Amici 20: l’opinione di Chia sulla seconda puntata

Chia 28 Marzo, 2021

Amici 20: l’opinione di Chia sulla seconda puntata

Ho come la sensazione che ci sia un po’ di confusione in chi ha il compito di decidere le sorti dei protagonisti dei reality e dei talent, ultimamente.

All’Isola 15 anziché preservare il becero trash ci teniamo le Francesca Lodo che pescano du pesci e rispediamo in Italia gli Akash Kumar che riescono a litigare anche coi paguri. E ad Amici 20 anziché preservare il talento ci teniamo il becero trash di Rosa Di (s) Grazia, che è così presuntuosa ed immotivatamente convinta da non accorgersi nemmeno che anziché lamentarsi di Alessandra Celentano che “sono 5 mesi che me ne dice di tutti i colori” le dovrebbe mandare a casa un cesto di frutta per ringraziarla, perché se non fosse per i suoi show iconici sulle “coreografie falsificate in maniera clandestina” (che da soli valgono il prezzo del biglietto, e reggono ogni volta l’intera puntata) COL CAVOLO che una come lei sarebbe arrivata al serale. Manco l’avrebbero fatta entrare a novembre, figuriamoci.

No, davvero, io proprio non riesco a rassegnarmi all’idea che gente con una precisa identità artistica come Ibla o dotata di una straordinaria capacità di scrittura (frutto di tutte le cicatrici che la vita gli ha riservato) come Leonardo Lamacchia venga eliminata senza possibilità d’appello, mentre lì dentro bivaccano ancora Deddy, Martina Miliddi e Rosa.

Ma se Martina, dopo essere stata annichilita da Serena Marchese (e pure da Giulia Pauselli nell’impietoso led made in Cele alle sue spalle), almeno nel musical è riuscita a portare a casa una performance apprezzabile e Deddy – pur con tutti i suoi (evidenti) limiti, di cui quanto meno è consapevole (al contrario della fidanzata…) – dopo essere stato perculato tutta la settimana da chiunque (compresa la Di Grazia, che quando si tratta dei guanti di sfida per lei urla allo scandalo, ma quando sono gli amici suoi ad assegnare prove inique si guarda bene dall’aprir bocca…) su Listen contro ogni pronostico s’è mangiato quel Mahmood dei povery di Raffaele Renda, Rosa continua ad inanellare una prova più inguardabile dell’altra. Roba che persino quando gioco a Just Dance coi miei amici riusciamo a fare di meglio. Ed ha pure la faccia tosta di menarsela.

Per carità, fregna è fregna, nessuno lo mette in dubbio. Ma niente di più. Una bella che non balla, letteralmente. E quello che mi manda ai pazzi, quando si tratta di lei, è che sia dotata di una spocchia così inversamente proporzionale al suo (misero) talento. Guarda tutti i ballerini dall’alto in basso solo perché “ho avuto la maglia del serale prima di te“, pensa di “farli fuori uno a uno” solo perché Lorella Cuccarini le para il sedere, dà della “faccia da morta” alle altre nemmeno lei brillasse (almeno) nell’interpretazione…

E tutta questa presunzione di Rosa, che sarebbe già terribilmente fastidiosa di suo, risulta ancora più irritante se paragonata all’ESTREMA UMILTA’ di chi lì dentro ha ben più talento di lei. Cioè qualunque altro ballerino, praticamente. A partire proprio da Serena che – poraccia – viene sempre messa in mezzo ai guanti di sfida contro lei e Martina, ma si limita a fare ciò che le viene chiesto dagli insegnanti senza mai polemizzare, al contrario loro.

Che poi, voglio dì, quando sono 15 anni che studi danza ma uno come Tommaso Stanzani che pattinava fino all’altro ieri ti asfalta senza pietà (checché ne dica la giuria, che ormai è palese che assegni punti totally ad minchiam) e quando persino un cantante come Aka7Even ha doti fisiche da danzatore più spiccate delle tue (vedere il daytime di venerdì per la conferma), ma fattele du domande no?

Se dopo che hai passato tre quarti della tua vita in una sala prove il massimo che riesci a regalarci è quel salto della staccionata con la stessa eleganza e leggerezza che sfoggio io quando dopo essermi sbafata cotechino e lenticchie mi accascio sfinita sul divano, che la danza non faccia al caso tuo mi sembra abbastanza evidente senza che tocchi alla Celentano metterti di fronte all’inoppugnabile verità che più che al ruolo di Velina non puoi certo ambire (e manco a quello, a pensarci, visto che Shaila Gatta in confronto è Carla Fracci).

Poi che la Cele sia fin troppo brutale e diretta nell’esprimere il suo giudizio lo sappiamo, ma sempre meglio lei con la sua schiettezza che l’inutile guanto di velluto usato dalla Cuccarini che ti può parare le chiappe finché sei nella scuola, ma non farà altro che rendere ancora più clamoroso il palo che chi sappiamo noi si prenderà una volta fuori da lì.

Sono d’accordo con Lorella quando dice che preferisce piuttosto perdere il punto ma ci tiene a far fare bella figura ai suoi allievi senza mandarli allo sbaraglio, ma semplificando le coreografie della Celentano di fatto dimostra che quest’ultima ha ragione nel ritenere Rosa e Martina non all’altezza. E non credo sia questione di mancanza di versatilità, come ieri sera diceva Alessandra, perché se è per questo nemmeno Samuele Barbetta è particolarmente versatile. Però nel suo stile è un’ECCELLENZA, porca miseria. Ha una creatività che ti lascia senza parole, una qualità di movimento pazzesca e un’empatia che – in combo con Michele Bravi in sottofondo – risulta emotivamente devastante. Doti che palesemente mancano sia a Rosa che a Martina, che non solo non riescono ad adattarsi agli altri stili ma non sono granché manco nel loro.

E proprio per questo, fossi nella Celentano, giocherei di psicologia inversa. Invece di lanciargli guanti di sfida inarrivabili lascerei loro carta bianca e le farei esibire nei propri cavalli di battaglia. Che se floppano sulla corografia neoclassica possono sempre dare colpa alle sue ‘assegnazioni inique‘, se floppano nel loro stile lì sì che la figuremmme è davvero clamorosa…

Ma finché ci sarà chi come Pippo Baudo avrà il coraggio di premiare – tra tutti quei talenti oggettivi – una come Rosa, lei continuerà a gonfiare tronfia il petto convinta che “qua dentro nessuno ha qualcosa in più e nessuno ha qualcosa in meno a nessuno, siamo tutti SULLO STESSO LIVELLO se siamo arrivati a questo punto” (senza rendersi conto che ogni edizione ha avuto il suo caso umano utile solo a far scatenare la Cele durante il serale, salvo poi sparire nel nulla, ma tant’è…). Ed è FOLLIA. Ma FOLLIA VERA.

Qualche considerazione sparsa, per concludere:

Enula quando la vedi pare sempre una che ha appena finito di lottare con la scatola dei pennarelli (e ha perso, evidentemente), ma quando si esibisce ti incanta.

Stefano De Martino non poteva trovare modo più adatto per descrivere Giulia Stabile, quando ha detto che “Mi ricorda un po’ Willy il Coyote, che cammina nell’aria fintanto che non se ne accorge, e quando si accorge di volare, precipita. Lei quando balla è come se camminasse nell’aria, finisce la musica si accorge di stare a mezz’aria e poi casca“. La bellezza di Giulia sta proprio lì, in tutte quelle insicurezze che la attanagliano e che svaniscono una volta che sale sul palco. Delicata, fluida e tremendamente comunicativa, ogni sua performance è un piccolo capolavoro che arriva dritto al cuore.

– Su Tancredi avevo più di una riserva, ma quando gli ho sentito raccontare, col labbruccio tremolante, di quanto sia incapace a godersi la felicità e di come non riesca a provarla per più di due minuti di fila, ho finito quasi col perdonargli di aver sbattuto fuori anzitempo un cantautore super promettente come Evandro.

– Quest’anno (fatta ovviamente eccezione per Rosa e Martina) la classe di danza è PAZZESCA, forse uno dei livelli più alti di sempre… Ma che un pezzo da 90 come Alessandro Cavallo sia ridotto a mero cavalier servente delle due scarsone, per mettere una pezza con la propria versatilità alle loro incredibili lacune, è davvero allucinante.

Sangiovanni sulla carta non è assolutamente il mio genere, ma non ho la più pallida idea del perché tutti i suoi pezzi mi entrino in testa al primo ascolto e non ne escano più, a partire da “e sarai per sempre la mia laaady nanananà” che nonostante i miei 36 anni mi ritrovo a cantare a squarciagola come non mi succedeva dai tempi del “Uooho oh oh” dei The Kolors, mortacci sua. La ship con Giulia è di una tenerezza e di una purezza incredibili, e se c’è qualcosa che ammiro moltissimo di lui, nonostante la giovane età, è quella sua spiccata sensibilità che era già venuta fuori quando qualche tempo fa le aveva fatto quel meraviglioso discorso dicendole che “Io ho 18 anni, mi vesto di rosa e mi metto lo smalto sulle unghie, eppure cosa mi importa? E cosa importa a te? Piuttosto di arrivare a dire ‘mi piacerebbe essere bella’, perché non arrivi a dire che sei diversa e che lo devono accettare tutti? Perché sono sicuro che la ragazzina che a casa ti guarda e si rivede in te smette di soffrire per queste cagate. Il ragazzino che si vuole vestire colorato, che vuole essere femminile, che vuole amare un uomo o mettersi lo smalto o semplicemente essere diverso lo fa“, e che ha trovato conferma anche ieri quando ha inserito quelle barre LGBT friendly mentre performava Il ragazzo della via Gluck (però il punto se lo meritava Aka con quella Cumm’è da brividi, va detto… Immancabili drama a parte, di talento questo ragazzo ne ha da vendere, anche se deve imparare a puntare sui cavalli giusti… e non mi riferisco solo a Mi manchi che batte Yellow a mani basse, ecco…).

– Io quasi commossa nel vedere Irama su un palco che non sia quello delle prove di Sanremo 2021, comunque.

E ora non ci resta che attendere le anticipazioni della terza puntata del serale. Anche se ho come l’impressione che mi toccherà bestemmiare di nuovo.

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