Silvia Toffanin: “La mia famiglia prima di tutto. I miei bambini rappresentano dei sogni realizzati”

Di Edicola - 30 ottobre 2015 13:10:14

Chi

Da poco più di un mese Silvia Toffanin è diventata mamma per la seconda volta, eppure è tornata in tv con la stessa energia di sempre, forse anche di più. Quando le si chiede cosa prova a vedere il primogenito Lorenzo Mattia che esce con il suo papà, mentre lei rimane a casa con la nuova arrivata, la piccola Sofia Valentina, la conduttrice di Verissimo racconta: “Vedo il mio compagno, Pier Silvio Berlusconi, che si allontana e il mio ometto che cresce accanto a lui. Vedo la protezione del padre verso il figlio e penso a quanto io sia fortunata. Poi abbasso lo sguardo e tra le mie braccia c’è lei, Sofia Valentina, così piccola e indifesa. La sera, prima di andare a letto, la ‘buonanotte’ può durare un tempo infinito. La guardo. Le parlo. Ascolto il respiro. Poi mi giro e vado via. Faccio due passi e torno indietro. E ricomincio il rito. Fino a quando…Arriva Lorenzo Mattia e mi dice: ‘Mamma, posso fare l’assistente tato per la sorellina?’. In realtà vuole le coccole anche lui ed è giusto che sia così. In questo periodo è strapreso dai supereroi americani. Un giorno è Hulk, un altro è Thor, e se sbaglio a chiamarlo si arrabbia“. Quando le si domanda con quale canzone descriverebbe questo periodo della sua vita, invece, risponde: “Tutte le melodie che parlano d’amore. Sarà che sono più sensibile, ma quando ascolto alcune canzoni mi commuovo. Provo una felicità incredibile”. Ma un secondo figlio è stato cercato o è stato…Una bella sorpresa? “Le cose accadono perché sono scritte in un progetto di vita che coinvolge tutti noi. Io sono credente e penso che Sofia sia arrivata per allargare il nostro concetto di famiglia. Non volevamo che Lorenzo crescesse da solo. Ora saranno in due. E saranno sempre fianco a fianco. Pier Silvio mi è stato accanto al momento del parto e rispetto alla prima volta era molto più a suo agio. La sua sicurezza mi ha aiutata. A Lorenzo Mattia glielo abbiamo detto insieme, quando ha iniziato a vedersi un po’ di pancia. Lorenzo era così felice che ha voluto chiamare lui tutti i parenti per comunicare la bella notizia! Il nome lo abbiamo scelto insieme. Volevamo due nomi italiani come per il primo figlio. All’inizio avevamo scelto Lucia, poi avendo chiamato il primogenito Lorenzo, abbiamo avuto paura che poi a scuola o i loro amici li prendessero in giro chiamandoli ‘Renzo e Lucia’, come i protagonisti dei Promessi Sposi. Allora abbiamo optato per Sofia Valentina, due nomi dai suoni dolci. Rivivere la gravidanza in modo consapevole è stato stupendo. Un periodo fantastico. Con Lorenzo avevo preso 26 chili, con Sofia fortunatamente 12. Ammetto che la nascita di Sofia Valentina ha mutato il mio essere. Non è facile da spiegare. Diciamo che oggi tutto mi scivola addosso. Loro sono la priorità su tutto, rappresentano i miei sogni realizzati. Abbiamo ripreso Verissimo, ho ricominciato a lavorare, ma prima di entrare in studio e subito dopo la puntata, prendo il telefono per sapere se è tutto apposto. Chiamo il mio ‘assistente tato’ e lui a volte mi sgrida. Sa che lavoro in tv. Ho aspettato quaranta giorni prima di tornare in pista anche se, nella prima puntata, ero nel mondo di pannolini e biberon quindi con la testa da tutt’altra parte. Quando io esco da casa dico sempre a Lorenzo Mattia: ‘Amore, vado a lavorare, ma vorrei stare con te. Lo sai’. Poi, lui mi vede in televisione che magari scherzo e sorrido e guai! Tomo a casa e mi dice: ‘Mamma non devi ridere, non devi baciare gli ospiti, non devi divertirti. Altrimenti stavi qui con me. Uffa, come dargli torto?“. Quando le si chiede qualche curiosità sul figlio, poi, Silvia rivela: “Tifa Milan e Rapallo, ma non mi chieda il motivo. Purtroppo ha già la fidanzatina! Cose da bambini. Ma sono rimasta sconvolta quando mi ha detto che aveva una fidanzatina a cinque anni!“. E poi conclude: “Non ho cercato la pianificazione di tutto ciò che ho oggi. Volevo una famiglia, poi è arrivato anche il resto. Che dire? Sono felice. Ho anche paura a dirlo“.

Fonte: Chi