‘The Voice of Italy 3’: l’opinione di Isa sulla prima puntata

The Voice of Italy

La premessa è d’obbligo: io Raffaella Carrà la lovvavo tantissimo! Una parte di divertimento nel vedere The Voice era dato proprio dal guardare lei infagottata, a 70 anni, in quei mini pantaloni di pelle (che a me non sono entrati nemmeno a 13 di anni) che si scatenava in balli improvvisi o si interrogava sul sesso delle persone che si trovava davanti..

Mitica Raffaellona! Ti porteremo sempre nel Guore. *_*

Detto ciò io ve lo devo confessare: io AMO follemente il #teamFach!!!! Ma loro sono meravigliosi! Francesco Facchinetti è, a mio avviso, una persona carinissima, magari un po’ paraculo, certamente parecchio raccomandato, ma non è uno sborone, un montato né uno di quelli che si sente dieci passi avanti gli altri e Roby Facchinetti… beh, Roby è storia che cammina. Un uomo capace di essere intonato anche quando parla, un uomo che ogni volta che un concorrente sceglieva di entrare nel loro team ci regalava acuti che da casa mi facevano partire in automatico il ‘Dio delle cittàààààààààààààààààààààààà e dell’immensitààààààààààààààààààààà‘, l’uomo che inaspettatamente ci ha regalato anche una delle battute migliori della serata: “C’è un detto: Dio è ovunque, ma i Pooh ci hanno suonato almeno due volte!“. Amiamolo! Questo nuovo team al momento è approvatissimo e peraltro il connubio tra l’esperienza e l’orecchio attento di Roby ed il gusto più moderno di Francesco che, lavorando in radio, conosce anche bene cosa ‘va’ di questi tempi, può davvero portare a scelte ben mirate e può rivelarsi un elemento estremamente utile per arricchire il percorso dei concorrenti del #teamFach .

Per il resto è solo la prima puntata quindi i pareri non possono che essere estremamente superficiali, di voci interessanti ne ho sentite parecchie (impossibile non notare come basti una puntata di The Voice per sentire un numero di voci più belle rispetto a quelle proposte da Amici negli ultimi anni!) e di personaggi che potrebbero darci soddisfazioni ne ho adocchiati diversi ma al momento sono solo due, per motivi diversi, ad avermi davvero colpita.

La prima è Chiara Iezzi, già famosa insieme alla sorella con la quale componeva il duo Paola e Chiara che in passato ha realizzato più di una hit di successo. Ecco, a tal proposito io mi chiedo: ma perché? Ok, va bene apprezzare il coraggio di rimettersi in gioco a 40 anni e dopo aver avuto già un certo successo (e di coraggio ce ne vuole parecchio perché, parliamoci chiaro, la “tristitudine” di dover andare a The Voice per cercare un successo stabile e duraturo che in 40 anni non è mai arrivato è senza fine) però questo talent, e tutti i talent in generale, dovrebbero essere uno strumento per dare una chance di mostrarsi a talenti che questa chance non l’hanno mai avuta. L’Italia brulica di voci splendide, più o meno giovani, che l’occasione di proporsi al grande pubblico possono solo sognarla. The Voice aiuta a realizzare questo sogno e proprio per questo trovo ingiusto che si permetta a chi di chance nel tempo ne ha già avute diverse di essere messo allo stesso livello di chi, invece, fino ad ora ha solo potuto sognare e desiderare di cantare davanti ad una grande platea e di sentire la propria voce in radio. Anche perché chi ha vissuto gli anni ’90 da adolescente sa benissimo che Paola e Chiara non sono state il fenomeno di una canzone e via, loro di canzoni di successo ne hanno sfornata più di una, la loro non è stata una fugace apparizione del mondo dello spettacolo né il fenomeno ‘Paola e Chiara’ è stato un fenomeno locale: parliamo di un duo che per qualche anno di fila ha prodotto tormentoni estivi, ha cantato al (mitico) Festivalbar, passava in radio, ha intercettato MILIONI di telespettatori. Insomma le chance le hanno avute TUTTE. Se il successo non è rimasto nel tempo forse, a un certo punto, toccherebbe anche pensare a rassegnarsi.

L’altro concorrente che mi è rimasto in mente, ma per motivi molto più piacevoli, è il giovanissimo Raffaele Esposito: 18 anni, una chitarra e una voce da capogiro! Tra tutti è sicuramente quello che più mi ha colpita se non altro perché, data la giovanissima età, il ragazzo ha tutte le potenzialità per diventare un grande. Niente note impossibili, niente acuti spaccatimpani… solo un timbro meraviglioso, uno stile molto internazionale e la semplicità di una voce graffiante accompagnata da qualche accordo di chitarra. Davvero forte, forte, forte (Raffa, ti penZo sempre *_* ). Però, lo confesso, non ho fatto nemmeno in tempo a godermi la scoperta di questo bel talento italiano che già mi sono abbandonata al pessimismo cosmico e mi sono immaginata come gli andrà a finire tra qualche anno. Solo e spersonalizzato. Sul palco di Sanremo. A cantare un pezzo scritto da KekkoDeiModà.