Le opinioni di Isa e Chia
Amici 25: l’opinione di Chia sulla semifinale
Chia 10/05/2026

Posso dire, ora che si avvia alla sua conclusione e domenica prossima verrà decretato ufficialmente il vincitore, che questa edizione di Amici è stata non dico tra le peggiori ma sicuramente tra le meno memorabili della storia del talent show di Maria De Filippi, o si offende qualcuno?
No, vero?
E non lo dico solo per il calo di ascolti (comunque rilevante, eh, visto che l’anno scorso il serale di Amici 24 aveva la media del 26% di share mentre stavolta a quella percentuale non ci siamo arrivati mai, nemmeno una volta, né alla prima puntata, che in teoria gode dell’effetto curiosità tra i telespettatori, né tantomeno ieri sera, nonostante la proclamazione dei finalisti di solito è abbastanza attesa tra i fan del talent, assestandoci su un – molto modesto, per gli standard amiciani – 22% di share medio) che sta coinvolgendo un po’ tutti i programmi di Queen Mary ultimamente, ma anche per la totale assenza – sia nella fase pomeridiana che a maggior ragione al serale – di novità, di guizzi imprevedibili, di meccanismi coinvolgenti e – soprattutto – di talenti oggettivi e imperdibili, di quelli che ti tengono incollati allo schermo dalla prima nota.
Da qualche anno in qua sembra di vedere in onda sempre la STESSA puntata in loop, con le STESSE immancabili e – dopo ventordici edizioni – pure noiosissime liti tra prof e persino gli STESSI inaspettati plot twist (ma dai, ma chi l’avrebbe mai detto che dopo tutta quella manfrina del “la finale è a 5, i posti sono solo 5” per cercare di creare un po’ di hype – spoiler: missione fallita! – all’ultima puntata ci sarebbero arrivati comunque tutti e sei gli allievi rimasti in gara, visto il casuale pareggio tra Angie e Lorenzo Salvetti nelle votazioni dei giudici?).

Diciamocelo, l’epilogo della semifinale di ieri è stato una BAGGIANATA ASSURDA. Assolutamente scontata e prevedibile, visto che è già successo mille volte nella storia amiciana che si creasse scientemente il panico tra gli allievi per un’eliminazione che poi guardatuchecaso non si verificava (semifinali comprese, eh… come dimenticare tutta la scenetta con Albe e Serena ad Amici 21?), ma pur sempre una baggianata.
Una finale a 6 dovrebbe essere sinonimo di una classe talmente forte ma talmente forte che viene difficile privarsi anche di uno solo di questi ragazzi… e onestamente non mi sembra il caso di Amici 25, ecco.
In un’edizione che pullulava di elementi tendenzialmente dimenticabili (anche se per dimenticarli bisognerebbe prima ricordarli, e a ‘sto giro era difficile anche quello…) una finale a 5 sarebbe stata più che sufficiente.
Era l’anno scorso che serviva una finale a 6, Marì, era lì che ci voleva il plot twist. E invece no, l’anno scorso che avevamo tra le mani una perla rara come Nicolò Filippucci noi linci il vincitore di Sanremo Giovani manco l’abbiamo fatto arrivare in finale.
C’è del lungimirante genio in questo pongoregolamento, eh.

Gli unici a tenere alta la bandiera di Amici quest’anno sono stati i ballerini, onestamente una spanna sopra (pure due o tre, in alcuni casi) i cantanti. Che Nicola Marchionni, Emiliano Fiasco e Alessio Di Ponzio siano stati i primi tre ad essere proclamati finalisti, ieri sera, è stata una delle poche cose giuste a cui abbiamo assistito in questo serale.
Tra le mie esibizioni preferite di ieri la travolgente Tous les memes di Alessio, quel celestiale passo a due sulle note di Total eclipse of the heart tra Emiliano e Marisol Castellanos (la bravura di questa ragazza non è sufficientemente celebrata ma è UNA DEA, mamma mia! Che sia repertorio classico o la peggiore tamarrata hip hop, lei è SEMPRE una bomba, pazzesco!) e soprattutto Ovunque sarai interpretata magistralmente da Nicola. Sarà la sua innegabile bravura mista all’emozionante e straziante racconto sulla sua mamma, sarà che questo pezzo di Irama mi devasta sempre, ma io mi sono proprio commossa ieri sera, una combo di una bellezza rara.
Una delle classi di danza migliori di sempre, quella di Amici 25, composta da allievi dotati di talento puro. Emozionanti, energici, molto diversi tra loro ma ognuno assolutamente fenomenale nel suo stile.
E infatti ancora mi scappa qualche bestem*ione all’idea che tra i finalisti non ci sia anche Alex Calu, che non solo è un ballerino di latino PAZZESCO (i suoi passi a due con Mattia Zenzola rimangono tra i momenti più fighi del serale) ma è anche l’allievo che in questi mesi aveva fatto i miglioramenti più evidenti. E in quella che dovrebbe essere una scuola (uso il condizionale visto che se qualche straniero negli ultimi mesi ha acceso la tv su Canale 5 avrà pensato di vedere un programma di beceri catfight tra prof più che una scuola di talenti, me sa…) un percorZo di crescita come il suo andava premiato. E ‘nvece…

Per quanto riguarda i cantanti, in alcuni casi mi pare addirittura che ci sia stata un’involuzione rispetto al pomeridiano. Gente che a settembre mi era sembrata molto forte poi col passare dei mesi si è spenta, dando vita a performance sempre meno incisive e convincenti.
E può essere che i prof fossero troppo presi a battibeccare tra loro per conquistarsi l’applauso del pubblico, da bravi vanesi egocentrici che sono, ma mai come in questa edizione penso che non si siano minimamente impegnati a valorizzare i propri ragazzi, a metterli in luce con esibizioni che gli calzassero a pennello, a far esplodere tutto il loro potenziale. L’unica cosa che ci tenevano a far esplodere era la giugulare del prof rivale, mi sa. Ed i risultati si sono visti (e sentiti) tutti.

Tra i tre cantanti arrivati in finale penso che Lorenzo se continuerà a studiare potrebbe sicuramente trovare una strada interessante, strada che per Elena D’Elia è già un pelino più definita (anche se – checché ne pensi Rudy Zerbi, insomma – “di nicchia” come diceva Anna Pettinelli, visto che le esibizioni che sono state più azzeccate tra quelle che ha portato in scena in questo serale sono state proprio quelle meno “popolari“), mentre Angie – nonostante ci creda moltissimo, e un po’ gliela invidio quell’immensa autostima con cui esclama che lei è fiera di fare “cose che funzionano“… e io glielo auguro pure di diventare davvero “commerciale” come pensa (già) di essere, ma per ora la verità è che questi singoli non stanno facendo nessun botto, anzi… – secondo me dovrebbe tentare la strada del musical, perché quei panni mi sembra le calzino benissimo.
Ma con tutto il bene per loro tre (perché alla fine si tratta pur sempre di ragazzi giovanissimi che non fanno altro che inseguire il loro sogno, e questo è comunque ammirabile) io mi auguro che domenica prossima ad alzare la coppa sarà uno dei ballerini, perché quest’anno non c’è stata proprio gara.









