Pagò una ragazzina per fare l’amore: condannato a un anno il marito di Alessandra Mussolini, ma lei l’ha già perdonato!

Di Edicola - 1 novembre 2015 09:11:42

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Si è conclusa in questi giorni la vicenda giudiziaria di Mauro Floriani, marito dell’europarlamentare di Forza Italia Alessandra Mussolini, detta la ‘nipotissima’ (sua zia è Sophia Loren e il nonno era Benito, il Duce). La storia è finita con un triste compromesso. Imputato per favoreggiamento della prostituzione minorile perché accusato di aver avuto rapporti sessuali con una delle due baby squillo di 14 e 16 anni che si prostituivano nel quartiere Parioli di Roma, Floriani è stato incastrato da intercettazioni telefoniche e foto. Così ha patteggiato e si è accordato con il giudice sulla sanzione, ridotta fino a un terzo rispetto a quella del rito ordinario. Alla fine è stato condannato a un anno di reclusione e 1.800 euro di multa. Per difendersi ha sempre detto di aver creduto che le ragazze fossero maggiorenni. Ironia della sorte, è stato messo alle strette dalla ‘Convenzione internazionale per la protezione dei minori contro l’abuso sessuale’, sostenuta nel 2010 proprio da sua moglie, la Mussolini, che ha sempre lottato contro la pedofilia: in base a quella normativa, spetta al ‘cliente’ dimostrare che l’età della minorenne non gli era nota. Floriani non ci è riuscito. L’uomo non andrà in cella ma questa rimane una brutta storia, di cui fanno le spese i tre figli e la moglie. E pensare che Alessandra a suo tempo propose addirittura la castrazione chimica per i pedofili. E, se è vero che molte baby squillo si prostituiscono per scelta, magari mentendo sull’età, per la legge avere rapporti sessuali con loro costituisce comunque un reato. La Mussolini ha affrontato lo scandalo in silenzio, restando accanto al marito. La scelta è stata criticata da molti. C0me si spiega questo comportamento? Prima di tutto con l’amore profondo per Mauro. E anche con la convinzione che la famiglia sia sempre al primo posto. La pensa così anche la zia Sophia: per sposare Carlo Ponti, negli anni Settanta, quando il divorzio non era stato ancora introdotto in Italia, subì l’accusa di bigamia, dopo le nozze in Messico con il produttore. E fu soddisfatta soltanto quando Ponti, annullato il primo matrimonio, riuscì a regolarizzare la loro situazione. Per non parlare della nonna di Alessandra, Rachele: lei, in nome di un vincolo che riteneva comunque sacro e indissolubile, sopportò l’infedeltà abituale del Duce, morto insieme all’ultima amante, Claretta Petacci. La prova affrontata da Alessandra, visto il modo in cui il marito l’ha tradita, è di certo più dolorosa di ogni altra. Ma lei l’ha superata, mettendo da parte l’orgoglio. A sostenerla, raccontano gli amici, è stato soprattutto il pensiero per le figlie, legatissime al padre. Ragazze molto sensibili, più o meno coetanee delle baby squillo e quindi particolarmente coinvolte da un punto di vista emotivo. Il compito più arduo è stato quello di ricostruire il rapporto con il marito: un percorso difficile, in cui si è confidata soltanto con la madre. Maria Scicolone, prima moglie del terzogenito del Duce, Romano Mussolini (anch’egli un marito infedele, secondo una specie di maledizione familiare). Di certo la storia di Mauro Floriani, dirigente di Trenitalia, è comune a quella di tanti uomini maturi e con ruoli sociali importanti. E solleva un interrogativo: com’è possibile che la voglia di emozioni proibite possa spingere a pagare una ragazzina per fare l’amore, mettendo a rischio la reputazione e la famiglia? “Certe scelte nascono da quei lato oscuro che è dentro ognuno di noi“, spiega la psicoterapeuta Irene Bozzi. “Impulsi perversi, solitamente soffocati dai freni inibitori, talvolta si scatenano anche in modo occasionale. I motivi che generano certi comportamenti, anche in persone insospettabile, sono tanti. Per esempio una crisi esistenziale oppure il senso della giovinezza che sfugge. A molti uomini maturi avere rapporti con una ragazzina dà l’illusione di fermare il tempo. Alcuni, per esorcizzare lo spettro della vecchiaia, si uniscono a donne molto giovani. E nascondono a se stessi, almeno nella maggior parte dei casi, la precarietà di certi legami squilibrati dall’eccessiva differenza d’età. Altri scelgono le baby squillo perché non intendono rinunciare a emozioni forti, ma vogliono evitare complicazioni sentimentali. Così pensano di non compromettere il rapporto con la moglie. Ma, se scoperti. dovranno fare i conti con la reazione della compagna, umiliata e offesa. Il perdono comporta un cammino lungo e difficile per cui, in questi casi, consiglio la psicoterapia di coppia. Sulla base dell’amore della donna, e del sincero ravvedimento dell’uomo, la famiglia può restare unita. Per dimenticare ci vuole tanta forza: soprattutto per evitare che i ricordi dolorosi e i rancori riaffiorino di continuo, avvelenando il rapporto coniugale. Bisogna che i coniugi abbiano entrambi la volontà di recuperare. In fondo, di un peccato, qualsiasi esso sia, ci si può pentire. E al partner si può sempre concedere una seconda chance“. E’ proprio quello che ha fatto la Mussolini: più volte si è mostrata in pubblico con il marito, l’ultima volta per le strade di Roma, vicini e a testa alta. Qualcuno insinua che possa essere una messa in scena. Tuttavia, visto il suo carattere impulsivo, certi gesti affettuosi che rivolge a Mauro potrebbero essere sinceri. D’altra parte neppure un’attrice da Oscar potrebbe nascondere tanto dolore…

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