei dovuta partire per le vacanze, sono andata a farmi visitare per capire che cosa fosse. Ero convinta che si trattasse di una ghiandola infiammata. Mai avrei pensato di sentire quelle parole: “Signora, abbiamo un tumore di due centimetri da operare immediatamente”. Sono uscita, o meglio sono scappata. Ricordo di non avere nemmeno pagato la visita, ero completamente stordita. Dovevo andare subito dalla mia famiglia (si commuove, ndr).

La prima persona a cui l’ha confidato è stato proprio il marito, che le è stato sempre vicino dandole la forza necessaria per affrontare questo dolore:

Lui mi ha dato forza e speranza, ma dentro stavo male. Non volevo dirlo a mio figlio Brando. E pensare che tre giorni dopo sarei dovuta andare in Sardegna con lui… Insieme con mio marito abbiamo deciso di non dirgli nulla. L’ho accompagnato in Sardegna e, nel mentre, ho organizzato l’operazione. Non volevo che il mio bambino vivesse quel momento. Così l’ho portato in nave con la mia amica, fingendo di essere serena. Ricordo una scena: lui arriva e gioca subito a calcio con gli amici. Io, intanto, ero al telefono per parlare dell’assicurazione per la mia vita, di medici, di biopsia, di sala operatoria. Da lontano lo guardavo e sorridevo piangendo. Un casino totale.

Samantha ha scelto di non dire niente al figlio Brando, ma informare la sua famiglia era necessario, anche se non è stato certo semplice:

Lascio Brando in buone mani. Fisso l’operazione. Giorno 23 luglio. Trovo un dottore come quelli nelle favole, un angelo. Alberto Luini. Con lui nasce subito un rapporto di empatia. Ancora però non lo avevo detto a mio papà e alla mia famiglia (piange, ndr). Quando l’ho fatto, mio padre si è paralizzato. Mia madre mi guardava con gli occhi che si erano fatti piccoli piccoli. Mi ha fatto mille domande. Mio padre, invece, è rimasto muto. Di quel momento ricordo solo il silenzio. Oggi quelle immagini le ho cancellate, o meglio, non le ricordo. Non ricordo più nulla.

I pensieri prima dell’intervento sono stati tanti, e rivolti soprattutto al figlio. Per fortuna, però, tutto è andato per il meglio e al suo risveglio ha potuto tirare un grosso sospiro di sollievo:

Nella sala c’erano tutti. Tutti i miei affetti. Ma mancava mio figlio, per mia scelta. Nella testa mi rimbalzava un pensiero: “E se succede qual cosa? E se non lo rivedo?”. Il dottore delle favole dinanzi a questo mio sconforto mi ha rincuorato. Poche parole, ma mi hanno resa più tranquilla. L’intervento è durato sei ore. L’ultima immagine che ricordo è un “quadro” con le facce più importanti della mia vita. Al mio risveglio mi hanno detto che avevano tolto il male, tolto tutto. Il tumore al seno. Queste sono le parole che ricordo. L’oncologo che mi dice: “Lei è stata fortunata, non dovrà fare la chemioterapia. Facciamo solo radioterapia”.

A Brando ha rivelato tutta la verità solo una volta tornata a casa:

Brando è tornato dalla Sardegna, mio marito gli dice che ero a letto perché non stavo bene. Sento mentre sale le scale correndo. Quando mi vede, si paralizza. In modo molto leggero gli svelo che cosa mi era accaduto, ma senza pronunciare la parola tumore. Lui capisce che c’è qualcosa che va “oltre”. Provo a sminuire tutto, ma lui mi dice: “Mamma, ma hai un tumore?”. Lì sono crollata e ho raccontato la verità. Sono scoppiata in lacrime. Poi ho recuperato le forze e, piano piano, ho spiegato a Brando che era andato tutto bene. Quando è uscito dalla stanza, però, sono esplosa.

Oggi l’ex naufraga è finalmente serena, e ha scelto di raccontare la sua storia soprattutto per sostenere l’importanza della prevenzione:Grazie alla prevenzione, alla velocità, all’intuizione, se ne è andato e posso respirare”.

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