Altri Reality

Matrimonio a prima vista, “come mai non c’eravate nello speciale dedicato alle coppie?”: Asia Marchesi e Anthony Giavarini svelano la verità

La neo mamma ha poi spiegato perché hanno deciso di mandare il piccolo Orlando all’asilo nido a 4 mesi e mezzo: “Non lo stiamo abbandonando ma…”

Carola 08/11/2026

article-post
Aggiungi Isa e Chia tra le tue fonti preferite su Google

Lo scorso mercoledì su Real Time è andata in onda una puntata speciale di Matrimonio a prima vista, in cui i tre esperti hanno avuto modo di incontrare alcune delle coppie più amate del programma che a distanza di anni stanno ancora insieme, e confrontarsi con loro su come hanno vissuto l’esperimento e come si sono evoluti i loro rapporti in tutto questo tempo.

Tra le coppie presenti Francesco Muzzi e Martina Pedaletti, Jessica Gregorio e Sergio Capozzi, Irene Pigneri e Matteo Riva, Luca Merlo e Roberta Murano. Grandi assenti Linda Manzoni e Federico Cortinovis e Anthony Giavarini e Asia Marchesi.

Proprio l’assenza di questi ultimi ha fatto particolarmente rumore tra i fan del programma, che si sono chiesti per quale motivo non fossero presenti nello speciale e se fossero stati invitati. A fare chiarezza ci ha pensato la stessa Asia, diventata mamma da poco del piccolo Orlando:

Grazie di cuore per tutti i bellissimi messaggi che ci avete scritto! Come sempre, mi piacerebbe rispondere a ognuno di voi, ma siete davvero tantissimi… quindi ho pensato di fare un po’ di chiarezza qui: Non abbiamo ricevuto alcun invito a partecipare alla puntata “extra” andata in onda questa sera.

Il motivo posso solo immaginarlo: probabilmente la mia data presunta del parto era troppo vicina alla data delle registrazioni. Ci sarebbe piaciuto davvero tanto esserci, rivedere gli esperti, rivivere alcune emozioni e, soprattutto, raccontarvi come è proseguita la nostra storia. Anche per chi ha seguito con noi l’inizio della nostra famiglia, magari senza avere i social, sarebbe stata una bella occasione per ritrovarci e condividere questo nuovo capitolo della nostra vita. Purtroppo è andata cosi e, chiaramente, non è dipeso da noi. Ma ci auguriamo con tutto il cuore che possa esserci un’altra occasione!

Grazie, come sempre, per la valanga d’amore e di affetto con cui continuate a ricoprirci. Non smetteremo mai di esservene grati! Un abbraccio grande da NOI!

La coppia ha poi parlato della decisione di iscrivere il loro bambino all’asilo nido già dai quattro mesi e mezzo. Una scelta che è valsa loro diverse critiche, e anche a queste la Marchesi ha deciso di replicare:

Abbiamo deciso di mandare nostro figlio al nido da gennaio, a 4 mesi e mezzo, perché crediamo sia una scelta positiva per lui e per la nostra famiglia. Io voglio tornare a lavorare, avere una mia entrata economica al 100%, mantenere la mia indipendenza, riprendere la mia routine e ritrovare un po’ di equilibrio mentale. Il papà lavora, certo, ma questo non significa che le mie esigenze e il mio benessere debbano passare in secondo piano. In più, vogliamo che nostro figlio impari a socializzare, condividere e stare con gli altri, cose che purtroppo oggi sembrano perdersi sempre di più.

Quanti bambini e ragazzi crescono nella bambagia, senza imparare a relazionarsi davvero con le altre persone? E comunque, visti alcuni commenti.. spoiler: l’asilo nido non è il patibolo! Non stiamo abbandonando nostro figlio, stiamo semplicemente cercando di costruire un equilibrio che faccia bene a tutti noi. Una mamma può amare immensamente suo figlio e amare anche sé stessa, desiderare di lavorare e sentirsi realizzata. Le due cose possono convivere tranquillamente. E un papà può condividere questa scelta senza essere considerato meno presente o meno amorevole.

Non mi sento una cattiva madre e i «goditelo» me li risparmio volentieri. Non è stare tutto il giorno con vostro figlio attaccato alla vestaglia a rendervi madri migliori di me. Se poi il tempo trascorso insieme è vissuto con stress, frustrazione ed esaurimento, forse vale la pena ricordare che la qualità del tempo conta quanto, se non più, della quantità.

Ogni famiglia ha i propri equilibri e le proprie necessità, e nessuno dovrebbe sentirsi in diritto di giudicare le scelte degli altri. Perché, a volte, saper lasciare andare, dare fiducia e accompagnare un figlio verso la propria indipendenza è una delle più grandi dimostrazioni che possiamo offrirgli.

Potrebbe interessarti anche